Non solo medaglie: a Milano Cortina gli atleti fanno cassa anche con il merchandising

Dopo la fine delle gare, gli atleti stanno monetizzando l’esperienza olimpica vendendo online capi e oggetti ricevuti da delegazioni e sponsor durante i Giochi.

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Jutta Leerdam (Image credits: Nike)

Milano Cortina in vendita. A poche settimane dalla conclusione dei Giochi Olimpici Invernali, gli atleti hanno già iniziato a mettere sul mercato oggetti e merchandising ricevuti durante la manifestazione

Tra capi ufficiali, equipaggiamento utilizzato in gara e gadget esclusivi riservati ai partecipanti, diversi prodotti stanno comparendo online con prezzi che raggiungono anche diverse migliaia di dollari.

Il kit ufficiale delle delegazioni

Tra i casi più discussi c’è quello della snowboarder statunitense Hahna Norman, che attraverso i suoi profili social ha raccontato di voler vendere parte del materiale ricevuto durante i Giochi. 

Mentre nel caso dell’Italia il kit è stato firmato interamente dallo sponsor EA7 Emporio Armani, per il Team USA includeva articoli firmati Ralph Lauren, Samsung e Skims, il brand di abbigliamento fondato da Kim Kardashian

Ralph Lauren ha curato le divise ufficiali per le cerimonie di apertura e chiusura, alcune delle quali sono state successivamente messe in vendita online, come il piumino utilizzato per la cerimonia finale proposto a circa 1.800 dollari, riporta Forbes.

Lo shop su Depop di Hahna Norman

L’atleta ha spiegato di voler mettere in vendita alcuni capi firmati Ralph Lauren e Nike, tra cui giacche e pantaloni appartenenti alla dotazione ufficiale consegnata agli atleti della delegazione americana.

Norman ha effettivamente aperto uno shop su Depop e ha iniziato a spedire gli ordini nelle settimane successive alla fine dei Giochi, con i prezzi degli articoli che arrivano a svariate centinaia di dollari

Secondo l’atleta, infatti, il reddito medio di uno snowboarder professionista è piuttosto basso e la partecipazione olimpica rappresenta anche un’opportunità per costruire visibilità e sfruttare l’attenzione generata sui social media.

L’incasso da capogiro di Jutta Leerdam

Non sono però soltanto i capi ricevuti nel villaggio olimpico ad attirare l’interesse dei collezionisti: alcuni atleti stanno mettendo all’asta anche l’equipaggiamento utilizzato durante le competizioni.

La pattinatrice di velocità olandese Jutta Leerdam, vincitrice dell’oro olimpico, ha raccolto un entusiasmo senza precedenti dei fan, con la sua tuta da gara che in un’asta online ha raggiunto la faraonica valutazione di 200mila dollari, con buona parte dei proventi che andranno a supporto del club di skating che l’ha lanciata.

Il mercato dei memorabilia olimpici si è attivato rapidamente anche attraverso operatori specializzati: la casa d’aste RR Auction, con sede a Boston e specializzata in oggetti legati alla storia olimpica, ha già venduto due articoli.

Tra gli oggetti proposti, un torcia della staffetta olimpica aggiudicata è stata acquistata per 35mila dollari mentre una ciotola cerimoniale utilizzata durante l’accensione della fiamma è invece stata venduta per circa 5mila dollari.

Cimeli e tecnologia

Anche alcune squadre hanno deciso di cavalcare l’onda dell’entusiasmo dei tifosi per monetizzare in opportunità economica i cimeli indossati dai campioni all’opera per i Giochi Invernali . 

La nazionale canadese di hockey su ghiaccio, ad esempio, ha messo all’asta diverse maglie indossate durante le partite olimpiche: tra queste, la jersey appartenuta alla star Connor McDavid, capitano degli Edmonton Oilers, è stata venduta per circa 65mila dollari.

Sul mercato secondario stanno emergendo anche oggetti tecnologici ricevuti dagli atleti come omaggio degli sponsor ufficiali, destinati a trovare una seconda vita tra le mani di un appassionato o di un cercatore di affari

Alcuni annunci pubblicati su eBay mostrano la vendita dello smartphone Samsung Galaxy Z Flip7 personalizzato per i Giochi e distribuito a tutti gli atleti partecipanti, con prezzi che in alcuni casi superano i 1.500 dollari.

Il contributo economico collegato ai podi

Oltre alla visibilità internazionale e alle opportunità commerciali, i risultati olimpici garantiscono in genere anche premi economici diretti, che variano notevolmente da Paese a Paese 

Il CONI ha confermato i valori di Parigi 2024, con gli atleti che hanno ricevuto 180mila euro per l’oro, 90mila euro per l’argento e 60mila euro per il bronzo. Nel caso degli Stati Uniti invece, i contributi erogati sono 37.500 dollari per l’oro, 22.500 dollari per l’argento e 15.000 dollari per il bronzo.

Ma il valore della medaglia non si esaurisce all’importo in denaro che accompagna ogni piazzamento sul podio: il potenziale derivante dalla rivendita è infatti spesso superiore al pagamento in denaro contestualmente ricevuto. 

Costo materiale e valore di mercato delle medaglie 

Le opportunità di remunerazione aumentano qualora la medaglia venga immessa sul mercato poco tempo dopo la fine dell’evento. Il motivo principale risiede nella scarsità di questi oggetti nel breve periodo immediatamente successivo alle Olimpiadi. 

La limitata disponibilità aumenta l’interesse dei collezionisti, molti dei quali cercano di completare serie che comprendano set completi di medaglie provenienti da una stessa edizione dei Giochi.

Il valore intrinseco dei metalli preziosi incide solo in minima parte sulla valutazione finale, pur considerando che negli ultimi mesi il prezzo dell’oro e dell’argento ha registrato una forte crescita. 

Il costo materiale di una medaglia d’oro arriva a circa 1.940 dollari mentre quello di una medaglia d’argento attorno ai 1.000 dollari. Tuttavia, nel mercato delle aste il prezzo è determinato soprattutto dal valore simbolico e storico dell’oggetto, piuttosto che dalla sua composizione metallica.

Secondo Bobby Eaton, esperto di memorabilia olimpici della casa d’aste RR Auction, una medaglia conquistata ai Giochi di Milano-Cortina potrebbe essere venduta in un’asta per una cifra compresa tra 60mila e 80mila dollari.

Le transazioni nel corso degli anni

Nel corso degli anni diversi atleti hanno scelto di vendere le proprie medaglie olimpiche ottenendo guadagni considerevoli, anche significativamente superiore al valore base di mercato. 

Il nuotatore statunitense Ryan Lochte, vincitore di dodici medaglie olimpiche, ha recentemente venduto tre ori olimpici per oltre 385mila dollari tramite la casa d’aste Goldin, dopo aver già ceduto nel 2022 sei medaglie – tre d’argento e tre di bronzo – per circa 166mila dollari.

Anche il leggendario tuffatore Greg Louganis ha contribuito ad alimentare il mercato dei memorabilia olimpici. Nel 2024 tre delle sue medaglie d’oro sono state vendute all’asta per oltre 430mila dollari complessivi, tra cui quella conquistata alle Olimpiadi di Seoul 1988, che da sola ha raggiunto i 200mila dollari.

Il record assoluto appartiene però alla medaglia d’oro conquistata nel 1936 dal velocista statunitense Jesse Owens ai Giochi di Berlino. Nel 2013 il pezzo è stato acquistato dal miliardario Ron Burkle per circa 1,47 milioni di dollari, cifra che oggi equivarrebbe a oltre 2 milioni considerando l’inflazione.

Oltre le medaglie, il potenziale guadagno legato alle prestazioni olimpichesi snoda tra sponsorizzazioni, collaborazioni commerciali e vendita di memorabilia, che possono dunque trasformare la visibilità e il successo sportivo ai Giochi in una ghiotta opportunità economica.