Il Consiglio Federale della Federazione Italiana Rugby (FIR), riunito a Roma venerdì 6 marzo, ha dato il via libera al Bilancio Preventivo 2026. Il documento fotografa una federazione ancora in perdita, ma con segnali concreti di risanamento: il disavanzo previsto si attesta a 3,35 milioni di euro, in miglioramento di oltre un milione rispetto alla previsione aggiornata del 2025.
Ricavi in crescita, costi in discesa
Il valore della produzione per il 2026 è stimato a 47,8 milioni di euro. Al netto delle componenti straordinarie legate al World Rugby Under 20 Championship ospitato in Italia nel 2025 e di specifici contributi di Sport e Salute, la crescita omogenea dei ricavi si attesta intorno a 1,1 milioni di euro.
Le manifestazioni internazionali si confermano il motore economico della federazione, con oltre 29,5 milioni di euro, pari a circa il 61% delle entrate complessive. Tengono anche le sponsorizzazioni, in lieve aumento di 200mila euro grazie all’ingresso di nuovi partner e al rinnovo di accordi pluriennali già esistenti.
Sul fronte dei costi, il consuntivo atteso scende a 51,1 milioni di euro dai 54,1 milioni del preventivo aggiornato 2025, con una riduzione di circa tre milioni imputabile sia al venir meno di eventi straordinari sia a un processo di razionalizzazione della spesa.
Pesano tuttavia circa un milione di euro di nuovi oneri, riconducibili principalmente all’affitto della sede centrale e degli uffici periferici e al rinnovo del CCNL «Sport&Salute» per i dipendenti federali.
Sport e Salute alza i contributi del 15%
Sul versante dei contributi, la FIR beneficia di un incremento significativo: Sport e Salute ha assegnato alla federazione 7,25 milioni di euro per il 2026, in crescita di circa 946mila euro rispetto all’anno precedente, pari a un aumento del 15%, il massimo consentito dal sistema di distribuzione.
Il plafond complessivo destinato al comparto sportivo per il 2026 raggiunge i 569 milioni di euro, di cui 344,4 milioni assegnati a federazioni nazionali, discipline associate e altri enti. La ripartizione avviene tramite il MaC (Modello algoritmico dei contributi), che valuta tre parametri: crescita del movimento (tesserati, società, tecnici), merito sportivo (risultati, rilevanza mediatica, valenza olimpica e non) e capacità gestionale, con criteri ESG inclusi nella valutazione.
Nel complesso, solo tre organismi hanno subito una riduzione dei contributi, mentre nove federazioni – tra cui la FIR – hanno raggiunto il tetto massimo di incremento del +15%.
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Duodo: «Percorso di consolidamento avviato»
Il presidente federale Andrea Duodo ha commentato con cautela ottimistica:
«Il Preventivo 2026 – si legge nel comunicato della Federazione – conferma il percorso di progressivo miglioramento dei conti federali avviato sin dal giorno dell’insediamento del Consiglio Federale. Pur in presenza di un disavanzo ancora previsto, i dati evidenziano una crescita strutturale dei ricavi e una riduzione dei costi che rappresentano segnali concreti di consolidamento della gestione».
L’obiettivo dichiarato è raggiungere un «sostanziale equilibrio di bilancio», preservando al contempo i programmi di sviluppo, dall’alto livello alle attività territoriali.