Lo sport italiano si muove sul fronte della sostenibilità, ma il percorso verso un approccio pienamente strutturale è ancora in evoluzione. Sono oltre 400 le iniziative e le azioni strategiche in tema ESG (Environment, Social e Governance) messe in campo dall’insieme dei soggetti cui fa capo l’organizzazione dello sport nazionale, con una copertura, a livello sistemico, di tutti e 17 gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) previsti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Si tratta tuttavia, in molti casi, di attività legate alla sensibilizzazione e alla promozione di valori sociali, più che di strategie integrate e strutturate di sostenibilità.
E’ quanto emerge dall’Osservatorio Sport e Sostenibilità di Fair Play Advisory, la divisione di Fair Play Media attiva nella consulenza sullo sport business, presentato a Milano giovedì 12 marzo nel corso del convegno “Lo sport italiano alla prova della sostenibilità”, evento organizzato in partnership con LCA Studio Legale, cui hanno preso parte Antonella Baldino (amministratore delegato di Istituto Credito Sportivo e Culturale), Michele Uva (UEFA Executive Director – S&E Sustainability e delegato ufficiale per EURO 2032), Gianluca Pavanello (CEO di Macron), Umberto Gandini (Long-standing Sport Executive), Federico Venturi Ferriolo (Head of Sports di LCA Studio Legale), insieme ad Andrea Di Biase (CEO di Fair Play Media), Luciano Mondellini (direttore di Calcio e Finanza | Sport e Finanza) e Stefano Gianuario (Vicedirettore di Sport e Finanza).
La ricerca è stata condotta su un campione significativo delle istituzioni sportive italiane: 10 Federazioni sportive affiliate al CONI, 4 leghe sportive professionistiche e Sport e Salute (la società pubblica che si occupa dello sviluppo dello sport in Italia).
Queste 15 realtà annoverano tra i loro tesserati oltre 3,8 milioni di atleti, che salgono a 20 milioni se si considerano tutti gli italiani che praticano una o più discipline sportive a livello amatoriale. Un bacino potenziale equivalente alla metà della popolazione italiana verso cui veicolare i messaggi e il portato valoriale dell’impegno del settore.

Salute e benessere, lotta alle diseguaglianze e parità di genere gli obiettivi più ricercati
Prendendo in esame i singoli obiettivi, l’ambito che in termini quantitativi sta più a cuore allo sport italiano nel suo insieme non poteva che essere quello dedicato a “Salute e Benessere” (SDG 3). Un aspetto, quello legato alla promozione di una vita sana e alla prevenzione delle malattie, connaturato nell’essenza stessa dell’attività sportiva, con il 100% dei soggetti censiti dall’Osservatorio ad aver avviato almeno un’iniziativa di sostenibilità in questo campo.

Rilevante in termini di copertura anche l’attenzione riservata dal sistema sportivo italiano alla “Riduzione delle diseguaglianze” (SDG 10) e alla promozione della “Parità di genere” (SDG 5). Su questi due obiettivi di sviluppo sostenibile si è impegnato l’87% delle organizzazioni sportive italiane (13 sulle 15 censite) che hanno preso parte alla rilevazione dell’Osservatorio Sport e Sostenibilità.
Più in generale, su un totale di 17 SDGs, ci sono ben 11 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile sui quali si è attivamente cimentato oltre la metà delle organizzazioni sportive mappate dall’Osservatorio.
Anche “Istruzione di qualità” tra gli SDGs con più iniziative realizzate
Anche a livello di numero di iniziative e best practice concretamente messe in campo dallo sport italiano nei vari ambiti di sostenibilità, la promozione di “Salute e Benessere” si conferma come l’obiettivo maggiormente perseguito con 53 iniziative su un totale di 407 realizzate.
Rilevanti, anche in termini di numerosità delle azioni intraprese, gli SDGs relativi alla “Riduzione delle diseguaglianze” con 48 iniziative, e alla promozione della “Parità di genere” con 35 progetti messi in campo. Spiccano, a livello numerico, anche le 33 iniziative volte a favorire il goal “Istruzione di qualità” (SDG 4), con un’incidenza sul totale dell’8,10%.

Come operano gli attori dello sport italiano negli ambiti della sostenibilità
Da un punto di vista operativo, dalla rilevazione dell’Osservatorio è emerso che in generale sui 17 SDGs dell’Agenda 2030 gli operatori del sistema sportivo italiano si muovono sia autonomamente nell’ambito della sostenibilità, attraverso iniziative messe in campo dalle proprie strutture per il 45% dei progetti, sia attraverso partnership con altri soggetti.
Il numero delle iniziative messe in campo in collaborazione con altri enti (Onlus, operatori del terzo settore, Organizzazioni non governative, ecc.), ha invece un’incidenza sul totale della attività del 41%.
I contributi diretti a beneficiari specifici (es. borse di studio, contributi a ospedali, associazioni, ecc.) rappresentano invece il 6% delle iniziative promosse dagli operatori censiti, mentre una quota dell’8% è rappresentata da altre tipologie di progetto.
Per quanto riguarda l’SDGs “Salute e Benessere”, che vede l’impegno di tutti i soggetti censiti, prevalgono le attività realizzate “in collaborazione”, pari al 48% del totale, mentre i progetti realizzati in autonomia dagli attori dello sport italiano rappresentano il 43%.
Gli SDGs dove è altamente rilevante il ricorso a collaborazioni con soggetti terzi sono la “Lotta alla fame”, con il 73% dei progetti realizzati in concorso con altri operatori, e la “Lotta alla povertà” con il 57% delle iniziative.
Prevalgono le iniziative ricorrenti e i progetti di medio-lungo termine
Dalla rilevazione dell’Osservatorio Sport e Sostenibilità è emerso inoltre come, in ambito di sostenibilità, il sistema sportivo italiano sia andando sempre più verso una progettualità di medio-lungo termine, anche attraverso lo sviluppo di attività e iniziative ricorrenti nel tempo. Segno di un’evoluzione importante rispetto alla realizzazione di iniziative spot.
Dall’analisi è infatti emerso che, rispetto alle 407 iniziative e best practice messe in campo dagli attori dello sport nazionale censite dall’Osservatorio di Fair Play Advisory, i progetti conclusi negli ultimi 24 mesi rappresentano il 21% del totale (85 progetti).
Le attività in corso (sia perché costruite su una road map pluriennale sia perché ricorrenti negli anni) rappresentano invece il 79% del totale, per complessivi 321 progetti.
Un impegno diffuso, ma un approccio alla sostenibilità ancora poco strutturale
In un contesto internazionale in cui l’enfasi verso le politiche ESG appare oggi meno intensa rispetto a qualche anno fa, anche alla luce del rallentamento di alcune iniziative regolatorie e di un dibattito pubblico più critico sui temi della sostenibilità, la ricerca qualitativa dell’Osservatorio evidenzia come l’approccio del sistema sportivo italiano resti ancora in larga parte poco strutturale.
Molte delle iniziative censite si collocano infatti prevalentemente nell’ambito della sensibilizzazione e della promozione di valori sociali, più che in quello di strategie integrate e misurabili di sostenibilità. Un segnale di impegno diffuso, dunque, ma che evidenzia al tempo stesso come il percorso verso una piena integrazione dei principi ESG nei modelli organizzativi e nelle politiche di gestione dello sport italiano sia ancora in una fase iniziale.
