Grandi manovre intorno a Puma. Dopo il recente cambio di azionista di maggioranza in seguito all’operazione condotta da Anta Sports, il gruppo britannico Frasers Group, controllato dal miliardario Mike Ashley, ha acquisito una partecipazione del 5,77%.
L’operazione prevede un investimento complessivo stimato in meno di 200 milioni di euro, considerando l’attuale capitalizzazione di mercato del marchio tedesco intorno ai 3,5 miliardi.
I dettagli dell’operazione
La partecipazione è stata realizzata combinando una quota diretta dello 0,17% con un ulteriore 5,61% detenuto tramite strumenti finanziari derivati, in particolare tramite una serie di opzioni put legate alle azioni Puma.
La notizia ha avuto un impatto immediato sui mercati: nella mattinata successiva all’annuncio il titolo della società ha registrato un rialzo superiore all’8%, per poi chiudere la seduta con un incremento del 4,99%, segnalando l’interesse degli investitori per il nuovo assetto azionario.
L’ingresso di un nuovo investitore di peso segna una fase di trasformazione nella governance del brand tedesco, che negli ultimi anni ha vissuto cambiamenti significativi nella propria struttura azionaria.
Con questa operazione Frasers diventa il secondo maggiore azionista di Puma, affiancandosi al gruppo cinese Anta Sports, che lo scorso gennaio ha acquisito una partecipazione del 29% per circa 1,5 miliardi di euro dalla holding legata alla famiglia di François-Henri Pinault.
I risultati finanziari di Puma
L’investimento arriva inoltre in un momento complesso per Puma dal punto di vista finanziario e operativo; nel 2025 la società ha registrato una perdita netta record di 643,6 milioni di euro, accompagnata da un calo del 13% delle vendite annuali.
Il management ha quindi definito il 2026 come un “anno di transizione”, durante il quale l’azienda punta a rilanciare la redditività attraverso una riduzione dei costi e una razionalizzazione dell’offerta di prodotto.
Per Frasers Group l’operazione si inserisce in una strategia ormai consolidata, basata sull’acquisizione di partecipazioni di minoranza in marchi e retailer strategici per rafforzare relazioni commerciali e influenza industriale.
Puma: nel 2025 perdite per 643 milioni e ricavi in picchiata, si attende il rilancio
La strategia di Frasers Group
Il gruppo britannico detiene già il 25% di Hugo Boss e controlla diversi marchi e operatori del retail sportivo, tra cui Everlast e Slazenger, oltre alla catena Sports Direct, principale fonte di profitti della holding.
Puma rappresenta inoltre uno dei fornitori più rilevanti proprio per Sports Direct, elemento che rende l’investimento particolarmente significativo in termini di integrazione nella filiera dello sportswear.
Frasers tende infatti a consolidare rapporti con partner chiave e ad acquisire maggiore peso nelle decisioni strategiche dei marchi con cui collabora facendo leva su quote azionarie mirate detenute in portafoglio.
Il recente attivismo sul mercato
Negli ultimi mesi il gruppo ha ulteriormente ampliato il proprio portafoglio di partecipazioni nel retail internazionale. Solo un mese fa Frasers ha acquisito la quota di maggioranza del retailer italiano multisport Maxi Sport, dopo aver rilevato nell’ottobre precedente la maggioranza di The Webster.
Questo attivismo sul mercato complementa le partecipazioni in diversi operatori europei del commercio al dettaglio già in pancia alla holding, tra cui si annoverano Asos, Boohoo, Currys, Debenhams e AO World.
L’ingresso nel capitale di Puma conferma quindi la volontà di Frasers Group di rafforzare la propria presenza lungo l’intera catena del valore della moda sportiva, utilizzando investimenti selettivi per costruire sinergie commerciali e aumentare la propria influenza strategica nel settore globale dello sportswear.