La FITP nella cordata per La Stampa: tennis, politica e potere a Torino

La Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP) sarebbe tra i finanziatori dell’acquisizione de La Stampa da parte del Gruppo Sae. Una mossa che porta il mondo dello sport al cuore dell’editoria piemontese.

Tennisti italiani Finals
Le indiscrezioni
Image Credits: Nicolò Campo

C’è anche la Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP) dietro l’operazione che potrebbe portare La Stampa nelle mani del Gruppo Sae. Un’indiscrezione anticipata a fine gennaio da La Moneta – testata economica dell’orbita editoriale de Il Giornale, Libero e Il Tempo – che oggi trova nuova sostanza, anche se i dettagli dell’accordo restano avvolti nel riserbo.

Secondo quanto ricostruito da Sport e Finanza, la FITP avrebbe messo sul piatto 5 milioni di euro, contributo destinato a raggiungere la soglia complessiva di 40-50 milioni necessaria per rilevare il quotidiano torinese. Una quota che si inserisce in una cordata più ampia, resa necessaria dal fatto che Alberto Leonardis, patron di Sae, non avrebbe raccolto in autonomia l’intera provvista finanziaria per l’operazione.

Perimetro ampio

Non si tratta di una semplice cessione di testata. Il perimetro dell’operazione è vasto: comprende le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale e le strutture di supporto alla redazione. Un asset strategico, in altri termini, che va ben oltre il semplice marchio giornalistico.

Ed è proprio l’ampiezza dell’operazione – unita alla natura composita della cordata e all’identità degli investitori – ad alimentare perplessità negli ambienti dell’editoria e della finanza. Il Comitato di Redazione del giornale ha già alzato la voce, chiedendo con forza la presentazione immediata del piano industriale e del progetto editoriale: senza queste garanzie, la trattativa rischia di restare un esercizio di potere più che un progetto editoriale credibile.

Che la FITP sia seduta al tavolo dice molto. Non solo dell’ambizione della Federazione, ma anche del modo in cui certi poteri – sportivi, politici, finanziari – continuano a intrecciarsi attorno alle grandi istituzioni mediatiche del Paese.

A Torino, quando si muove La Stampa, la politica non resta mai fuori dalla porta.