Oracle rinnova con Red Bull per dominare la nuova era della F1

Oracle resta title sponsor di Red Bull Racing con un accordo pluriennale che punta tutto sulla nuova era regolamentare della F1. In gioco ci sono motore ibrido inedito, intelligenza artificiale e oltre 100 milioni di dollari annui.

oracle red bull racing
I dettagli della sponsorizzazione
Image Credits: comunicato stampa Oracle

La partnership più integrata dello sport motoristico si allunga. Oracle e Oracle Red Bull Racing hanno annunciato un’estensione pluriennale del loro accordo, in un momento tutt’altro che casuale: la Formula 1 si appresta ad affrontare il più significativo cambiamento regolamentare della sua storia moderna, con la stagione 2026 che scatterà il 5 marzo a Melbourne.

Un matrimonio nato nel 2022 che ha già prodotto frutti straordinari: tre titoli mondiali piloti, due costruttori e una serie di record difficili da dimenticare. Ora il team di Milton Keynes e il colosso del software californiano puntano a replicare quei successi in un contesto radicalmente rinnovato.

Quanti soldi sul piatto

Il valore economico dell’accordo non è stato reso noto ufficialmente, ma le indiscrezioni parlano chiaro: il precedente contratto prevedeva circa 100 milioni di dollari annui, e per questo rinnovo ci si attende una cifra superiore.

Non è un dettaglio marginale, considerando che Oracle arriva all’intesa dopo sei mesi difficili in Borsa, con il titolo che ha perso circa il 37% del suo valore.

Eppure la società – 425 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato e 61 miliardi di ricavi negli ultimi dodici mesi – continua a investire massicciamente nelle vetrine tecnologiche ad alto profilo.

La scommessa sul motore

Al centro dell’accordo c’è il debutto della power unit ibrida di Red Bull Ford Powertrains, costruita in quattro anni partendo da zero. Un’impresa non banale per un costruttore esordiente che si misura con rivali dai decenni di esperienza motoristica alle spalle.

L’intera progettazione e i test sono stati condotti sfruttando le capacità di calcolo ad alte prestazioni di Oracle Cloud Infrastructure, con simulazioni avanzate che hanno modellato migliaia di variabili: consumo energetico, configurazioni aerodinamiche, interazioni degli pneumatici e scenari di gara.

Oracle continuerà a supportare il programma anche durante la stagione, eseguendo aggiornamenti e lavori di integrazione in corsa.

L’agente AI che entrerà in pista

La novità più intrigante riguarda un agente strategico basato sull’intelligenza artificiale, che il team prevede di implementare già in questa stagione. Il sistema, sviluppato sull’intero stack AI di Oracle, automatizzerà la raccolta dati, interpreterà gli input di gara in tempo reale e storici, e fornirà indicazioni agli ingegneri per reagire più rapidamente alle condizioni mutevoli in pista.

Non si tratta di sostituire il giudizio umano, ma di affiancarlo con una velocità di elaborazione impossibile da replicare manualmente.

«Le stesse tecnologie che il team utilizza per modellare la strategia e implementare le più recenti innovazioni di intelligenza artificiale in pista sono quelle che alimentano la trasformazione delle aziende di ogni settore», ha dichiarato Clay Magouyrk, CEO di Oracle.

Oltre la pista: HR, finanza e tifosi

L’accordo non si ferma al paddock. Oracle Red Bull Racing adotterà Oracle Fusion Cloud Applications per la gestione di finanza, risorse umane e marketing, con l’obiettivo di ottimizzare la pianificazione interna, semplificare la gestione delle paghe e sviluppare programmi di fidelizzazione per i tifosi.

Una partnership che, insomma, entra nei corridoi della sede di Milton Keynes tanto quanto nelle corsie dei circuiti.

«Contiamo sulle inestimabili competenze di Oracle per analizzare e ottimizzare un’infinità di variabili con maggiore precisione e velocità rispetto alla concorrenza», ha commentato Laurent Mekies, team principal e CEO del team.

Una fiducia che vale, letteralmente, centinaia di milioni di dollari.