Gli azzurri compattano il Paese. Durante i Giochi Olimpici c’è un istante in cui tutta l’Italia è incollata davanti allo schermo: un atleta sul podio, il tricolore che sale, l’inno che risuona. La celebrazione sportiva diventa così un momento di riconnessione collettiva.
Per qualche minuto milioni di persone condividono la stessa emozione, la stessa percezione di appartenenza, la stessa idea che il talento individuale possa incarnare un’energia nazionale.
A fotografare questa dimensione è il Rapporto CONI–Censis, presentato nel dicembre 2025, dedicato al valore delle funzioni istituzionali e sportive del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.
La ricerca rivela come per l’89% degli italiani sia importante, ai fini del prestigio internazionale, che l’Italia sia tra le nazioni con il maggior numero di medaglie olimpiche.
Il successo sportivo come volano per la reputazione
«Il dato dell’89% è molto interessante – osserva Giorgio De Rita, segretario generale del Censis -. La medaglia olimpica è percepita come un indicatore di reputazione nazionale. Non è soltanto il successo di un atleta: è il segno che il Paese sa competere, organizzarsi, sostenere il merito».
In un contesto nazionale spesso segnato da divisioni, il dato rilevato dal Censis colpisce per la sua condivisione: l’indagine restituisce un plebiscito che testimonia un consenso ampio, che attraversa età, territori e appartenenze sociali.
«C’è un aspetto da sottolineare – aggiunge De Rita -. Il consenso è trasversale. Non riguarda una fascia sociale specifica. È un sentimento condiviso. In un Paese spesso frammentato, la medaglia crea convergenza».
L’effetto emulazione sulla pratica sportiva
Il riconoscimento simbolico si traduce anche in impatto sociale. Secondo il Rapporto, oltre l’87% degli italiani è convinto che i successi internazionali abbiano un effetto trainante sulla pratica sportiva, specie tra i giovani, con i trionfi che producono un effetto di emulazione.
«Oltre l’87% degli italiani è convinto che i successi internazionali stimolino i giovani a praticare sport. La medaglia è un moltiplicatore sociale: genera imitazione, aspirazione, fiducia».
In questa prospettiva, lo sport emerge come leva strategica: se nove italiani su dieci attribuiscono valore al medagliere olimpico, significa che la dimensione sportiva viene percepita come parte integrante della proiezione internazionale del Paese.
L’ecosistema dietro la performance
Ogni risultato individuale affonda le radici in un ecosistema articolato: investimenti pubblici e privati, infrastrutture, federazioni, tecnici, centri di preparazione, programmi giovanili. La performance dell’atleta è la punta visibile di un ecosistema sfaccettato e complesso.
Anche il dibattito sul sostegno agli atleti – spesso richiamato con riferimento al ruolo dei gruppi sportivi militari – si inserisce in questo contesto: l’eccellenza come frutto di programmazione, continuità e strutture solide.
In questo senso la medaglia diventa anche un indicatore della qualità delle politiche sportive e della capacità di investimento nel lungo periodo, fattori capaci di esaltare il talento e portato alla ribalta globale.
Il successo sportivo come patrimonio condiviso
Il messaggio che arriva dagli italiani è che il successo sportivo è percepito come bene comune, richiedendo dunque politiche mirate, risorse, tutela delle infrastrutture e attenzione ai percorsi formativi.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha recentemente richiamato il tema dell’orgoglio nazionale e di un’Italia che “corre nel mondo”. Alla luce di questi numeri, le sue parole assumono ancora più valore come la sintesi di una percezione diffusa: lo sport viene riconosciuto come funzione pubblica, come strumento di reputazione e rappresentanza.
Milano Cortina sta consegnando immagini destinate a restare, perché mostrano come l’impegno agonistico sia un patrimonio immateriale collettivo capace di esaltare il brand Italia e rinsaldare il Paese attorno ai suoi campioni.