La Corsa Rosa in forma smagliante: spettatori e impatto da record

Il Giro d’Italia continua a crescere, confermandosi come leva per l’economia e il turismo grazie a un pubblico in costante aumento che porta ricadute di 2,1 miliardi di euro

Tudor Giro d’Italia
ricerca ifis
Image credit: RCS Sport

Il Giro d’Italia sempre più solido. Alla 46esima edizione della Bit – la Borsa internazionale del turismo in corso nei padiglioni di Rho Fiera, a ovest di Milano – si è tenuto un talk dedicato alla corsa organizzato da Rcs Sports & Events.

Al centro dell’incontro organizzato in partnership con Best Western, sponsor ufficiale del Giro, l’analisi dell’impatto della manifestazione sul sistema economico e turistico del Paese, da cui emerge come la rassegna ciclistica continua a rafforzare il proprio peso sportivo e mediatico.

«Riteniamo che il Giro d’Italia sia una delle manifestazioni iconiche del nostro Paese – ha commentato Ivana Jelinic, ad di Enit SpAAttraverso i suoi percorsi racconta il territorio, mostrando le eccellenze e le peculiarità italiane, facendo scoprire zone ancora inesplorate. Il Giro è e rimane uno strumento estremamente efficace di promozione turistica delle nostre destinazioni».

I numeri del Giro

L’indagine sul Giro 2025 realizzata dalla divisione Ifis Sport, ideata dal Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio di Banca Ifis, misura il ritorno economico generato nelle aree coinvolte dalla corsa. 

La spesa complessiva sul territorio ha raggiunto quota 2,1 miliardi di euro. Parallelamente è cresciuto anche il pubblico dal vivo: 2 milioni e 300mila spettatori, con un incremento del 4,5% rispetto al 2024.

«Questi dati confermano come il Giro d’Italia è uno strumento concreto di sviluppo del territorio e di promozione del Paese – afferma Paolo Bellino, ad e dg di Rcs Sports & Events -. Il valore di 2,1 miliardi di euro tiene conto dell’impatto immediato, cioè la spesa degli spettatori e della macchina organizzativa durante le tappe. E dell’impatto indiretto, cioè la spesa di chi, dopo aver assistito all’evento in un determinato territorio, ci torna per vivere altre tipologie di esperienza turistica».

Occhi puntati sulla prossima edizione

Nel frattempo mancano 86 giorni alla partenza dell’edizione numero 109: il via sarà venerdì 8 maggio, per la prima volta nella storia da Nessebar, in Bulgaria, mentre l’arrivo è previsto domenica 31 maggio nel centro di Roma.

Guardando al lato sportivo, l’edizione 2026 ha già attirato nomi di primo piano del ciclismo internazionale. Tra questi Jonas Vingegaard, attesissimo al debutto nella corsa rosa, insieme a Joao Almeida, Richard Carapaz ed Egan Bernal. Presente anche una solida rappresentanza italiana con Giulio Pellizzari, Giulio Ciccone, Filippo Ganna e Jonathan Milan.

La partenza dalla Bulgaria rappresenterà la sedicesima nella storia del Giro dall’estero (la prima fu nel 1965 da San Marino), con i numeri della Grande Partenza 2025 dall’Albania confermano la validità di questa strategia di apertura internazionale. 

Il successo della Gran Partenza in Albania

Tra gli spettatori delle tre giornate, il 39% ha assistito a più di una tappa, il 42% ha effettuato almeno un pernottamento e il 13% proveniva dall’estero. Inoltre, dopo aver seguito il Giro, il 93% ha dichiarato di voler visitare l’Italia e acquistare prodotti italiani.

Non solo: il 74% degli spettatori ritiene che le tappe in Albania abbiano rappresentato una straordinaria occasione di promozione turistica, mentre il 63% considera la corsa rosa un vero ambasciatore dell’Italia nel mondo.

Un risultato coerente con la natura stessa del Giro d’Italia: una manifestazione capace di superare i confini geografici, accendere entusiasmo e creare connessioni tra territori, culture e persone.