Dopo quattro anni di assenza dal massimo campionato, Roma potrebbe presto tornare protagonista nel basket che conta. Da quando il 9 dicembre 2020 la Virtus Roma comunicò il ritiro dalla Serie A, la Capitale non ha più avuto una squadra nell’élite cestistica italiana.
Ma stavolta le voci non si limitano ai soliti rumors: secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, una delle cordate interessate si sarebbe presentata alle istituzioni cestistiche con un precontratto per l’acquisto del diritto di Cremona.
Un dream team dirigenziale
Capofila dell’operazione, stando a quanto scrive La Gazzetta, è Donnie Nelson, 63 anni, figlio di Don Nelson (secondo allenatore per vittorie nella storia NBA). In 24 stagioni a Dallas, Donnie ha costruito la sua reputazione come visionario: fu tra i primi a guardare sistematicamente all’Europa, lanciando Steve Nash e avendo l’intuito di scegliere Dirk Nowitzki e Luka Doncic, due MVP NBA.
E proprio Nowitzki e Doncic sarebbero tra i soci dichiarati da Nelson nelle interlocuzioni con le istituzioni italiane, secondo quanto emerso. Non sono note le quote di partecipazione, né l’identità degli investitori principali della cordata, cui vengono però riconosciute grandi disponibilità economiche.
Nel gruppo di lavoro figura anche Roberto Carmenati, storico scout internazionale dei Mavericks, e soprattutto Rimantas Kaukenas, presentato in Federazione come referente italiano di Nelson. Il lituano, 48 anni, ha vissuto dieci stagioni in Italia con cinque scudetti vinti a Siena, oltre a un’esperienza da presidente dei Wolves di Vilnius.
PalaEur subito, Foro Italico nel futuro
Sul fronte degli impianti, la società di Nelson ha già trovato un accordo pluriennale con Eur Spa per utilizzare il PalaEur dalla prossima stagione. Lo storico palazzetto delle Olimpiadi 1960, riaperto nel 2023 dopo anni di abbandono, ospiterà le partite in attesa che si completino i lavori al Centrale del Foro Italico, che con la copertura raggiungerà i 13.500 posti a sedere (Sport e Salute ha indicato metà 2027 come termine, anche se gli slittamenti sono sempre possibili).
Il PalaEur, sei mesi fa, è stato votato miglior impianto della Serie B nazionale secondo il ranking di Quinto Quarto. L’interesse del pubblico romano non manca: il derby tra Virtus Roma 1960 e Luiss Basket ha richiamato oltre 2.500 spettatori in un sabato pre-natalizio già denso di impegni calcistici.
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L’obiettivo: NBA Europe
Il vero driver dell’investimento è però strategico. Sullo sfondo c’è l’arrivo, annunciato per il 2027/28, di NBA Europe: un campionato con il meglio del basket continentale sulla falsariga dell’Eurolega, ma organizzato dalla NBA con logiche diverse per attrarre più risorse.
Nei piani dichiarati, che prevedono di partire con 16 squadre di cui 12 con licenza permanente, l’Italia sarà presente con Milano – dove Olimpia e Milan stanno valutando l’affare e hanno partecipato alla riunione del 19 gennaio a Londra – e con Roma. Un appuntamento chiave è fissato per questo weekend durante l’All-Star Game di Los Angeles, dove la NBA incontrerà tutti i soggetti interessati.
La partita romana
Sulla Capitale si era mosso anche Paul Matiasic, attuale proprietario di Trieste, come capofila di investitori americani, ma quella pista appare meno presente nelle ultime settimane.
Come riporta La Gazzetta dello Sport, i club locali – Virtus Roma 1960, prima in Serie B con 42 punti su 48, e Luiss – sono pronti a collaborare con chi si aggiudicherà la posta, «portando radicamento sul territorio e tradizione».
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E Cremona?
Quando ad inizio dicembre si erano diffuse le voci, a Cremona, però, l’aria era completamente diversa. Come scritto infatti su Sport e Finanza, il direttore generale Andrea Conti aveva respinto con forza le indiscrezioni: «Non vorrei nemmeno smentire delle non notizie. Il presidente Vanoli è molto carico. Abbiamo giocatori sotto contratto anche per la prossima stagione, accordi in essere con gli sponsor».
Conti sottolineava l’assurdità di ipotizzare trattative a stagione in corso: «Come si potrebbe pensare a una trattativa senza nemmeno sapere quale sarà la categoria che un eventuale acquirente andrebbe a comprare? Siamo la società con il budget più basso della Serie A. Pensate davvero che se fossimo stati ceduti non ci sarebbero stati investimenti più importanti? Peraltro non esiste la cessione del titolo sportivo, ma dell’intera società».
Il messaggio da Cremona era chiaro: «Serve assoluto rispetto nei confronti della proprietà e di tutti i tesserati. Le mire degli investitori andranno dirottate altrove».
Cosa è cambiato in questi mesi? Erano solo frasi di circostanza?