Il comparto italiano degli sport invernali si conferma tra i più forti al mondo. Secondo il rapporto dell’Area Studi Mediobanca, l’Italia occupa il terzo posto globale nell’export di articoli per sport invernali con una quota pari all’11% delle esportazioni mondiali, alle spalle di Austria (17%) e Cina (13%).
In termini concreti, oltre un prodotto winter sports su dieci venduto nel mondo è italiano. Se si amplia lo sguardo all’intero settore dei prodotti sportivi, il Paese si colloca invece al quinto posto mondiale.
Il traino del Nord Est
La forza industriale italiana si concentra soprattutto nel Nord Est. Trentino-Alto Adige e Veneto generano insieme quasi il 90% dei ricavi complessivi del comparto, seguiti a distanza dalla Lombardia.
In questo ecosistema produttivo spicca il distretto dello Sportsystem di Asolo-Montebelluna, considerato il punto di riferimento mondiale per la produzione di scarponi da sci e uno dei distretti sportivi più importanti al mondo.
Qui si concentrano le grandi aziende italiane, in un ecosistema che include centri di ricerca e sviluppo di numerosi gruppi internazionali, attratti da un patrimonio unico di competenze tecniche e manifatturiere.
«In quest’area non ci sono solo gruppi nazionali – spiega Alberto Zanatta presidente di Tecnica Group – perché a posizionarsi qui con ricerca e sviluppo sono anche numerosi colossi esteri. E questo accade per il patrimonio di competenze uniche che si è accumulato. Le Olimpiadi in Italia ora rappresentano una bellissima vetrina, spingendo ancora più in alto l’attenzione verso questo settore».
Leadership globale negli scarponi da sci
La leadership italiana emerge in modo particolare nel segmento degli scarponi da sci, dove il Paese detiene la posizione numero uno a livello globale proprio grazie al distretto veneto.«Dazi e dollaro non aiutano. Ma ad ogni modo il 2025 per noi si è chiuso con ricavi in crescita». commenta Zanatta.
Tecnica Group rappresenta uno degli attori principali del mercato: è il secondo produttore mondiale di scarponi da sci con una quota vicina al 22% e il quinto produttore mondiale di sci alpino con circa l’11%.
Accanto a Tecnica, nella top 10 globale compaiono altre tre aziende italiane con sede nello stesso distretto: Unimonteco (7ª), Rocca Group con il marchio Roxa (8ª) e Calzaturificio Scarpa (9ª), che insieme contribuiscono a circa il 5% della produzione mondiale.
Il distretto si distingue anche in altri segmenti tecnici: nel pattinaggio artistico, ad esempio, prodotti di fascia alta vengono realizzati da aziende come Edea e Rossignol Lange (marchio Risport Skates).
Nel settore snowboard Core (Union Binding Company) è il quarto operatore mondiale con una quota del 3,6% e secondo player globale negli attacchi dopo Burton. Nel 2025 la stessa Core ha rafforzato la propria presenza produttiva inaugurando a Montebelluna uno stabilimento dedicato agli scarponi da snowboard.
Un business globale in crescita
Secondo Mediobanca, il mercato mondiale delle attrezzature per sport invernali – tra sci, scarponi, abbigliamento tecnico e attrezzature – vale circa 13,5 miliardi di euro, con prospettive di crescita di circa sei punti percentuali nel corso del 2026.
Si tratta di una nicchia rispetto al macro mercato globale outdoor e sportivo, stimato in circa 385 miliardi, ma con un impatto significativo sulla crescita di aziende altamente specializzate.
Guardando alle imprese italiane del settore (considerando aziende con oltre 19 milioni di ricavi e più di 50 dipendenti), il giro d’affari è stato di circa 3,2 miliardi di euro nel 2024, con oltre 13 mila addetti. Le prime stime sul 2025 indicano una crescita intorno al 2%.
Campioni industriali e vocazione all’export
Tra i principali player per fatturato spicca Hti-High Technology Industries, leader mondiale negli impianti di risalita, con ricavi pari a 1,4 miliardi di euro. Seguono Tecnica Group (517 milioni nel 2024, valore superato nel 2025), Fratelli Campagnolo (abbigliamento e attrezzatura da montagna), TechnoAlpin (innevamento artificiale) e Kappa (abbigliamento sportivo).
Il tratto distintivo del settore resta la forte vocazione internazionale: nel comparto delle attrezzature sciistiche l’export rappresenta mediamente quasi l’80% dei ricavi, con punte ancora più elevate. Nel caso di Tecnica, ad esempio, supera il 93%.
Gli sport invernali rappresentano inoltre un driver di crescita anche per aziende che operano principalmente in altri settori. È il caso della lombarda Spm, 350 dipendenti e circa 40 milioni di ricavi, che oltre a stemmi e loghi per automotive produce anche pali per discese e sistemi di protezione per piste.
«I nostri volumi in questa fase tengono proprio grazie allo sport – spiega il presidente Giovanni Berutti – e anche le prospettive sono positive. Tenendo conto delle gare che già abbiamo vinto per attrezzare i mondiali 2027 in Svizzera e quelli del 2029 in Norvegia».
Olimpiadi come leva strategica di posizionamento
Le Olimpiadi di Milano Cortina rappresentano un acceleratore importante per visibilità e investimenti. L’attenzione internazionale verso il comparto potrebbe rafforzare ulteriormente il posizionamento italiano.
In un contesto in cui il mercato globale è altamente competitivo, e attraversa una fase complessa tra dinamiche valutarie e tensioni commerciali, l’Italia continua a distinguersi per qualità tecnica, innovazione e specializzazione produttiva.
L’industria italiana degli sport invernali dimostra dunque una capacità strutturale di crescita, confermando il proprio ruolo di protagonista nell’export mondiale e di riferimento tecnologico per l’intero settore.