Bagnoli si prepara ad accogliere l’America’s Cup. I cantieri entrano nella fase più intensa delle lavorazioni: sull’area della colmata a mare le attività procedono a ritmo serrato, tra condizioni meteo complesse e un cronoprogramma stringente da rispettare in vista dell’arrivo dei primi equipaggi previsto per l’estate.
La scogliera di protezione, avviata a fine novembre, è già in gran parte posizionata nell’area destinata agli hangar delle imbarcazioni, da cui le barche saranno poi varate nel Golfo di Bagnoli. Nella zona centrale della colmata sorgerà invece la base operativa dei team.
Attualmente sono circa 300 gli operai impiegati in cantiere, supportati da cinque gru, escavatori, pale meccaniche e un flusso continuo di camion che movimentano circa 2.500 tonnellate di materiali al giorno, riporta Il Mattino.
L’impatto economico dell’evento
L’intero progetto procede nel rispetto del cronoprogramma ufficiale, con una gestione delle tempistiche estremamente rigorosa: l’obiettivo è garantire la piena operatività del sito entro l’arrivo degli equipaggi internazionali.
Le stime economiche indicano ricadute rilevanti sul territorio. Diego Nepi Molineris, direttore generale di Sport e Salute (società del MEF), ha quantificato l’impatto sull’economia locale in circa 1,2 miliardi di euro di PIL aggiuntivo per Napoli:
Le ricadute dovrebbero superare quelle dell’ultima edizione: «Sarà più di quanto fatto a Barcellona». L’effetto occupazionale complessivo è stimato in circa 15mila posti di lavoro tra indotto e occupazione diretta collegata all’evento.
Turismo ed effetto occupazionale
Già da marzo dello scorso anno il team Emirates New Zealand, detentore del trofeo, ha avviato attività di recruiting sul territorio, con particolare focus su ingegneri meccatronici. Le offerte salariali oscillano tra 38mila e 80mila euro annui, con annunci pubblicati su LinkedIn.
In vista delle regate del 2027, la città si prepara a un afflusso stimato di almeno 1,5 milioni di turisti. L’impatto riguarderà principalmente i settori dell’ospitalità, ristorazione, logistica, sicurezza, trasporti e servizi.
Oltre all’occupazione temporanea legata all’evento, le previsioni indicano la possibile stabilizzazione di circa 2.000 posti di lavoro permanenti in questi comparti come eredità dell’evento..
Le opere infrastrutturali e ambientali
La scogliera, progettata come prima barriera contro le mareggiate, sarà rafforzata con 7mila massi artificiali prodotti direttamente in loco. Sulla colmata sono già stoccate diverse migliaia di unità.
Parallelamente, proseguono le operazioni di bonifica dei fondali: accanto al pontile centrale in demolizione è stata realizzata una piattaforma per il deposito temporaneo delle sabbie contaminate dragate dal fondale. Il materiale viene poi trasferito in apposite vasche di trattamento per la depurazione.
Queste attività anticipano di quattro anni il programma originario di risanamento ambientale. L’obiettivo è rendere l’area balneabile e fruibile dalla cittadinanza entro il 2028, al termine della manifestazione.
Il dialogo con il territorio
Sul fronte della sicurezza e dell’impatto sociale dei lavori, il Prefetto Michele di Bari ha convocato un tavolo istituzionale con associazioni territoriali, sub-commissariato di Bagnoli e amministrazione comunale.
«Penso che ci possa essere una cabina di regia nella quale possano intervenire i cittadini per una serie di questioni che possano essere anche sviluppate con suggerimenti che vengono dal territorio».
Alla riunione erano presenti anche il sub commissario Dino Falconio e la vicesindaca Laura Lieto. Il tavolo sarà riconvocato, nella consapevolezza «che il sindaco Manfredi – sottolinea il Prefetto Di Bari – è sempre pronto all’ascolto».