Come le società di iGaming investono oggi nelle società di calcio italiano e internazionale

Il volume d’affari generato dalle società di gioco online, infatti, è ormai di rilievo, spinto da un successo crescente legato in particolar modo alle strategie promozionali adottate dalle piattaforme.

Calcio - Il pallone della Serie A (foto: Insidefoto.com)
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Il pallone della Serie A (foto: Insidefoto.com)

Ad oggi le società di iGaming sono sempre più decise ad investire nelle società di calcio italiane ed internazionali e quest’ultime sono altrettanto interessate a partnership di questo tipo, soprattutto considerando il giro d’affari che muovono le aziende di iGaming.

Il volume d’affari generato dalle società di gioco online, infatti, è ormai di rilievo, spinto da un successo crescente legato in particolar modo alle strategie promozionali adottate dalle piattaforme. Bonus e incentivi quotidiani, come i bonus senza deposito selezionati da CasinoItaliani, rappresentano uno dei principali fattori del successo. Questa efficace strategia di marketing ha contribuito negli ultimi anni ad un significativo incremento della base di giocatori, con un conseguente forte sviluppo sia in termini di numero di utenti sia di ricavi complessi.

Il ruolo del Decreto Dignità

Da diversi anni tuttavia, con l’obiettivo concreto di contrastare il disturbo dal gioco, è entrato in vigore, più precisamente a partire dal 12 luglio 2018, l’articolo 9 del decreto-legge numero 87, recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese” convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018 numero 96 (cd Decreto Dignità), che vieta “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media”. Questo tipo di divieto è posto a “carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e dell’organizzatore della manifestazione, evento o attività” (articolo 9, comma 2). La ragione del divieto va pienamente individuata nel contrasto ai disturbi relativi al gioco e nell’incremento della tutela nei confronti del consumatore/giocatore. 

La situazione in Europa relativa a questo tipo di partnership

Per quanto concerne la situazione in Europa in relazione a questo tipo di partnership, invece, proprio in tempi recenti la UEFA ha annunciato che Kaizen Gaming, nonché una delle più importanti aziende in circolazione del settore iGaming, insieme al suo marchio premium Betano sono diventati sponsor ufficiali della UEFA Europa League e della UEFA Conference League a partire dalla stagione 2024/2025 e continueranno ad esserlo perlomeno fino alla prossima: la stagione 2026/2027. Sponsor, quindi, di due manifestazioni che proprio come la Champions League da due stagioni hanno cambiato completamente il loro format. Mentre prima le 32 squadre partecipanti erano suddivise in 8 gironi da 4 per poi arrivare ad ottavi di finale, quarti, semifinali e finale, adesso le partecipanti sono 36 e in un girone unico ognuna disputa 8 incontri: 2 contro squadre di prima fascia, 2 contro squadre di seconda, 2 contro squadre di terza e 2 contro squadre di quarta. Le prime 8 classificate passano direttamente agli ottavi, quelle che vanno dalla nona alla 24esima posizione si sfidano in un playoff andata e ritorno e le altre, senza retrocessione, vengono direttamente eliminate. Situazione leggermente differente in Conference League, dove gli incontri nella fase campionato non sono 8 ma 6. Sempre prendendo come punto di riferimento questa nuova partnership, la UEFA Foundation for Children e la Fondazione Kaizen hanno unito le forze per dare sostegno al progetto 10,000 Smiles in cui ben 10mila bambini con disabilità e/o provenienti da ambienti svantaggiati hanno assistito a 40 partite in 10 stadi differenti nel corso di UEFA Euro 2024.

Il Direttore Marketing UEFA, Guy-Laurent Epstein, si è espresso così in merito a questa collaborazione: “Siamo entusiasti di annunciare la nostra partnership con Kaizen Gaming e il suo brand Betano per le prossime tre stagioni di UEFA Europa League e UEFA Conference League. Dopo aver constatato l’impressionante portata delle attività di sponsorizzazione a UEFA EURO 2024, non vediamo l’ora di ammirare come Betano interagirà col calcio europeo per club garantendo ancora più emozioni ai tifosi”. Aris Dimarakis, Deputy CEO di Kaizen Gaming, ha aggiunto: “Durante UEFA EURO 2024 abbiamo avuto una collaborazione unica con la UEFA, elevando l’esperienza di milioni di tifosi in tutto il mondo che si sono goduti l’emozione di assistere a uno degli eventi sportivi più prestigiosi del mondo. Sulla base di quel successo, stiamo unendo nuovamente le forze per supportare la UEFA Europa League e la UEFA Conference League. Mentre Kaizen Gaming continua a crescere, offrendo un intrattenimento unico nel suo genere attraverso il gioco responsabile, questa partnership con una delle organizzazioni sportive più importanti e rispettate al mondo è una testimonianza dei nostri progressi e del duro lavoro del nostro team”.

Le implicazioni etiche di questo tipo di sponsorship

Da sempre il calcio nel mondo dello sport è tra i veicoli più importanti di sponsorizzazioni. Che si tratti di stadi, di giocatori o di squadre di calcio, le occasioni che hanno le aziende di sponsorizzare i loro prodotti tramite il mondo del calcio sono diverse. Ovviamente le sponsorizzazioni possono essere effettuate in varie modalità, ma tra le più chiacchierate rientrano senza ombra di dubbio quelle in relazione alle piattaforme di scommesse sportive. Come già anticipato, le attività di marketing di questo genere variano notevolmente a seconda del Paese in cui ci si trova. Nel calcio internazionale, ad ogni modo, questo tipo di sponsorship ha un impatto economico di certo non indifferente. Il rapporto “The UEFA European Club Finance and Investment Landscape”, di recente, ha infatti dimostrato che su 700 club europei appartenenti alle leghe maggiori, il 23% delle maglie, dato altissimo, è sponsorizzato da società di betting. Se andiamo nelle seconde divisioni, la statistica scende al 13%. Queste sponsorizzazioni consentono alle piattaforme che operano nel settore dell’iGaming di entrare in stretto contatto con gli appassionati di calcio, proprio per questo motivo alcuni sostengono che queste collaborazioni possano incoraggiare eccessivamente al gioco. Da qui la nascita del Decreto Dignità in Italia nel 2018, che per l’appunto ha imposto diverse restrizioni da questo punto di vista. Mentre prima del decreto le società di scommesse erano molto presenti negli stadi, nel corso delle trasmissioni televisive e sulle maglie da calcio, dopo il decreto la situazione è radicalmente cambiata. Gli investimenti da parte delle aziende di betting, infatti, sono stati ridotti in maniera piuttosto significativa. Attualmente lo stesso identico processo sta riguardando la Premier League, nonché una delle leghe con il più alto valore al mondo, dove gli sponsor del settore betting brandizzavano circa il 40% delle maglie.

Queste situazioni sono in netto contrasto con quelle che riguardano altre parti del mondo, in cui non sono state imposte delle restrizioni simili e in cui le società di scommesse continuano ad essere assolutamente attive in qualità di sponsor nel mondo del calcio. Il mercato delle sponsorizzazioni non interviene tuttavia solo nel calcio, ma interessa a 360 gradi tutto il mondo dello sport. Secondo quanto riportato dall’analisi del PwC network, il valore del mercato globale degli investimenti in questo settore passerà dai 58 miliardi di euro del 2021 ai 100 miliardi di euro entro il 2030.

Tale dato mostra chiaramente l’enorme portata di questo trend economico. Per concludere, le sponsorizzazioni sportive, e in particolare quelle delle società di scommesse online nel calcio, hanno un impatto economico a dir poco rilevante. Al contempo risulta importante considerare anche gli aspetti etici e sociali legati a questa pratica, tanto che risulta essere necessario trovare un equilibrio tra la ricerca di finanziamenti per i club e la tutela dei valori e dell’integrità dello sport.