Conegliano piglia (quasi) tutto: conquista l'ottava Coppa Italia

La Prosecco Doc A.Carraro Imoco Conegliano conquista l’ottava Coppa Italia battendo Scandicci. La pallavolo femminile italiana verso numeri record: 12.853 spettatori all’Inalpi Arena di Torino per la finale.

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Record pubblico
Image Credits: Legavolley femminile

Conegliano piglia (quasi) tutto e lo fa davanti a numeri che raccontano molto più di una semplice vittoria. La Prosecco Doc A.Carraro Imoco Conegliano conquista l’ottava Coppa Italia della sua storia, la settima consecutiva dal 2020, superando 3-0 la Savino Del Bene Scandicci in una finale combattutissima e decisa sempre ai vantaggi.

Ma la Coppa Italia Frecciarossa 2026, andata in scena all’Inalpi Arena di Torino, entra nella storia soprattutto per il contesto: 12.853 spettatori sugli spalti, record assoluto per una partita di Serie A femminile di pallavolo, a certificare la crescente centralità del movimento.

Conegliano dominante: un modello

In campo, la finale ha confermato la profondità e la resilienza della squadra di Daniele Santarelli. Scandicci ha lottato punto a punto, arrendendosi solo ai vantaggi in tutti e tre i set (31-29, 26-24, 27-25), ma nei momenti chiave è emersa la qualità individuale di Conegliano, trascinata da una Gabi onnipotente. La schiacciatrice brasiliana ha chiuso con 22 punti, il 50% in attacco ed è stata nominata MVP, risultando decisiva anche in difesa e nella gestione emotiva dei finali di set (fonte: comunicato stampa Lega Volley Femminile).

Il successo vale il 30° trofeo nella storia del club veneto in appena dieci anni: 8 scudetti, 3 Champions League, 3 Mondiali per Club, 8 Supercoppe e 8 Coppe Italia. Un dato che restituisce l’immagine di una continuità sportiva sostenuta da una struttura societaria solida e da una visione di lungo periodo. Emblematici, in questo senso, i recenti rinnovi annunciati dal club: accordo triennale per Gabi e un’altra stagione in gialloblù per Monica De Gennaro, presenza fissa in tutti i 30 titoli dell’Imoco.

«È sempre bello vincere, e continuarlo a fare con lo stesso club ancora di più», ha spiegato la libero azzurra. Una vittoria che assume anche un significato aggiuntivo, arrivando dopo due trofei sfumati – Supercoppa e Mondiale per Club – e rilanciando Conegliano nella fase decisiva della stagione.

L’evento Torino e i numeri del movimento

Se il risultato sportivo conferma una gerarchia, il dato più rilevante per il sistema resta quello fuori dal taraflex. Come riporta la Lega Volley femminile, all’Inalpi Arena di Torino si è toccata quota 12.853 spettatori per la finale, record italiano per una gara di Serie A femminile. Aggiungendo le 12.327 presenze delle semifinali del sabato, la Final Four supera i 25mila spettatori complessivi in due giorni.

L’evento torinese ha puntato forte anche sull’intrattenimento, con uno show prepartita in stile Nba, curato da Tron Event Agency e dalla direzione artistica di Sergio Pappalettera, e una cerimonia istituzionale che ha coinvolto la Fanfara dell’Esercito per l’Inno d’Italia. Un format che, secondo la Lega, rappresenta un manifesto del potenziale della Serie A femminile.

«Se non ora quando, non potevamo non fare un evento a Torino nel palazzetto più bello d’Italia, –  ha dichiarato l’amministratore delegato della Lega Volley Femminile, Enzo Barbaro, come riporta La Stampa. – È stata una scommessa perché non era facile fare sold out in due mesi di lavoro. Un evento straordinario che resterà nella storia, abbiamo dato un segnale di quello che questo movimento può dare. Il nostro è il campionato più bello del mondo con grandi atlete e club che sono le fondamenta dei nostri successi».

Sulla stessa linea il presidente Mauro Fabris, che ha parlato di una finale «di altissimo livello  tra le campionesse d’Europa e le campionesse del Mondo» in una due giorni capace di promuovere la Serie A femminile su scala globale.

La Coppa Italia 2026 consegna così una doppia evidenza: la forza strutturale di Conegliano come modello sportivo vincente e la maturità di un movimento che, numeri alla mano, dimostra di poter sostenere eventi di grande richiamo e valore economico. Una combinazione che rappresenta il vero successo di Torino.

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