La Superlega 2025-2026 ha due regine indiscusse e il loro dominio non si misura solo in punti conquistati. Perugia e Verona stanno riscrivendo le regole del volley italiano, trasformando la rivalità sportiva in un confronto totale che abbraccia risultati sul campo, appeal commerciale e capacità di attrarre pubblico.
Dopo 17 giornate di regular season, i numeri parlano chiaro: entrambe le formazioni vantano 15 vittorie e appena 2 sconfitte, con la Sir Safety Perugia avanti di soli 2 punti (44 contro 42).
Un equilibrio che, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, si riflette anche nelle statistiche tecniche: identico bottino di punti realizzati (1036), con gli umbri superiori a muro (136 contro 129) e i veneti più incisivi al servizio (119 ace contro 97).
Gli spettatori trainano le squadre
Ma è il capitolo spettatori a rivelare la vera portata di questo fenomeno. Con una media di 4.181 presenze per la Rana Verona e 4.163 per la Sir Perugia (che ha disputato una partita casalinga in meno), le due società dimostrano come il volley possa competere con altri sport in termini di appeal. Un salto quantico rispetto alla stagione 2022-2023, quando gli stessi club faticavano a superare quota 3.000 spettatori di media.
La crescita di pubblico ha radici diverse. Perugia ha costruito il suo successo su un palmares stellare: quattro trofei nella stagione 2023-2024 (scudetto, Mondiale per club, Coppa Italia e Supercoppa), due nel 2024-2025 (Champions League e Supercoppa) e il recente Mondiale per Club. Verona, invece, pur senza titoli dalla rivoluzione societaria del 2021, ha puntato sui grandi nomi – da Micah Christenson a Keita – e su un’esperienza da evento per ogni partita casalinga, con iniziative che coinvolgono il pubblico prima e durante i match.
La guerra del mercato
Se fino a poco tempo fa Verona guidava la corsa agli investimenti grazie al sostegno di Giovanni Rana, ora Perugia ha preso il testimone. La Sir, forte di una fitta rete di sponsor e della determinazione del presidente Gino Sirci, si sta muovendo con largo anticipo: ha già blindato per la stagione 2026-2027 il belga Ferre Reggers (attualmente a Milano) e il centrale azzurro Giovanni Sanguinetti (in forza a Modena).
Una strategia di lungo periodo che contrasta con la filosofia veronese dei colpi ad effetto: l’estate scorsa l’arrivo di Christenson, regista e capitano degli Stati Uniti, e del bomber brasiliano Darlan (che però non sarà confermato) aveva fatto scalpore, ma ora la Rana deve dimostrare che le stelle bastano per portare a casa il primo trofeo dell’era post-cambio societario.
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Il calendario del destino
I prossimi 35 giorni saranno decisivi. Cinque giornate di campionato, lo scontro diretto in semifinale di Coppa Italia e un possibile incrocio nella finale di Supercoppa: dal prossimo weekend al 1° marzo, Perugia e Verona si giocheranno gran parte della stagione in un tour de force che potrebbe spostare definitivamente gli equilibri.
Il paradosso è che entrambe le squadre, pur eccellendo in attacco, mostrano fragilità in ricezione: la Sir è nona con 200 ricezioni perfette, Verona undicesima con 168, peggio solo di Trento (161). Eppure questo non ha impedito loro di dominare la regular season, valorizzando talenti come Ben Tara, Semeniuk e Plotnytskyi per gli umbri, Keita e Darlan per i veneti.
Perugia-Verona è diventata una sfida di modelli imprenditoriali, di visioni sul futuro dello sport e di capacità di trasformare il talento in business. E il volley italiano, nel frattempo, non può che guadagnarci.