Gli Warriors aprono a nuovi investitori. Una quota di minoranza di Golden State Group, la holding che controlla la franchigia NBA, è attualmente sul mercato, secondo quanto appreso da Bloomberg.
La cessione riguarderebbe circa il 5% del capitale, valutando l’intero gruppo oltre gli 11 miliardi di dollari, cifra che pone i Warriors tra le franchigie più preziose della NBA, oltre che quella con i ricavi più elevati della lega.
Gli asset controllati dal gruppo
La quota in vendita includerebbe anche un posto nel consiglio di amministrazione, oltre ad abbonamenti a bordo campo per le squadre del gruppo e l’accesso alle aree riservate alla proprietà durante le partite.
Golden State Group non controlla soltanto i Warriors, ma anche le Golden State Valkyries (WNBA), i Santa Cruz Warriors di G League, l’impianto casalingo Chase Center e Thrive City, un complesso urbano di circa 11 acri sviluppato intorno all’arena.
A seguire l’operazione sarebbe Citigroup. Anche la franchigia ha mantenuto una linea prudente: «In linea con la nostra policy aziendale, non commentiamo eventuali vendite o mancate vendite di quote di proprietà», ha dichiarato Raymond Ridder, portavoce dei Warriors.
La ricerca di nuovi capitali delle franchigie
L’operazione, se andrà a buon fine, si inserirà in un trend crescente di vendite di quote di minoranza nei grandi gruppi sportivi americani. Negli ultimi mesi sono state cedute partecipazioni in Monumental Sports & Entertainment (che controlla Wizards e Capitals) e in Maple Leaf Sports & Entertainment, proprietaria di Maple Leafs e Raptors.
Il confronto con altre operazioni recenti fa emergere l’appetibilità del club: i Los Angeles Lakers sono stati venduti nel 2024 per 10 miliardi di dollari, ma senza includere la Crypto.com Arena, di proprietà di AEG.
Al contrario, il Chase Center – costato 1,4 miliardi di dollari – rientra pienamente nel perimetro della holding Golden State Group. Inoltre, secondo Sportico, le Valkyries sono valutate 500 milioni di dollari, il valore più alto mai registrato per una squadra WNBA.
L’ingresso di Arctos Partner
Allo stesso tempo, va sottolineato che il prezzo per rilevare una quota di minoranza è generalmente inferiore in proporzione al corrispettivo richiesto per acquisire il controllo di una società, che incorpora un premio di maggioranza.
Non è la prima volta che quote dei Warriors finiscono sul mercato. Nel 2021 il fondo di private equity Arctos Partners ha acquistato l’8% della franchigia, aumentando successivamente la propria partecipazione fino a circa il 15%.
Nel 2010 un gruppo guidato da Joe Lacob e dal produttore cinematografico Peter Guber acquistò i Warriors per 450 milioni di dollari. Da allora, la franchigia ha vissuto una trasformazione radicale.
L’effetto Curry e la dinastia Warriors
Gran parte dell’incremento di valore è legato alla dinastia costruita attorno a Stephen Curry, protagonista di quattro titoli NBA tra il 2015 e il 2022. Curry è oggi il terzo giocatore più pagato nella storia della NBA, con guadagni in carriera pari a 470 milioni di dollari, ma ha più volte sostenuto che i giocatori siano sottopagati rispetto al valore che generano.
Il tema è tornato d’attualità mentre le valutazioni delle squadre continuano a salire così come il giro d’affari della lega. Nell’ultimo biennio, infatti, la NBA ha visto una vera e propria raffica di cambi di proprietà:
Dal record fissato dai Lakers acquistati da Mark Walter, ai Boston Celtics (venduti per 6,1 miliardi), fino ai Portland Trail Blazers (4,25 miliardi). Nel 2023 Mat Ishbia ha rilevato i Phoenix Suns per 4 miliardi, mentre Mark Cuban ha ceduto i Dallas Mavericks per 3,5 miliardi.