Tardif rassicura l'NHL sull'arena: «Non andrete a Milano per niente»

Il presidente IIHF Luc Tardif è fiducioso: la Santagiulia Arena sarà pronta per l’11 febbraio nonostante i ritardi, ma la capienza si ferma a 11.800 posti. In arrivo il test decisivo con Serie A e Coppa Italia.

Arena Santa Giulia
Novità tra pochi giorni
Image Credits: Milano Cortina 2026/Coni

Milano si prepara a ospitare il grande hockey internazionale, ma non senza tensioni. Ad un mese dall’inizio dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, i riflettori sono puntati sulla Santagiulia Ice Hockey Arena, l’impianto principale destinato ad accogliere il torneo maschile che prenderà il via l’11 febbraio.

Il presidente della International Ice Hockey Federation, Luc Tardif, ha confermato che alcune parti della struttura potrebbero non essere completate nei tempi previsti, pur garantendo che superficie di gioco, spogliatoi e aree di allenamento saranno operativi per l’inizio della competizione.

«Possiamo esserne fiduciosi, – ha dichiarato Tardif durante i Campionati mondiali juniores, aggiungendo con una nota di rassicurazione: – Non andrete a Milano per niente».

Capienza ridotta e standard sotto le aspettative

L’arena Santa Giulia non raggiungerà la capienza inizialmente prevista, fermandosi a 11.800 posti a sedere.

«È un po’ poco, – ha ammesso il numero uno dell’IIHF secondo quanto riportato dalla Canadian Press, – ma sarà un’ottima soluzione per le Olimpiadi».

Una cifra inferiore alle aspettative che riflette le difficoltà incontrate nei cantieri di Santa Giulia e della struttura secondaria di Rho.

Il nodo principale riguarda proprio i ritardi accumulati nei lavori di costruzione, un tema che tiene banco da settimane nel dibattito internazionale e che coinvolge direttamente la reputazione della città.

La NHL chiede garanzie sulla sicurezza del ghiaccio

A complicare lo scenario è intervenuta la National Hockey League, i cui giocatori torneranno alle Olimpiadi invernali dopo dodici anni di assenza. Il vicecommissario Bill Daly è stato categorico: la lega non invierà i propri atleti se emergeranno problemi di sicurezza legati alla qualità del ghiaccio. Per questo motivo, la NHL sta inviando esperti indipendenti in Italia per valutare direttamente le condizioni degli impianti.

Un ulteriore elemento di frizione riguarda le dimensioni della pista, che risulta più larga e circa 90 centimetri più corta rispetto a quanto concordato tra la lega e l’IIHF. Pur rispettando gli standard internazionali della federazione, le misure si discostano da quelle abitualmente utilizzate dalla NHL.

Daly ha già fatto sapere che per le Olimpiadi del 2030 in Francia la lega si aspetta superfici conformi agli standard nordamericani.

Test cruciale nei prossimi giorni

Tardif ha precisato che l’IIHF non ha competenze dirette sulla costruzione delle strutture, responsabilità che ricade sul Comitato Olimpico Internazionale e sugli organizzatori locali.

Nei prossimi giorni è previsto un sopralluogo congiunto con i dirigenti di NHL e NHLPA, in occasione delle Final Four del Campionato IHL Serie A e della Coppa Italia, che si terranno proprio alla Santa Giulia Arena. Un test event fondamentale sulla strada verso i Giochi.

«Sono fiducioso sulla qualità dell’infrastruttura, – ha dichiarato Tardif, pur ammettendo le tensioni vissute: – Avremmo preferito dormire molto meglio… Penso che faremo una bella gara, ma forse potrete farmi la domanda dopo questa settimana».

Una sfida reputazionale per Milano

Per Milano, che condivide l’organizzazione olimpica con Cortina, la partita è anche di immagine. I Giochi rappresentano una vetrina globale e ogni ritardo rischia di pesare su un progetto che punta a coniugare sport, rigenerazione urbana e legacy infrastrutturale. Il cantiere di Santa Giulia è uno dei più osservati, non solo dagli organismi sportivi ma anche da investitori e istituzioni.

Le prossime settimane saranno decisive. Se le verifiche tecniche daranno esito positivo, l’allarme potrà rientrare lasciando spazio alla preparazione sportiva. In caso contrario, l’hockey su ghiaccio rischia di diventare il primo banco di prova critico di Milano Cortina 2026.