La stagione 2025 della Formula 1 si chiude con cifre che superano ogni previsione: 827 milioni di appassionati in tutto il mondo, 6,7 milioni di presenze nei circuiti e oltre 2,3 miliardi di interazioni social. Numeri che posizionano il circus automobilistico come la serie sportiva annuale più seguita al pianeta, con un margine dell’11,4% sulla NBA.
Ma dietro il trionfo sportivo di Lando Norris – primo titolo mondiale conquistato per appena due punti su Max Verstappen nell’ultima gara – emerge un ritratto economico e mediatico complesso, fatto di opportunità straordinarie ma anche di contraddizioni evidenti.
Il film da 630 milioni che ha cambiato tutto
F1 The Movie, uscito a fine giugno con Brad Pitt protagonista, ha incassato oltre 630 milioni di dollari diventando il film sportivo di maggior successo di sempre. Le 185 ore di riprese effettuate in 14 Gran Premi con 1.900 membri della troupe hanno trasformato il paddock in un set cinematografico, amplificando la visibilità dello sport ben oltre i confini tradizionali.
L’arrivo sulla piattaforma Apple TV il 12 dicembre ha segnato un ulteriore record: il più grande weekend di streaming di apertura per un film distribuito nelle sale.
Non è un caso isolato. L’evento F1 75 Live all’O2 Arena di Londra – tutto esaurito in 20 minuti con 16.000 spettatori – ha totalizzato 7,5 milioni di visualizzazioni live sui social, con il 63% delle views su TikTok provenienti da non follower. Segnali inequivocabili di un pubblico in espansione, sempre più giovane e diversificato.

La rivoluzione demografica: giovani e donne conquistano il paddock
I dati demografici, raccolti grazie al sondaggio ufficiale della Formula 1, raccontano una trasformazione radicale. Il 43% della fanbase globale ha meno di 35 anni, con un incremento di 51 milioni di under 35 rispetto al 2024. Ancora più significativo il dato sulle donne: 42% del totale contro il 37% del 2018, con 43 milioni di nuove appassionate solo nell’ultimo anno.
Il 48% dei nuovi fan del 2025 è femminile, testimonianza di uno sport che ha saputo superare gli stereotipi del passato.
Sul fronte digitale, la crescita è esplosiva. TikTok registra un +91%, YouTube +53%, Facebook +51%. I 114,5 milioni di follower complessivi (+19% annuo) fanno della F1 la lega sportiva in più rapida crescita sui social per il quinto anno consecutivo, superando NFL, NBA, UEFA Champions League e Premier League.
La serie Passenger Princess con Amelia Dimoldenberg ha generato da sola 263 milioni di visualizzazioni.
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Stati Uniti: il mercato chiave tra crescita record e cambio di rotta
Gli Stati Uniti rappresentano il caso più emblematico. La fanbase ha toccato i 52 milioni (+11% annuo), gli ascolti live sono saliti del 21% e il mercato americano guida le classifiche YouTube con 171 milioni di visualizzazioni. Su ESPN, la F1 ha stabilito il record storico con 16 gare che hanno segnato nuovi picchi di audience, raggiungendo una media di 1,3 milioni di spettatori a gara (in crescita dagli 1,1 milioni del 2024 e dai 554.000 del 2018).
Ma proprio nel momento di massimo successo arriva la rottura. Dal 2026, Apple TV diventa partner esclusivo per le trasmissioni negli Stati Uniti con un accordo quinquennale da circa 140 milioni di dollari annui. ESPN, che dal 2018 aveva trasmesso la F1 senza pubblicità a schermo intero pagando canoni crescenti fino a 75-90 milioni negli ultimi tre anni, lascia un mercato che ha contribuito a far esplodere.
«Riteniamo che sia ESPN che Netflix abbiano contribuito ad alzare l’asticella, – ha dichiarato John Suchenski, direttore senior della programmazione ESPN, a SBJ. – Penso che ci siamo aiutati a vicenda, giusto?».
Ma quando gli è stata chiesta una risposta secca sul riconoscimento ricevuto, ha ammesso: «Penso che abbiamo ottenuto un certo riconoscimento, forse non così esplicito o noto nel settore come avremmo potuto».
Il passaggio ad Apple elimina la TV lineare statunitense ma offre un modello ibrido: trasmissione integrale su Apple TV con alcune gare e tutte le prove libere gratuite sull’app. F1 TV Premium sarà accessibile solo tramite abbonamento Apple TV, gratuito per chi sottoscrive il servizio.

Italia: i numeri del declino televisivo tra pay e chiaro
Se il mondo corre, l’Italia frena. Il 29% degli italiani dichiara di seguire la F1, circa 17 milioni di persone, ma gli ascolti televisivi raccontano una storia diversa. La media stagionale si attesta tra 2,4 e 2,5 milioni di spettatori, in leggero calo rispetto al 2024. Il Gran Premio di Monza, pur stabilendo il record assoluto di presenze con 369.041 spettatori nel weekend, ha totalizzato solo 3,1 milioni davanti alla TV, perdendo 700.000 spettatori rispetto all’anno precedente (400.000 su Sky, 300.000 su TV8).
Il trend è preoccupante: 4,7 milioni nel 2022, 4,1 milioni nel 2023, 3,7 milioni nel 2024, 3,1 milioni nel 2025. Una discesa costante che colpisce uno dei due soli eventi trasmessi in chiaro. Il GP di San Paolo segna il minimo stagionale con 1,7 milioni, portando la media annuale per la prima volta sotto quella del 2024 e al secondo peggior risultato dell’era Auditel dopo il 2023.
La frammentazione tra pay TV, streaming, social e consumo digitale spiega solo in parte il fenomeno. La concorrenza di altri eventi sportivi – a Monza la finale mondiale femminile di volley ha sottratto audience – e la minore visibilità in chiaro pesano su un pubblico che resta consistente ma sempre più volatile.
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Rinnovi, rinnovi e rinnovi
La F1 blinda il futuro con rinnovi a lungo termine.
Per quanto riguarda i circuiti, Miami e Austria garantiscono la propria presenza fino al 2041, Monaco e Canada fino al 2035, COTA fino al 2034. Il ritorno in Portogallo nel 2027-2028 e l’espansione del formato Sprint a sei sedi nel 2026 (Shanghai, Miami, Montreal, Silverstone, Zandvoort, Singapore) confermano una strategia di crescita costante.
Gli accordi sui diritti media si moltiplicano: Tencent in Cina, Bell Media in Canada, Globo in Brasile, Fuji TV in Giappone fino al 2030, FanCode in India fino al 2028. Mercati tradizionali come Germania (+12%), Brasile (+11%) e Francia (+6%) continuano a crescere, mentre quelli emergenti come Cina (+11%), Medio Oriente (+10%) e Australia (+55%, trainata dalla corsa al titolo di Oscar Piastri) esplodono.
Verso il 2026: Audi, Cadillac e l’era dei motori sostenibili
L’attenzione si sposta ora sul 2026, anno della rivoluzione tecnica con carburanti sostenibili avanzati e nuovi propulsori ibridi. L’ingresso di Audi e Cadillac, il ritorno di Ford come partner tecnico di Red Bull Racing e i nuovi regolamenti promettono di ridisegnare gli equilibri in pista.
La stagione 2025 lascia in eredità un movimento in piena trasformazione: globale nella portata, giovane nella demografia, femminile nella composizione, digitale nei consumi. I 70 milioni di spettatori medi a weekend, le 19 gare sold-out su 24, gli 11 nuovi record di presenze certificano un fenomeno che ha superato i confini dello sport per diventare intrattenimento di massa.
Resta da capire se il modello streaming-centrico americano funzionerà o se la perdita della TV lineare frenerà una crescita costruita anche grazie all’accessibilità. E se i mercati storici come l’Italia sapranno invertire la tendenza negativa prima che il gap diventi incolmabile.
Una cosa è certa: la Formula 1 del 2025 ha dimostrato che business e spettacolo possono convivere, ma solo se il pubblico resta al centro dell’equazione.