Puma trova sollievo finanziario. Il colosso tedesco dello sportswear ha concluso un’importante operazione di rafforzamento raccogliendo oltre 600 milioni di euro attraverso un mix di strumenti finanziari.
Nel dettaglio, le fonti di finanziamento si articolano attraverso un prestito ponte da 500 milioni e linee di credito aggiuntive confermate per 108 milioni di euro che conferiscono margine finanziario all’azienda.
I dettagli sul credito ottenuto
Le nuove risorse sono state strutturate con l’obiettivo di garantire liquidità temporanea e consentire il rifinanziamento degli utilizzi dell’attuale revolving credit facility da 1,2 miliardi di euro, ampliando così la flessibilità finanziaria complessiva del gruppo.
Il prestito ponte da 500 milioni è stato interamente sottoscritto da Santander Corporate & Investment Banking e, come precisato nella nota ufficiale, “sia il prestito sia le linee di credito aggiuntive hanno una durata fino a due anni”.
«Anche se la nostra linea di credito revolving esistente e i prestiti obbligazionari rimangono pienamente disponibili, l’operazione annunciata oggi aggiunge ulteriore flessibilità finanziaria mentre lavoriamo alla definizione della nostra struttura di finanziamento di lungo periodo – ha commentato Markus Neubrand, cfo di Puma – Questo ci consentirà di dare piena esecuzione alle nostre priorità strategiche e alla nostra ambizione di affermare Puma come uno dei primi tre brand sportivi a livello globale».
I risultati del trimestre
Dal punto di vista simbolico, l’operazione rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno per il gruppo, che negli ultimi mesi ha attraversato una fase complessa, alimentando anche indiscrezioni su una possibile cessione e su un’uscita della famiglia Pinault dal capitale.
Sul fronte dei risultati economici, il terzo trimestre dell’anno si è chiuso con ricavi pari a 1,9 miliardi di euro, in flessione del 15,3% a cambi correnti (–10,4% a cambi costanti). Il trimestre si è concluso con una perdita netta di 62,3 milioni, a fronte di un utile di 127,8 milioni registrato un anno prima.
In calo anche la redditività: il margine lordo è sceso di 260 punti base al 45,2%, mentre l’ebit rettificato si è attestato a 39,5 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 237 milioni dello stesso periodo del 2024.
La capitalizzazione di mercato
Secondo gli analisti di Barclays, i risultati sono stati leggermente inferiori alle attese del mercato: le vendite, pari a 1,96 miliardi di euro, si confrontano con stime di consenso pari a 1,98 miliardi.
Nonostante il contesto sfidante, a fine ottobre la società ha confermato l’obiettivo strategico di posizionarsi tra i primi tre marchi sportivi globali, anche a fronte di una contrazione delle vendite trimestrali a doppia cifra.
Attualmente, la capitalizzazione di mercato di Puma è di poco superiore ai 3 miliardi di euro quanto riportato da Reuters, importo sceso vertiginosamente rispetto ai 14 miliardi di euro raggiunti a fine 2021.
Le prospettive di rilancio
A guidare il percorso di rilancio è, dallo scorso luglio, il nuovo amministratore delegato Arthur Hoeld, che ha avviato un piano di recupero strutturato volto a ridare slancio al brand tedesco.
Il manager ha dichiarato il mese scorso che il gruppo punterà a ridurre il ricorso agli sconti, rafforzare gli investimenti in marketing e razionalizzare il portafoglio prodotti, oltre a procedere con il taglio di 900 posti di lavoro.
Le misure intraprese si sono rese necessarie alla luce dal rallentamento della domanda e dall’impatto dei dazi statunitensi sulle importazioni, che hanno inciso negativamente sulle performance del business.