La NHL corre verso i 7 miliardi: sullo sfondo il rebus Milano Cortina

La lega di hockey statunitense vive una fase di solida espansione economica e si proietta sempre più sui mercati internazionali: resta in dubbio la partecipazione delle stelle ai Giochi Invernali che avrebbe forti ripercussioni negative.

NHL
scenario in evoluzione
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L’NHL cresce in maniera sostenuta. La National Hockey League sta attraversando una delle fasi di crescita economica più espansive della sua storia, registrando ricavi in aumento e valutazioni delle franchigie in continuo rialzo.

Grazie ai nuovi accordi commerciali, il business dell’hockey nordamericano si presenta oggi come uno dei più dinamici nello sport globale, dove a meno di stravolgimenti le stelle del campionato dovrebbero essere protagoniste con il ritorno ai Giochi Invernali.

Un ecosistema in espansione

Per la stagione in corso la NHL prevede ricavi intorno ai 6,8 miliardi di dollari, una cifra in linea con le attese illustrate dal commissioner Gary Bettman nei Board of Governors Meetings..

Il salary cap – direttamente collegato alle Hockey Related Revenues – continua a salire. La lega sta operando con un limite massimo di 95,5 milioni per questa stagione, destinato a crescere a 104 milioni nel 2026-27 e a 113,5 milioni nel 2027-28. 

A trainare questa crescita non ci sono soltanto biglietteria e diritti media. Negli ultimi anni la lega ha ampliato in modo significativo la propria capacità di monetizzazione presidiando differenti opzioni di attivazione per i marchi

Le innovazioni sono legate a sponsorizzazioni sulle divise, nuovi format pubblicitari digitali come le dasherboard dinamiche e un approccio commerciale più aggressivo, capace di attirare brand di fascia sempre più alta.

Valori delle franchigie raddoppiati in tre anni

Il valore medio delle 32 squadre NHL ha raggiunto quota 2,2 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai livelli del 2022. La crescita riguarda l’intera lega: persino la squadra meno valutata, i Columbus Blue Jackets, oggi vale 1,3 miliardi, una cifra superiore alla franchigia MLB meno preziosa.

In cima alla classifica globale si conferma la leadership dei Toronto Maple Leafs, valutati 4,4 miliardi di dollari, seguiti dai New York Rangers, anch’essi oltre la soglia dei 4 miliardi. Dietro di loro si posizionano i Montreal Canadiens con 3,4 miliardi, gli Edmonton Oilers con 3,2 miliardi e i Los Angeles Kings a 3,1 miliardi.

Un dato particolarmente significativo riguarda la redditività: tutte le franchigie NHL sono state profittevoli nell’ultima stagione, con un utile operativo medio di 74 milioni. Gli Edmonton Oilers, con 244 milioni, rappresentano uno dei picchi più alti in assoluto tra le leghe sportive professionistiche.

La crescita del valore emerge anche nei multipli ricavi/valutazione. Si è passati da un valore di 5,6 di tre anni fa agli attuali 8,9, con punte che arrivano fino a 12,4 nel caso dei Rangers. La NHL supera così MLB e si avvicina ai ritmi di crescita dell’MLS, pur rimanendo al di sotto di NBA e NFL.

Gli accordi media e il dossier espansione

Sul versante media, uno dei segnali più rilevanti è arrivato dal nuovo accordo canadese con Rogers Communications: un’intesa da quasi 8 miliardi di dollari in 12 anni che più che raddoppia il valore annuale del precedente contratto e che, per molti analisti, rappresenta l’anticipo di una trattativa molto positiva anche per i futuri diritti televisivi negli Stati Uniti, i cui contratti con ESPN e TNT scadranno nel 2028.

Parallelamente, la lega prosegue nel suo piano di internazionalizzazione. L’apertura di un ufficio europeo a Zurigo, l’organizzazione di partite di regular season nel continente e la presenza annunciata nei grandi tornei internazionali come la World Cup of Hockey 2028 testimoniano la volontà di consolidare la fanbase al di fuori del Nord America.

Anche l’espansione resta un tema caldo. Gary Bettman ha lasciato intendere che un’eventuale nuova franchigia richiederebbe un investimento di ingresso non inferiore ai 2 miliardi di dollari, cui andrebbero aggiunti i costi per un’arena dedicata. La lega non ha piani ufficiali, ma il crescente interesse degli investitori suggerisce che l’ipotesi potrebbe trasformarsi in realtà nei prossimi anni.

Il nodo Milano Cortina

La NHL prevede di fermarsi in concomitanza con le Olimpiadi, concedendo alle proprie stelle la possibilità di rispondere alla chiamate delle nazionali e prendere parte alla rassegna a cinque cerchi dodici anni dopo l’ultima apparizione ai Giochi Invernali di Sochi

La visibilità garantita da un evento globale come i Giochi è considerata strategica: contribuisce a consolidare il brand, attrae nuovi segmenti di pubblico e favorisce l’espansione nei mercati emergenti.

Nonostante ciò, resta un margine di incertezza sull’effettiva partecipazione, in particolare legato alle dimensioni della pista e soprattutto alle condizioni di sicurezza del ghiaccio dell’Arena di Santa Giulia, palazzetto designato per ospitare le gare di hockey sul ghiaccio.

Sul piano sportivo, il torneo olimpico perderebbe le sue principali stelle, con un impatto evidente sul livello competitivo ridimensionando significativamente l’organico di nazionali come Canada, Stati Uniti e Svezia.

Le conseguenze di una mancata partecipazione

Dal punto di vista economico, il danno sarebbe duplice: nella prospettiva della lega non si riuscirebbe a capitalizzare un’importante occasione di esposizione globale in un momento in cui sta investendo molto sulla crescita internazionale.

La mancata presenza dei campioni del campionato nordamericano potrebbe inoltre indebolire il potere negoziale della lega nei futuri accordi commerciali e nei diritti televisivi fuori dal Nord America.

Il comitato organizzatore invece rischierebbe una brutta figura a livello internazionale per non essere riuscito a garantire gli standard adeguati ad un palcoscenico così importante senza offrire un’opzione alternativa.

Al contempo crollerebbe significativamente anche l’appeal mediatico dell’intera manifestazione olimpica in conseguenza alla discesa del livello qualitativo di una delle discipline invernali più apprezzate.