US Open 2026, lo Slam dei record perde Sinner: in palio 108 milioni di dollari

Lo US Open 2026 si prepara a partire senza Jannik Sinner e con il ritorno in campo di Carlos Alcaraz. A New York numeri economici da record: 108 milioni di dollari destinati ai giocatori, oltre 1,2 miliardi di impatto economico e 800 milioni di investimenti.

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LO SLAM DEI RECORD
(Image Credits: Depositphotos.com)

Lo US Open 2026 si prepara ad alzare il sipario a New York con numeri da record sul fronte economico, ma senza uno dei protagonisti più attesi. Jannik Sinner non sarà infatti al via dell’ultimo Slam della stagione, dopo avere annunciato il forfait a causa del problema al ginocchio destro che lo aveva già costretto a rinunciare ai tornei di preparazione sul cemento nordamericano.

Il numero uno del mondo, vincitore a New York nel 2024 e finalista nell’edizione 2025, non è riuscito a recuperare in tempo. Dopo essere tornato ad allenarsi a Monte Carlo, Sinner e il suo staff hanno constatato la necessità di prolungare i tempi di recupero. Una defezione pesante per il torneo, che perde uno dei principali protagonisti del circuito e uno dei favoriti per il titolo.

A Flushing Meadows tornerà invece Carlos Alcaraz, campione in carica e al rientro nel circuito dopo oltre quattro mesi di stop per infortunio. Lo spagnolo aveva battuto proprio Sinner nella finale dello US Open 2025 e, con l’assenza dell’italiano, si presenta come il principale riferimento del tabellone maschile.

Al di là dei protagonisti in campo, l’edizione 2026 segnerà un nuovo record economico. La United States Tennis Association (USTA) metterà a disposizione dei giocatori 108 milioni di dollari, la cifra più alta mai raggiunta da un torneo di tennis e il 20% in più rispetto ai 90 milioni distribuiti nel 2025.

US Open 2026, montepremi record da 108 milioni

La principale novità economica riguarda proprio i compensi destinati ai tennisti. In appena due anni la cifra complessiva è passata dai 75 milioni di dollari del 2024 ai 90 milioni del 2025, fino ai 108 milioni del 2026: un aumento del 44% rispetto a due edizioni fa.

Lo US Open consolida così la propria posizione come torneo di tennis più ricco al mondo in termini di premi distribuiti.

La crescita riguarda innanzitutto i vincitori dei due singolari. Il campione e la campionessa dell’edizione 2026 incasseranno 5,5 milioni di dollari ciascuno, contro i 5 milioni ricevuti da Carlos Alcaraz e Aryna Sabalenka nel 2025.

Ma gli aumenti interessano tutte le fasi del torneo:

  • Vincitore: 5,5 milioni di dollari
  • Finalista: 2,8 milioni
  • Semifinalista: 1,45 milioni
  • Quarti di finale: 780mila dollari
  • Primo turno: 140mila dollari
  • Qualificazioni: almeno 32mila dollari

Particolarmente significativo è l’incremento per chi viene eliminato immediatamente dal main draw: il primo turno passa dai 110mila dollari del 2025 ai 140mila del 2026, con una crescita di circa il 27%. Nel 2024 il premio era ancora di 100mila dollari.

A questo si aggiunge un nuovo Player Support Program da 2 milioni di dollari, pensato per fornire ulteriore sostegno economico agli atleti durante e dopo la carriera professionistica.

Quanto vale lo US Open: oltre 1,2 miliardi per New York

Il montepremi rappresenta tuttavia soltanto una delle dimensioni economiche dello Slam statunitense.

Secondo la stessa USTA, le tre settimane dello US Open generano ogni anno oltre 1,2 miliardi di dollari di impatto economico per New York, considerando biglietteria, turismo, ospitalità, ristorazione e servizi collegati alla manifestazione.

Una dimensione economica accompagnata da un importante piano di investimenti. La USTA ha avviato un progetto da 800 milioni di dollari per la trasformazione e l’ammodernamento dell’Arthur Ashe Stadium e la costruzione di un nuovo Player Performance Center.

L’intervento è finanziato interamente dalla federazione statunitense senza ricorso a fondi pubblici e rappresenta il più grande singolo progetto nella storia dello US Open. Considerando anche gli interventi precedenti sul complesso di Flushing Meadows, gli investimenti della USTA si avvicinano complessivamente ai 2 miliardi di dollari.

US Open, oltre un milione di spettatori

A sostenere il business dello Slam americano è anche la continua crescita del pubblico.

Nel 2024 lo US Open aveva superato per la prima volta nella propria storia la soglia del milione di spettatori, raggiungendo 1.048.669 presenze nell’arco delle tre settimane dell’evento, l’8% in più rispetto all’anno precedente.

La crescita è proseguita nel 2025. La sola Fan Week aveva attirato 239.307 persone, mentre il rinnovato torneo di doppio misto aveva portato 78mila spettatori nell’impianto in due giorni.

Numeri che hanno avuto ricadute dirette anche sui ricavi prodotti all’interno del National Tennis Center: nel 2025 le vendite di food & beverage sono aumentate del 19%, mentre il merchandising ha registrato una crescita del 27%rispetto all’edizione precedente.

Quanto valgono i diritti tv dello US Open

Un altro pilastro del modello economico dello US Open è rappresentato dai diritti televisivi.

Negli Stati Uniti ESPN detiene l’esclusiva del torneo e proprio dal 2026 entra in vigore il nuovo accordo di lungo periodo con la USTA. Il contratto avrà una durata di 12 anni, fino al 2037, e comprende Stati Uniti, America Latina e Caraibi, oltre a una distribuzione più ampia attraverso le piattaforme streaming. I dettagli economici dell’accordo non sono stati resi pubblici.

Nel 2026 ESPN garantirà più di 170 ore di copertura televisiva, oltre a più di 1.000 ore attraverso l’offerta digitale. La finale maschile sarà trasmessa in diretta su ABC.

La distribuzione internazionale coinvolge invece numerosi broadcaster: in Europa Eurosport copre 49 Paesi, mentre in Italia lo US Open viene trasmesso anche da Sky Italia e SuperTennis.

Sponsor e digitale spingono il valore dello US Open

Accanto a biglietteria e diritti televisivi, un’altra componente rilevante è rappresentata dalle sponsorizzazioni.

Le stime disponibili per l’edizione 2024 indicavano oltre 118 milioni di dollari di ricavi da sponsorship, con JPMorgan Chase tra i partner commerciali di maggiore valore e una relazione con lo US Open che dura da oltre quattro decenni. Si tratta, in questo caso, di una stima di mercato e non di un dato finanziario ufficiale della USTA.

Sempre più importante è anche l’audience digitale. L’edizione 2025 ha generato quasi 47 milioni di visite sulle piattaforme ufficiali, in crescita del 19%, mentre sui social media i canali dello US Open hanno superato per la prima volta 3,1 miliardi di interazioni, il 34% in più rispetto al 2024.

US Open e giocatori, resta aperto il confronto sui ricavi

Proprio l’aumento del valore economico dei grandi tornei ha alimentato negli ultimi mesi il confronto tra i tennisti e gli organizzatori dei quattro Slam.

Secondo quanto riportato da Palco23, i giocatori chiedono che il prize money dei quattro tornei arrivi a rappresentare almeno il 15% dei ricavi generati da ciascun evento. Una quota ancora inferiore a quella che, secondo la testata spagnola, viene distribuita ai giocatori nei tornei ATP e WTA, pari a circa il 22%.

Il tema era emerso con forza già al Roland Garros, dove i 72 milioni di dollari destinati ai giocatori rappresentavano circa il 14% dei ricavi, e a Wimbledon: nonostante un aumento del 20% del montepremi fino a 86,8 milioni di dollari, la quota era pari a circa il 14,2%.

La questione non riguarda soltanto i campioni che guadagnano milioni di dollari. Uno degli obiettivi dichiarati dai giocatori è aumentare la sostenibilità economica della carriera per chi si trova fuori dalle prime 150 posizioni del ranking, considerando i costi necessari per competere nel circuito professionistico.

In questo contesto si inserisce anche la creazione del Grand Slam Player Advisory Council, annunciata congiuntamente da Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open e destinata a diventare un tavolo permanente di confronto tra giocatori e organizzatori.

Lo US Open 2026 parte dunque con numeri che confermano la dimensione raggiunta dallo Slam americano: 108 milioni di dollari destinati ai giocatori, oltre 1,2 miliardi di impatto economico su New York, più di un milione di spettatori e 800 milioni di investimenti infrastrutturali.

Numeri da record per un torneo che, sul campo, dovrà però fare i conti con un’assenza pesante: quella di Jannik Sinner, numero uno del mondo e uno dei volti principali del tennis internazionale.

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