Formula 1, la sostenibilità corre più veloce delle previsioni: -35% di emissioni dal 2018

Allo Sports Summit Madrid, Ellen Jones e Louise Young fanno il punto sul percorso ambientale della Formula 1: -12% di emissioni nel 2025 e nuovi investimenti in vista dell’obiettivo zero emissioni nette al 2030.

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verso nuovi mercati
Image Credits: media centre Ferrari

Al centro dello Sports Summit Madrid, di cui Palco23 è media partner, la Formula 1 ha scelto di mettere in luce il proprio percorso verso la decarbonizzazione, affidando il racconto a due figure chiave del paddock: Ellen Jones, responsabile della sostenibilità, e Louise Young, a capo della promozione delle gare.

Il tema dell’espansione geografica del campionato si è intrecciato fin da subito con quello ambientale. Young ha osservato come il numero di città interessate a ospitare un Gran Premio sia in costante crescita, ma ha precisato che la selezione di nuove destinazioni passa da un criterio preciso: la disponibilità di infrastrutture pubbliche adeguate, condizione che secondo la dirigente è stata pienamente soddisfatta da Madrid.

«Dobbiamo essere sicuri della posizione che assumiamo in ogni mercato», ha spiegato, ricordando che i legami costruiti con i nuovi Paesi ospitanti possono protrarsi per due o tre decenni.

È stata però Jones, nel suo intervento di apertura, a imporre il filo conduttore dell’incontro. La dirigente ha confermato che la Formula 1 ha tagliato le proprie emissioni di carbonio del 12% nel corso del 2025, un risultato che mantiene il campionato in linea con l’obiettivo dichiarato di dimezzare l’impronta entro il 2030.

Guardando al traguardo più ampio delle zero emissioni nette fissato per la stessa data, lo sport può già contare su una riduzione del 35% rispetto al dato di riferimento del 2018, calcolo che include anche l’apporto dei carburanti sostenibili.

«Stiamo ospitando uno dei più grandi eventi in cui la sostenibilità è fondamentale» ha detto Jones, aggiungendo che il pubblico sportivo ha ormai interiorizzato il legame tra efficienza energetica e prestazione in pista.

I numeri della riduzione

Il calo complessivo delle emissioni si distribuisce su più fronti operativi. Le strutture produttive e gli uffici della Formula 1 nel mondo hanno abbattuto i propri consumi di oltre 37mila tonnellate di CO2 equivalente, segnando un -64% rispetto al 2018 grazie alla progressiva conversione verso fonti rinnovabili negli stabilimenti dei team.

Sul fronte dei viaggi la flessione supera le 21mila tonnellate, pari a un quarto delle emissioni 2018, risultato che la Formula 1 attribuisce all’aumento dell’uso di carburanti sostenibili per l’aviazione e al ricorso crescente alle trasmissioni gestite da remoto. La componente logistica, dal canto suo, è scesa di quasi 20mila tonnellate (-29% sul 2018) grazie a una strategia di trasporto definita ultra-efficiente che per la prima volta integra soluzioni a basse emissioni su gomma, su rotaia aerea e via mare.

Anche le emissioni legate direttamente allo svolgimento delle gare sono diminuite, sia pure in misura più contenuta: oltre mille tonnellate in meno, equivalenti a un -17% per singolo evento, ottenuto nonostante il calendario sia cresciuto da 21 appuntamenti nel 2018 a 24 nel 2025.

Tra i passaggi più significativi dell’anno appena trascorso figura l’adozione simultanea di soluzioni a basse emissioni su tutte e tre le principali modalità di trasporto merci. A questo si affianca un raddoppio anno su anno degli investimenti nei carburanti sostenibili per l’aviazione da parte dell’intero ecosistema sportivo, Formula 1, team e FIA, che ha portato a un taglio di oltre 20mila tonnellate, quasi il 40% delle emissioni generate dai voli charter.

Il 2025 ha segnato inoltre il primo investimento in carburante marittimo sostenibile della disciplina, pensato come base per una soluzione scalabile nel lungo periodo.

In tutti i Gran Premi disputati in Europa, la Formula 1 ha alimentato paddock, pit lane e centri tecnici con fonti a basse emissioni come l’olio vegetale idrotrattato, il solare e i sistemi a batteria. La combinazione di queste misure ha contribuito al già citato calo del 17% delle emissioni operative per gara.

Lo sguardo sui nuovi mercati

Sul fronte dell’espansione commerciale, Young ha confermato che la strategia dei prossimi anni punterà verso mercati ancora non presidiati dal campionato, lasciando intendere che l’Africa potrebbe rientrare tra le prossime tappe del calendario.

La dirigente ha chiuso il proprio intervento ribadendo che «la strategia principale per l’azienda è l’innovazione e la sostenibilità», due assi che secondo i vertici del campionato continueranno a guidare tanto le scelte di calendario quanto quelle industriali.