Ben Sulayem vuole cambiare le regole della FIA. Il presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile ha infatti proposto di eliminare i limiti di mandato per la carica di vertice dell’ente che governa il motorsport mondiale. Se approvata, la modifica statutaria gli consentirebbe di restare in carica anche oltre l’attuale soglia massima di dodici anni
Ben Sulayem, 64 anni, è stato rieletto senza opposizione a dicembre, anche per effetto di un meccanismo elettorale che ha impedito ad altri candidati di presentarsi formalmente alla corsa per la presidenza.
Le regole attuali
Secondo le regole oggi in vigore, il mandato presidenziale dura quattro anni e un presidente può ricandidarsi per due volte, arrivando così a un massimo di tre incarichi complessivi. La modifica ora allo studio cancellerebbe questo tetto e aprirebbe la strada a una permanenza potenzialmente indefinita alla guida della Federazione.
Il piano sarà discusso e messo ai voti il prossimo mese in occasione dell’Assemblea Generale della FIA, dove, secondo quanto riportato dalla BBC, dovrebbe ottenere il via libera dei membri.
La modifica viene presentata come un intervento di armonizzazione interna, pensato per rendere più uniforme il trattamento dei diversi organi federali, secondo quanto ha spiegato un portavoce della FIA.:
«È stata avanzata una proposta per stabilire un approccio coerente alla durata degli incarichi in tutti gli organi della FIA, simile a quello che attualmente esiste per i consigli mondiali e il senato».
Gli altri organi coinvolti
Lo stesso portavoce ha aggiunto: «La proposta è soggetta all’approvazione dei Consigli Mondiali e dell’Assemblea Generale. Gli organi della FIA mantengono piena autorità per eleggere democraticamente i titolari delle cariche».
Il tema non riguarda soltanto la presidenza. Tra gli incarichi FIA che oggi prevedono limiti di mandato figurano anche la presidenza del comitato antidoping e la guida del comitato sul budget cap della Formula 1, due ruoli sensibili nell’equilibrio regolatorio e disciplinare della Federazione.
L’attuale limite dei tre mandati era stato introdotto da Jean Todt, predecessore di Ben Sulayem. Il dirigente francese era subentrato a Max Mosley, rimasto alla guida della FIA dal 1993 al 2009, quando decise di non ricandidarsi dopo lo scontro con i team di Formula 1.
La direzione intrapresa dal CIO
Guardando agli altri organi di governo internazionali, il Comitato Olimpico Internazionale sembra aver intrapreso una direzione differente Lo scorso anno il presidente del CIO Thomas Bach ha respinto la possibilità di restare in carica oltre i dodici anni,
Il dirigente tedesco ha escluso l’ipotesi, che avrebbe richiesto una modifica degli statuti, affermando che «la nostra organizzazione è meglio servita da un cambiamento nella leadership; tempi nuovi richiedono nuovi leader».
La proposta della FIA ha sollevato critiche da parte di Tim Mayer, che lo scorso anno non ha potuto sfidare Ben Sulayem per la presidenza a causa delle regole elettorali dell’organizzazione.
Mayer ha definito i limiti di mandato un elemento essenziale per il buon funzionamento di qualsiasi organismo di governo. «I limiti di mandato non sono un dettaglio burocratico – ha dichiarato a BBC Sport -. Sono una salvaguardia fondamentale della buona governance, essenziale per garantire il rinnovamento della leadership e prevenire la concentrazione del potere».
Le altre modifiche statutarie
Accanto alla rimozione dei limiti di mandato, la FIA ha messo sul tavolo altre due modifiche statutarie che renderebbero più stringenti i requisiti per candidarsi alla presidenza. Anche queste misure, se approvate, potrebbero incidere sulla contendibilità delle future elezioni.
La prima novità prevede che i candidati debbano «dimostrare sufficiente esperienza all’interno di un membro FIA o di un organo FIA». La seconda riguarda invece le tempistiche per la presentazione della squadra di vicepresidenti a supporto della candidatura, con il termine che passerebbe da 49 a 100 giorni prima della data dell’elezione.
Entrambi gli interventi rischiano di rendere più complesso l’ingresso in corsa di eventuali sfidanti di Ben Sulayem. In particolare, il sistema FIA impone ai candidati alla presidenza di presentare una lista di vicepresidenti per lo sport selezionati tra le sei regioni globali dell’organizzazione, un requisito che già nella scorsa tornata elettorale ha avuto un peso decisivo.
L’ultima tornata elettorale
Mayer e altri due potenziali candidati erano stati esclusi proprio per effetto di questa regola. La lista pubblicata lo scorso anno conteneva infatti una sola candidata per il Sud America, la brasiliana Fabiana Ecclestone, moglie dell’ex patron della Formula 1 Bernie Ecclestone e già parte della squadra di Ben Sulayem.
La presenza di un’unica figura disponibile per quella regione ha impedito agli altri aspiranti candidati di indicare un proprio vicepresidente per lo sport proveniente dal Sud America, rendendo di fatto impossibile completare la lista richiesta per accedere all’elezione. La norma, va precisato, era già in vigore prima dell’arrivo di Ben Sulayem alla presidenza.
Nel frattempo, Laura Villars, una delle potenziali candidate escluse dalla corsa alla presidenza, ha infatti avviato un’azione legale contro la FIA davanti ai tribunali francesi, contestando il processo elettorale dell’organizzazione.