KTM Factory Racing blinda l’azionariato. Dopo mesi di trattative, con offerte che hanno superato la soglia dei 100 milioni di euro, la casa austriaca ha scelto di mantenere il pieno controllo delle attività racing.
La decisione è stata confermata dal ceo Gottfried Neumeister che ha parlato a Speedweek, con il principale azionista Bajaj che conferma il suo impegno verso la divisione di corse motoristiche.
La fase di ristrutturazione
Il costruttore di Mattighofen, come raccontato da Sport e Finanza, è reduce da una fase di ristrutturazione industriale e finanziaria che aveva alimentato le ipotesi di un possibile ingresso di capitali esterni nel comparto racing.
Il motorsport, e in particolare la MotoGP, rappresenta infatti una delle aree più costose ma anche più identitarie e strategiche per il marchio, incidendo direttamente su tecnologia e posizionamento competitivo.
«Posso confermare che, insieme alla direzione del gruppo Bajaj, abbiamo deciso di continuare a gestire il motorsport in autonomia strategica, senza investitori. Siamo arrivati alla convinzione che, per realizzare gli obiettivi ambiziosi che ci poniamo anche nel motorsport, la cosa migliore sia agire in modo indipendente e libero».
L’appeal della MotoGP
L’annuncio segna quindi la fine delle negoziazioni: da tempo KTM stava valutando l’ipotesi di aprire una parte di KTM Factory Racing a partner finanziari o industriali, con l’obiettivo di valorizzare una struttura sportiva cresciuta enormemente negli ultimi anni.
L’interesse del mercato non mancava: la MotoGP è entrata in una fase di forte rivalutazione commerciale, anche in seguito all’acquisizione da parte di Liberty Media – e i team sono considerati come asset scarsi e di forte appeal.
«Non è una novità che ci sia un enorme interesse da parte degli investitori per entrare in MotoGP. A causa del grande interesse, il processo si è allungato: in alcune fasi abbiamo ricevuto quasi ogni giorno nuove richieste».
La volontà di mantenere il controllo
Per KTM, cedere una quota del racing avrebbe significato monetizzare un asset di grande valore, ma anche introdurre un nuovo soggetto nella governance di una struttura in cui è cruciale la coerenza con la strategia complessiva del marchio.
Già nell’autunno del 2025, Neumeister aveva affrontato il punto: «Non è nostro compito speculare su una crescita attraverso capitale esterno. Il nostro compito è voler vincere: questo deve venire al primo posto. Non si tratta di agire qui secondo la logica di un modello di business».
La valutazione, in ogni caso, è stata concreta e approfondita: KTM non ha respinto a priori l’ipotesi di un ingresso di investitori, ma ha avviato un processo strutturato, affidandosi anche a un partner esterno per quantificare il valore delle attività racing.
«Come è noto, ci siamo confrontati molto intensamente con questa possibilità, analizzando la valutazione economica della struttura motorsport. Siamo rimasti impressionati quando ci siamo trovati davanti a una cifra nell’ordine delle centinaia di milioni».
Il focus sugli obiettivi sportivi
Bajaj avalla dunque la continuità di un impegno racing molto oneroso. È un segnale di fiducia nella ristrutturazione avviata da Neumeister e nella capacità del costruttore austriaco di sostenere il progetto senza dover ricorrere a capitali esterni.
«La base di tutto questo è che, nel corso della ristrutturazione, abbiamo realizzato una svolta positiva e possediamo la forza finanziaria per poterci permettere di competere nel motorsport. E non solo permettercelo, ma anche investire. Il racing non funziona con il freno a mano tirato. Bisogna anche essere in grado, quando serve, di mettere mano al portafoglio. Serve certamente disciplina sui costi, ma anche una certa generosità. Tutto questo dimostra anche che Bajaj non sta solo dietro a KTM, ma anche dietro all’impegno in MotoGP».
La certezza di poter continuare a operare senza nuovi vincoli societari consente al management guidato da Pit Beirer di concentrarsi sugli obiettivi sportivi lasciando definitivamente alle spalle il periodo di incertezza e tensione finanziaria.