L’Arthur Ashe Stadium si rifà il look. La United States Tennis Association guarda al mercato del credito privato per finanziare una nuova fase di sviluppo del Billie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows, il complesso che ospita lo US Open.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, la federazione tennistica statunitense sarebbe in trattativa con investitori istituzionali per raccogliere almeno 400 milioni di dollari destinati al piano di ammodernamento dell’Arthur Ashe Stadium.
L’ampliamento della capienza
Il finanziamento, ancora oggetto di discussioni riservate, dovrebbe essere strutturato su più scadenze, con una durata media di circa 17 anni e un rating prospettico investment grade pari ad A-.
L’intervento rientra nel quadro della riqualificazione del National Tennis Center, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo dello US Open tra i grandi eventi sportivi globali nell’ottica di una continua corsa al rialzo da parte dei grandi tornei.
Il cuore del progetto riguarda l’Arthur Ashe Stadium, già oggi il più grande impianto tennistico al mondo, che dovrebbe essere ampliato con circa 2.000 nuovi posti a sedere e una serie di migliorie pensate per rendere più moderna e funzionale l’esperienza di pubblico, atleti e operatori.
Gli interventi previsti
Il programma di lavori prevede il rinnovamento degli spazi interni destinati al pubblico, dai corridoi di accesso alle aree di passaggio e servizio, oltre alla realizzazione di nuovi ingressi e al potenziamento delle zone hospitality.
Oltre ad aumentare la capienza, si punta a intervenire sulla qualità complessiva dei servizi dell’impianto, adeguandolo agli standard sempre più elevati richiesti dai grandi appuntamenti internazionali e da un pubblico premium in costante crescita.
Accanto al restyling dell’Arthur Ashe Stadium, il piano include anche la costruzione di un nuovo player performance center, una struttura dedicata agli atleti che dovrebbe sorgere nell’area del Parking Lot A.
Il costo stimato di questo intervento è di circa 250 milioni di dollari e il progetto comprende spogliatoi di nuova generazione, lounge, aree fitness interne ed esterne, spazi per il recupero e zone di ristorazione riservate.
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Il costo del progetto e il piano di finanziamento
La USTA, punta a sostenere l’investimento infrastrutturale senza interrompere l’operatività dello US Open. I lavori dovrebbero procedere per fasi, così da non interferire con lo svolgimento del torneo, con l’obiettivo di completare il progetto in tempo per l’edizione 2027.
Secondo Fitch Ratings, l’intero piano di riqualificazione dovrebbe avere un fabbisogno finanziario di circa 1,1 miliardi di dollari, superiore rispetto agli 800 milioni di investimento annunciati dall’USTA.
Rispetto allo stanziamento finanziario complessivo dell’operazione, 850 milioni sarebbero coperti attraverso debito raccolto in varie tranche da USTA National Tennis Center Inc., il veicolo legato alla federazione che gestisce il complesso di Flushing Meadows.
La scelta del ricorso al private debt
L’operazione in corso di trattative rappresenterebbe dunque una tranche del più ampio piano di finanziamento a leva del progetto, che comprende anche una linea di credito revolving da 200 milioni di dollari.
La parte restante, pari a circa 250 milioni, dovrebbe invece essere sostenuta anche attraverso riserve di cassa già disponibili, in un modello di finanziamento che punta a evitare il ricorso a fondi pubblici.
La scelta del private placement si inserisce in una tendenza più ampia del mercato statunitense, con le società che puntano a strumenti che, pur offrendo agli investitori un premio rispetto alle obbligazioni, consentono ai debitori di ottenere scadenze più lunghe e strutture finanziarie più flessibili.
L’operazione conferma la corsa dei grandi eventi sportivi verso impianti sempre più evoluti, capaci di generare ricavi tramite hospitality e spazi destinati ad ospitare aree commerciali appetibili agli sponsor.