Il governo vara un regime fiscale dedicato all’America’s Cup 2027. Con i commi 4-novies e 4-decies dell’articolo 8 del Dl 38/2026 – emendamento a prima firma Fausto Orsomarso (FdI), approvato in commissione Finanze al Senato e ora all’esame della Camera – vengono introdotte esenzioni da Ires, Irap e Irpef per i soggetti coinvolti nella 38ª edizione della competizione, in programma a Napoli nel 2027.
Le agevolazioni, segnalate da Il Sole 24 Ore e dall’agenzia Radiocor, scattano dal 1° gennaio 2026 e coprono l’intero arco della manifestazione fino al 31 dicembre 2027, includendo la prima Regata Preliminare Louis Vuitton in corso a Cagliari questa settimana.
Obiettivo dichiarato: rendere il quadro normativo italiano competitivo rispetto agli standard internazionali, evitando che il carico fiscale penalizzi l’insediamento operativo dei team stranieri sul territorio nazionale.
Le esenzioni
Il Sole 24 Ore presenta l’architettura della norma, sviluppata su due livelli distinti. Il primo riguarda le persone giuridiche: le società con sede legale in Italia costituite nel 2026 dall’ente organizzatore o dai team partecipanti sono esentate sia dall’Ires sia dall’Irap per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2027. Il beneficio si applica però soltanto alle attività direttamente ed esclusivamente correlate alla partecipazione all’evento.
La stessa franchigia è estesa alle stabili organizzazioni italiane di soggetti esteri, evitando che la sola presenza operativa sul territorio – basi tecniche, uffici, logistica, personale specializzato – faccia scattare gli ordinari obblighi impositivi per i team stranieri.
Senza questa norma, la presenza di strutture operative avrebbe potuto comportare l’assoggettamento a imposizione in Italia dei redditi dei team esteri.
Le agevolazioni per i lavoratori stranieri
Il secondo binario tocca le persone fisiche. I redditi da lavoro dipendente, assimilati e autonomo percepiti da lavoratori non residenti per prestazioni rese all’organizzatore o ai team non concorrono alla formazione del reddito imponibile Irpef, purché direttamente collegati alla Coppa.
È una misura pensata per i profili più specializzati – designer, ingegneri, meteorologi, data analyst, velisti – che le squadre internazionali impiegano abitualmente su base globale.
Per chi invece trasferisce la residenza fiscale in Italia per lavorare all’evento, è prevista una tassazione sensibilmente ridotta: i relativi redditi contribuiscono alla base imponibile soltanto per il 35% del loro ammontare. I benefici non sono cumulabili con altri regimi già in vigore – il regime degli impatriati, quello per docenti e ricercatori e il regime dei neo-residenti ex articolo 24-bis del Tuir – ma costituiscono di per sé un vantaggio competitivo significativo rispetto agli standard ordinari.
America's Cup 2027: un anno dopo l'annuncio, cantieri aperti e ambizioni intatte
Un ecosistema industriale, non solo sportivo
La ratio della misura va letta in controluce rispetto alla struttura economica dell’America’s Cup. Attorno alle regate gravitano team stranieri, sponsor multinazionali, società di marketing, detentori di diritti televisivi, fornitori tecnici, cantieri navali e operatori dell’hospitality. Un sistema che muove capitali paragonabili a quelli di molte categorie del motorsport professionistico e che impone, nelle trattative tra organizzatori e paesi ospitanti, un confronto diretto anche sul piano della fiscalità comparata.
Il precedente normativo dichiarato è duplice: da un lato Expo Milano 2015, dall’altro la normativa speciale adottata dalla Spagna per la precedente edizione. La scelta dell’area di Bagnoli come base operativa si inserisce in questa logica: rigenerazione urbana e attrazione di capitali internazionali viaggiano insieme, in una strategia che punta a generare ricadute ben oltre la durata dell’evento sportivo.
L’iter parlamentare e i prossimi passi
L’emendamento, a prima firma del senatore Fausto Orsomarso (FdI), approvato dalla Commissione Finanze del Senato presieduta da Massimo Garavaglia (Lega), è ora all’esame della Camera per l’approvazione definitiva. Decreti attuativi dovranno poi definire nel dettaglio l’ambito di applicazione, i requisiti e i limiti concreti delle agevolazioni.
Il segnale al mondo della vela professionistica è comunque già chiaro: l’Italia vuole competere non soltanto sulla qualità degli scenari e delle infrastrutture, ma anche sull’efficienza del quadro regolatorio.
L’America’s Cup 2027 si candida così a diventare il banco di prova di una nuova stagione di fiscalità dell’evento, modellata su standard internazionali e pensata per durare oltre la competizione stessa.