Reyer, Casarin avverte: «In attesa delle nuove regole per l’Eurolega conta solo il campo»

Il presidente del club lagunare fa il punto sull’orizzonte futuro tra la gestione della nuova arena e gli sviluppi nel basket continentale e globale.

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la direzione del club
Image credits: LBA

La Reyer gioca da protagonista il futuro del basket europeo. Il club veneto si prepara a vivere una fase decisiva della propria crescita, tra i playoff che rappresentano un banco di prova immediato, mentre la nuova arena apre prospettive che vanno ben oltre i confini nazionali.

Il club guarda con attenzione alle opportunità europee e ai cambiamenti del basket internazionale, con il presidente Federico Casarin che traccia la rotta, mantenendo i piedi per terra ma senza rinunciare a obiettivi di alto profilo.

L’Eurolega e la nuova arena

Il tema dell’Eurolega torna inevitabilmente al centro del dibattito, soprattutto alla luce dei nuovi sviluppi legati agli impianti e alla crescita del progetto societario. Tuttavia, il percorso per accedere al massimo palcoscenico europeo resta legato a criteri ben precisi.

«Chi non ha la licenza, deve guadagnarsi il pass sul campo, attraverso l’Eurocup – ha dichiarato a La Nuova di Venezia e Mestre -. Quindi se noi avessimo vinto questo trofeo, ci saremmo qualificati ugualmente per l’Eurolega anche senza l’arena nuova, ovvio che avremmo dovuto giocare in un altro palasport per la capienza del Taliercio».

Parallelamente, però, la società continua a lavorare anche fuori dal parquet, consolidando le basi per un futuro più ambizioso. La gestione della nuova arena rappresenta uno snodo fondamentale in questa direzione.

«Siamo contenti che la nostra proposta sia stata accettata, non ci faremo trovare impreparati quando potremo entrare nella nuova struttura. Anche con la nuova arena, il percorso al momento rimane lo stesso: il risultato sul campo in Eurocup. A meno che non ci sia un cambiamento nei regolamenti, in questi mesi si sono accavallate tante voci».

L’orizzonte sportivo della Reyer

Il riferimento è al progetto portato avanti da Chus Bueno, che punta ad un cambio di paradigma nella massima competizione continentale passando dall’attuale sistema di licenze a un modello ispirato al sistema delle franchigie.

In questo contesto, la competizione avrebbe in cantiere anche un espansione da realizzarsi a luglio, con una serie di squadre italiane alla finestra tra cui Bologna e Napoli in prima linea e sullo sfondo la nuova squadra romana, mentre la Reyer è rimasta finora maggiormente defilata.

Guardando oltre i confini italiani, la dimensione europea resta una priorità consolidata nel progetto. Negli ultimi anni il club ha già dimostrato continuità nelle competizioni continentali, costruendo un’identità riconoscibile anche fuori dall’Italia.

«Per la Reyer il palcoscenico europeo è sempre stato un punto fermo nella programmazione prima in Champions League e adesso in Eurocup. Venezia ha una capacità attrattiva come poche altre città, che si amplierà con il nuovo impianto più consono ai requisiti europei».

Gli sviluppi nel basket globale

L’attrattività di Venezia diventa quindi un elemento chiave, destinato a crescere ulteriormente grazie alla nuova arena. Nel frattempo, il panorama del basket europeo è in evoluzione, con nuovi progetti pronti a ridefinire gli equilibri. Tra questi, spicca l’ipotesi della nascita di una lega targata NBA in Europa, osservata con interesse anche dalla Reyer.

«Stiamo seguendo con attenzione quanto sta accadendo, non abbiamo avanzato nessuna avance al momento, ma teniamo sotto controllo tutto quanto accade nel mondo del basket, vediamo intanto quali saranno i regolamenti definitivi. Abbiamo comunque sempre cercato di scalare le posizioni con i risultati ottenuti sul campo».

La linea adottata dal club rimane quella di crescere passo dopo passo, e accompagnare alla dimensione sportiva un salto di qualità sul fronte infrastrutturale che consenta un consolidamento anche sul fronte economico.

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