NBA ed Eurolega mai così vicine. Dopo mesi di guerra fredda in seguito all’annuncio della lega statunitense di voler sbarcare in Europa, tra le due parti è tornato il sereno dopo la nomina di Chus Bueno al vertice della competizione continentale, come aveva anticipato Sport e Finanza.
Durante la conferenza del Board of Governors a New York, Adam Silver ha infatti lasciato intendere come l’ipotesi di un matrimonio tra le due realtà rappresenti una direzione concreta su cui lavorare nei prossimi mesi.
Il dialogo tra i vertici delle organizzazioni
I due dirigenti, avendo già collaborato insieme quando il manager spagnolo lavorava per l’NBA con responsabilità su Europa, Africa e Medio Oriente, avrebbero instaurato un canale di dialogo diretto.
Dagli States il commisioner ha reciprocato i segnali di apertura mandati dal suo omologo europeo., segnale di una convergenza strategica che potrebbe ridefinire gli equilibri del basket internazionale nei prossimi anni.
Secondo il numero uno della NBA, la crescita del basket in Europa passerebbe inevitabilmente da un approccio condiviso tra i principali stakeholder, in grado di superare le attuali divisioni e creare una visione comune.
«Penso che, per il miglioramento del basket europeo, il miglior risultato sarebbe se ci unissimo qui con l’Eurolega e se sviluppassimo un approccio sistematico per far crescere il gioco in tutta Europa – ha dichiarato Silver -. Questo significa affiancare le leghe nazionali, lavorare insieme con l’EuroLeague e collaborare con la nostra federazione, la FIBA».
Le forme di cooperazione allo studio
In questo scenario, una forma di collaborazione o addirittura una fusione tra le due competizioni viene vista da diversi addetti ai lavori come una soluzione vantaggiosa per tutte le parti coinvolte.
Tra i sostenitori di questa visione c’è anche Ettore Messina, allenatore con esperienza sulle due sponde dell’oceano avendo vinto quattro Euroleghe e vantando una militanza quinquennale nello staff dei San Antonio Spurs guidati da Gregg Popovich.
Il dirigente dell’Olimpia Milano ha affrontato direttamente il tema dell’ingresso della NBA nel contesto europeo, ribadendo una posizione netta a favore di una integrazione tra i due ecosistemi .
«Quando le persone mi dicono: ‘Vuoi gli americani a tutti i costi’, io rispondo sì – ha dichiarato a Il Corriere della Sera -, porterebbe un migliore allineamento tra obiettivi finanziari e risultati sportivi. L’ideale sarebbe una fusione con Eurolega».
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I prossimi passi
Parallelamente, il progetto NBA Europe continua a prendere forma anche dal punto di vista finanziario e strategico, con il coinvolgimento di istituti finanziari di primo piano come JPMorgan Chase e Raine Group per la raccolta di investimenti.
Il Deputy Commissioner Mark Tatum ha aggiornato il Board sullo stato dell’iniziativa, per cui si prevede che tutte le offerte per le 12 franchigie permanenti vengano presentate entro la fine di marzo.
Le stime indicano fee d’ingresso comprese tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari: una volta ricevute le offerte, il via libera ufficiale potrebbe arrivare già ad aprile, nell’attesa di comprendere se si realizzerà la convergenza con Eurolega e che forma prenderà la collaborazione tra le parti.