Dainese archivia la crisi. Il gruppo vicentino, azienda di riferimento globale nel campo della sicurezza nello sport e nel motorsport, torna ad accelerare dopo una delle fasi più complesse della sua storia recente.
Metabolizzato il passaggio di proprietà ai fondi HPS e Arcmont, si inaugura una nuova stagione industriale guidata dal ceo Angel Sanchez, con l’obiettivo di consolidare sul fronte finanziario e rilanciare l’innovazione.
La situazione finanziaria
«Oggi possiamo dire che la situazione finanziaria è ultra solida – ha commentato il dirigente spagnolo a L’Economia del Corriere della Sera -. Abbiamo più cassa di quella di cui avevamo bisogno e una tranquillità che negli ultimi anni non avevamo avuto».
La nuova fase segna una discontinuità netta rispetto al recente passato: dopo tre esercizi difficili e un indebitamento vicino ai 300 milioni di euro, l’azienda ha completato un intervento che ha riportato sostanziale equilibrio.
La ristrutturazione ha portato nuova liquidità per circa 30 milioni e una riduzione del debito superiore a 190 milioni, consentendo al gruppo di uscire dalla fase emergenziale e tornare a una gestione ordinaria.
«L’operazione conclusa un mese fa è stata molto complessa, con quattro soggetti coinvolti: azienda, fondi, banche e precedente azionista. La riduzione del debito è stata significativa e siamo tornati a una condizione normale».
La visione di Dainese
Fondata nel 1972 da Lino Dainese, l’azienda nasce da un’intuizione semplice ma di grande impatto tanto da riuscire a trasformare il settore: introdurre un sistema di protezione tra il corpo del pilota e l’asfalto.
Da quella visione prendono forma innovazioni che hanno segnato il motorsport – dal paraschiena all’airbag elettronico – estendendosi progressivamente ad altri ambiti, dallo sci fino alle applicazioni aerospaziali.
«Dainese ha inventato tutto in questa industria. Negli ultimi anni siamo stati meno veloci, ma negli ultimi due abbiamo ricominciato a investire forte e ora faremo ancora di più. Per crescere e per salvare più vite».
La nuova fase industriale si fonda su un piano di investimenti mirati, con l’innovazione al centro della strategia per riscoprire la vocazione che ha permesso all’azienda vicentina di diventare grande.
Il focus sull’innovazione
Le risorse liberate dalla ristrutturazione verranno destinate soprattutto allo sviluppo tecnologico, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento competitivo e ampliare il portafoglio prodotti ad alto contenuto di ricerca.
«HPS e Arcmont hanno creduto nel nostro business plan e ci hanno dato il “fuel” per accellerare. Non è che gli altri abbiano innovato più di noi: semplicemente in un mercato difficile si rischia di rallentare».
Il rallentamento degli ultimi anni viene ricondotto a fattori sia interni che di contesto. In particolare, il prolungato periodo di transizione societaria e l’impatto del post-Covid hanno inciso sulla capacità di esecuzione, in un mercato già sotto pressione.
Dainese acquisita da HPS e Arcmont: ristrutturazione da 190 milioni
Le novità in serbo
«Essere rimasti troppo a lungo in una fase di transizione societaria. Quando un’azienda è in vendita per troppo tempo, inevitabilmente cambiano le priorità. Poi il post-Covid ha pesato su tutto il settore.».
Sul fronte prodotto, il gruppo annuncia un ritorno deciso all’innovazione radicale: sono già diversi i brevetti depositati, con nuove soluzioni pronte a entrare sul mercato nel breve periodo, anche nel segmento caschi attraverso il brand AGV.
«Solo per il primo prodotto che presenteremo a breve ci sono tre brevetti depositati. Poi arriveranno altre innovazioni, anche per il brand di caschi AGV. In totale parliamo di diversi brevetti già registrati. Sono prodotti pensati per cambiare davvero il mercato».
Il ruolo dell’AI e i mercati di sbocco
Un ruolo crescente è giocato dall’intelligenza artificiale, integrata nei processi di sviluppo e progettazione. Tuttavia, la componente tecnologica resta complementare rispetto al know-how distintivo dell’azienda, fondato sull’esperienza e sull’intuizione.
«La usiamo dappertutto: nello sviluppo, nel disegno, nelle valutazioni tecniche. Ci aiuta a simulare, a capire, a velocizzare. Ma resta fondamentale l’intuizione. Dainese vive di idee. Nel nostro dna ci sono due elementi: salvare vite e avere sete di innovazione. Sono cose che non si comprano».
Sul piano geografico, l’Europa si conferma il mercato di riferimento, affiancata da una crescita significativa nelle Americhe. Gli Stati Uniti restano centrali nonostante le incognite sulla politica commerciale, mentre la Cina attraversa una fase più complessa.
«L’Europa resta centrale: Italia, Spagna, Francia, Germania. Poi tutto il continente americano ci sta dando soddisfazioni forti. Gli Stati Uniti restano fondamentali, nonostante il tema dei dazi. La Cina invece oggi è più difficile».
Lo sport e le applicazioni avanzate
Dal punto di vista del business, il motociclismo continua a rappresentare il core, ma si rafforza il peso degli altri segmenti, in particolare lo sci, dove il gruppo vanta una presenza dominante anche a livello olimpico.
«A Milano-Cortina oltre l’80% degli atleti ha utilizzato nostre protezioni – tra cui la campionessa azzurra pluridecorata Federica Brignone, ndr -. È difficile trovare uno sport in cui un marchio abbia questa presenza».
Infine, resta aperto il fronte delle applicazioni avanzate, inclusa la collaborazione con enti quali NASA, MIT ed ESA. Un ambito che consolida la reputazione tecnologica dell’azienda, pur rimanendo, per ora, lontano da uno sviluppo commerciale su larga scala.
«Abbiamo lavorato su progetti scientifici – ha concluso Angel Sanchez -. Hanno scelto un’azienda del Vicentino perché abbiamo una conoscenza del corpo umano millimetro per millimetro».