Il ciclismo globale cambia passo: budget complessivo da 650 milioni per le squadre d’elite

Le venti principali formazioni tra World Tour e circuito Professional vedono salire a 33 milioni di euro il costo medio per team.

Ciclismo modifiche regolamento
crescita sostenuta
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Non si arresta la crescita delle due ruote. Nel ciclismo professionistico contemporaneo, la dimensione economica delle squadre ha raggiunto livelli sempre più rilevanti, con un volume complessivo che supera i 650 milioni di euro

Secondo i dati diffusi dall’Unione Ciclistica Internazionale e riportati da Il Sole 24 Ore, riferiti alle 20 principali formazioni – 18 World Tour e due Professional il costo medio per team è cresciuto ulteriormente, passando da 31,6 a 33,1 milioni di euro nel giro di una sola stagione.

Il calendario World Tour

Il calendario World Tour, inaugurato il 20 gennaio in Australia con il Tour Down Under, si svilupperà lungo tutto l’anno fino al 18 ottobre, quando si chiuderà in Cina con il Tour of Guangxi.

Nel frattempo sul fronte sportivo con l’avvento della primavera la stagione 2026 è ormai entrata nella sua fase più intensa, dopo un avvio già ricco di gare spettacolari che hanno dato segnali importanti. 

La vittoria di Tadej Pogačar alla Milano-Sanremo ha rappresentato un passaggio simbolico, arrivato dopo il dominio dello sloveno alle Strade Bianche e in un contesto in cui la Tirreno-Adriatico aveva già incoronato il messicano Isaac Del Toro. 

L’assegnazione delle licenze triennali

Nel corso della stagione si susseguiranno 36 appuntamenti tra grandi corse a tappe e Classiche Monumento, coinvolgendo le 18 squadre d’élite e, grazie alle nuove regole, anche le cinque migliori formazioni Professional del ranking Uci. 

A queste si aggiungeranno, di volta in volta, le squadre con licenza nel Paese ospitante della singola gara, ampliando ulteriormente la partecipazione e rendendo il sistema più inclusivo e competitivo.

Un passaggio chiave per il triennio 2026-2028 è stato rappresentato dall’assegnazione delle licenze da parte dell’Uci. Nel panorama maschile sono state confermate 18 squadre World Tour, tra cui spicca la fusione tra Lotto e Intermarché-Wanty, ora unite sotto un’unica denominazione. 

La geografia del ciclismo

La geografia del ciclismo vede una forte presenza belga, mentre Francia, Germania e Paesi Bassi mantengono due rappresentanti ciascuno; restano centrali anche le realtà del Golfo come Bahrain Victorious e UAE Emirates, insieme a team storici provenienti da Spagna, Regno Unito, Stati Uniti e Australia.

Accanto alle conferme, non mancano le novità e le esclusioni, che ridisegnano gli equilibri del movimento. Debuttano nel World Tour nuove realtà come gli svizzeri di Nsn e i norvegesi di Uno-X Mobility, mentre Cofidis e Q36.5 non sono riuscite a ottenere la licenza massima, trovando spazio nella categoria Professional insieme ad altre 14 squadre. 

In ambito femminile, invece, il movimento continua a crescere: nel 2026 le squadre World Tour sono salite a 14, con un’espansione significativa anche sul piano economico, mentre permane l’assenza di formazioni italiane nella massima categoria.

Il budget delle squadre di vertice

Sul piano finanziario, i numeri confermano una traiettoria di crescita costante. Il budget complessivo delle squadre di vertice è passato dai 570 milioni del 2025 agli attuali 650 milioni, con alcune realtà – come UAE Emirates, Visma, Lidl-Trek, Red Bull e Ineos – che operano ormai con risorse comprese tra i 40 e i 50 milioni annui. 

Parallelamente, anche gli ingaggi dei corridori sono aumentati sensibilmente: gli atleti di fascia più alta superano in media i 650mila euro annui, mentre quelli contrattualizzati come dipendenti si attestano attorno ai 384mila euro.

Le cifre raggiungono picchi ancora più elevati nei casi dei campioni più affermati e delle operazioni di mercato più rilevanti. Tadej Pogačar percepisce circa 8 milioni di euro a stagione dal suo team.

Il ruolo preminente dell’Italia

Al contempo, il trasferimento di Remco Evenepoel alla Red Bull ha generato un investimento complessivo vicino ai 20 milioni tra indennizzi e contratto pluriennale. Una dinamica che trova riscontro anche nel ciclismo femminile, dove il budget totale delle squadre World Tour è cresciuto in pochi anni da 46 a 80 milioni di euro.

Infine, l’Italia continua a mantenere un ruolo di primo piano nel settore della produzione di biciclette, confermandosi un punto di riferimento a livello globale, una presenza che testimonia la solidità e il prestigio dell’industria ciclistica italiana.

Nel 2026 quattro marchi di origine italiana saranno presenti nel World Tour: Pinarello al fianco di Ineos Grenadiers, Wilier con Groupama, Colnago con UAE Emirates e Bianchi, scelta da Bahrain Victorious dopo la fine del rapporto con Merida.