Antonini torna alla carica: chiesti 80 milioni di euro di danni tra FIP e Lega Basket

Il presidente di Trapani Basket punta ad ottenere un risarcimento per l’esclusione dal massimo campionato cestistico presa dagli organi federali.

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Image credits: LBA

Valerio Antonini torna all’attacco. Il presidente della Trapani Shark rilancia lo scontro con Federazione Italiana Pallacanestro e Lega Basket, annunciando azioni legali concrete e richieste di risarcimento complessive per 80 milioni di euro.

L’imprenditore ha annunciato la prosecuzione della battaglia all’interno di un video, in cui ha fornito aggiornamenti sulla vicenda, ribadendo con forza la propria posizione contraria all’esclusione dal campionato e alle annesse decisioni federali.

Le richieste di risarcimento

Nel dettaglio, il patron granata ha già definito le cifre delle richieste economiche. La FIP riceverà entro i primi di aprile una domanda di risarcimento pari a 70 milioni di euro, mentre alla Lega Basket – già notificata formalmente – sarà avanzata una richiesta da 10 milioni.

«La Federazione Pallacanestro si vedrà recapitare entro i primi di aprile una richiesta di risarcimento danni già calcolata in 70 milioni di euro, mentre la Lega Basket riceverà una richiesta danni, come già notificato per iscritto, di 10 milioni di euro. Vedremo come andrà a finire questa diatriba. Loro sono convinti di poter stare tranquilli, io invece sono convinto che la giustizia trionferà».

Accanto al tema economico, resta centrale la questione sportiva. Antonini continua a rivendicare la restituzione del titolo di Serie A, ritenendo illegittima l’esclusione della Trapani Shark dal campionato.

«Noi dovremo essere risarciti in maniera clamorosa per i danni che abbiamo subito e dovranno restituirci, gioco forza, il titolo di Serie A, indebitamente tolto con decisioni clamorose sia da parte della Lega sia da parte della Federazione Pallacanestro».

Il progetto per la cittadella dello sport

Lo scontro potrebbe però spostarsi anche sul piano della giustizia amministrativa. Antonini ha infatti evocato un possibile ricorso al TAR, indicando nell’8 maggio una data chiave per l’evoluzione della vicenda e aprendo a scenari che coinvolgerebbero direttamente il campionato in corso.

«Su questo non mollerò fino all’ultimo e, se sarò costretto, chiederemo al TAR la sospensione definitiva di questo campionato. Se l’8 maggio andrà come noi speriamo, le decisioni prese dalla Federazione potranno essere considerate dalla giustizia ordinaria assolutamente nulle. E quindi si potrà procedere anche in sede di TAR per una richiesta di sospensiva definitiva di questo campionato che considero farlocco e che ha privato sul campo della squadra più forte che c’era in quel momento, ossia la Trapani Shark».

Parallelamente alla battaglia legale, emerge anche una riflessione più ampia sul futuro. Antonini, intervenuto anche nel corso di SiraPodcast, ha raccontato i retroscena di un progetto ambizioso mai realizzato a Trapani, legato a un investimento da 170 milioni di euro per una Cittadella dello Sport: «Avevo un grande piano che non mi è stato consentito di portare avanti».

Secondo l’imprenditore, l’accordo con il fondo GEM era pronto a varare un’operazione ambiziosa con forti ricadute per il territorio e la creazione di centinaia di posti di lavoro. Tuttavia, ostacoli di natura politica e locale avrebbero impedito lo sviluppo dell’iniziativa, contribuendo al crollo del progetto sportivo.

La potenziale ripartenza in un’altra città

Nonostante il contesto complesso, Antonini ribadisce la volontà di tutelare il patrimonio sportivo costruito negli anni, accompagnata dalla convinzione che le prossime sentenze possano cambiare radicalmente lo scenario.

«Ora la mia priorità è salvare i titoli sportivi: non permetterò che vengano toccati dopo tutto quello che ho investito. Può sembrare un momento di grande difficoltà, ma le sentenze che arriveranno dalla giustizia ordinaria e dalla Commissione Tributaria ribalteranno tutto».

Nel frattempo, lo sguardo è già proiettato oltre Trapani. Antonini non esclude una ripartenza in un’altra città, pronto a rilanciare le proprie ambizioni nel basket italiano con un nuovo progetto: «Sono pronto a ripartire in una nuova città e con nuovi stimoli».

La sensazione è che la vicenda sia ancora lontana dalla conclusione. Tra aule di tribunale, richieste milionarie e nuovi scenari sportivi, Antonini resta protagonista di uno scontro destinato a segnare il panorama del basket italiano nei prossimi mesi.

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