Velasco rilancia le Azzurre: Antropova schiacciatrice, gestione e futuro

Il commissario tecnico della Nazionale femminile di pallavolo Velasco annuncia la novità tattica: Antropova sperimenterà il ruolo di schiacciatrice per l’intera VNL. Intanto conferma la linea dura sulle convocazioni.

Julio Velasco
Verso gli impegni internazionali
Image Credits: FIPAV

Il commissario tecnico della Nazionale femminile di pallavolo, Julio Velasco, non si accontenta dei successi già ottenuti e guarda avanti con la stessa fame di chi non ha ancora vinto nulla. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il tecnico argentino ha tracciato la rotta verso la stagione estiva 2026, annunciando cambiamenti tattici significativi e confermando la sua filosofia di gestione del gruppo.

La mossa a sorpresa: Antropova schiacciatrice e il rebus del sestetto

La notizia più rilevante riguarda Ekaterina Antropova, finora impiegata come opposta. «Voglio provarla per tutta la Nations League in questo ruolo, – ha dichiarato. – Poi prima dell’Europeo valuteremo i risultati e capiremo se vale la pena andare avanti col progetto».

Le ragioni sono tecniche e concrete: sfruttarne maggiormente la battuta, il muro contro avversarie fisiche come Haak, Boskovic e Vargas, oltre agli ottimi colpi da posto quattro.

Il progetto apre a scenari di formazione inediti: non è escluso che Sylla possa affiancare contemporaneamente Antropova ed Egonu, un tridente offensivo che due anni fa Velasco aveva scartato ritenendo la schiacciatrice non ancora pronta in ricezione. «In questi due anni è migliorata, si è applicata con successo», ha chiarito il ct alla Gazzetta.

In orbita azzurra restano comunque Nervini e Giovannini, con Stella punto di riferimento a Chieri e Gaia definita «il nostro jolly in difesa».

Gestione del gruppo

Sul fronte organizzativo, Orro, Danesi, Sylla ed Egonu godranno di quattro settimane di riposo dopo l’ultima partita in club, con rientro previsto dopo la fase a gironi di VNL.

Chiusa l’era di Monica De Gennaro definita dal ct «un patrimonio della pallavolo italiana che non va disperso»,  l’eredità da libero è affidata a Fersino, Spirito e Moro, tutte in crescita.

Nello staff entra come assistente Valerio Lionetti, scelto con un criterio dichiarato: «Non lo conoscevo, ma ho usato un metodo semplice: la meritocrazia».

Nessuna apertura, infine, sul fronte delle convocazioni: le atlete che nella scorsa stagione rinunciarono autonomamente al raduno non torneranno in azzurro per propria iniziativa. «Porto avanti questa cosa dal 1989 ed è sempre risultata vincente», ha ribadito Velasco. La disponibilità alla maglia azzurra resta incondizionata: «Siamo noi a deciderlo, con lo staff medico della Nazionale insieme a quello dei club».

Niente eccezioni, niente ritorni unilaterali.

Il futuro di Velasco e il sistema-pallavolo

Il ciclo olimpico verso Los Angeles 2028 sarà verosimilmente l’ultimo sulla panchina azzurra: «Penso di sì, poi spazio a qualcun altro», ha confessato alla Gazzetta, escludendo categoricamente un futuro da dirigente.

Come ricordato da Volleyball News in occasione di un recente incontro formativo al Centro Pavesi di Milano, Velasco continua a essere una figura centrale non solo per la Nazionale ma per l’intero movimento pallavolistico italiano, capace di parlare ai tecnici di ogni livello con la stessa chiarezza con cui guida le campionesse olimpiche.

Sul piano strutturale, il tecnico si è espresso anche contro un campionato femminile a 14 squadre – «ne basterebbero 12» – e ha bocciato senza appello l’ipotesi di spostare i Mondiali a gennaio: «Sarebbe un disastro. Se c’è una cosa che funziona rispetto ad altri sport è che le stagioni di club e nazionali sono separate».

Due ori consecutivi, olimpico e mondiale, più due Nations League: il bilancio parla da solo. Eppure Velasco si presenta alla stagione 2026 come se ci fosse tutto da dimostrare. Forse è proprio questo il segreto.

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