World Athletics, Mondiali indoor a India e Kazakistan: l'atletica punta sui mercati emergenti

L’Odisha ospiterà i Campionati Mondiali Indoor del 2028, prima volta assoluta per l’India. Astana si aggiudica l’edizione 2030, Hefei la marcia a squadre. World Athletics accelera la sua espansione nei mercati emergenti.

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Image Credits: GRANA/ FIDAL FIDAL

La 240ª riunione del Consiglio Mondiale di Atletica Leggera, svoltasi mercoledì 18 e giovedì 19 marzo a Toruń, in Polonia, alla vigilia dei Campionati Mondiali Indoor di Atletica Leggera Kujawy Pomorze 26, ha sancito due assegnazioni destinate a segnare la traiettoria geopolitica dello sport dei record: l’Odisha, stato dell’India orientale affacciato sul Golfo del Bengala, ospiterà i Campionati Mondiali Indoor del 2028; Astana, capitale del Kazakistan, quelli del 2030.

«Nell’assegnare le prossime due edizioni di questi prestigiosi campionati a Odisha e Astana, – ha dichiarato il presidente di World Athletics Sebastian Coe, – sono lieto che i Campionati Mondiali Indoor continuino a crescere e ad affascinare il pubblico di tutto il mondo, e che le nostre prossime due sedi rappresentino la nostra strategia di portare i nostri eventi nei mercati emergenti».

A Hefei, in Cina, è andato invece il titolo dei Campionati mondiali a squadre di marcia del 2028.

Prima volta dell’India, ritorno in Kazakistan

Dal 3 al 5 marzo 2028, l’India ospiterà per la prima volta in assoluto una competizione mondiale di atletica leggera. Una scelta non casuale: l’Odisha vanta già una tradizione nella gestione di eventi internazionali, avendo organizzato i Campionati Asiatici nel 2017 e una tappa del World Athletics Continental Tour Bronze.

«Questo è un momento di grande orgoglio non solo per l’Odisha, ma per l’intera nazione indiana», ha commentato il Primo Ministro dello stato Shri Mohan Charan Majhi, sottolineando il decennio di investimenti in infrastrutture sportive e programmi di alto rendimento che ha trasformato la regione in una destinazione di primo piano per il movimento sportivo internazionale.

Per quanto riguarda il Kazakistan, invece, si tratta di un ritorno di competizioni World Athletics. Astana, che ha già ospitato i Campionati Asiatici Indoor nel 2023 e le tappe del World Indoor Tour Gold nel 2024 e nel 2025, si prepara ad accogliere l’edizione 2030 dei Campionati Mondiali Indoor, che si terranno dal 15 al 17 marzo.

«Questo importante traguardo è un riconoscimento degli sforzi compiuti dal nostro Paese per sviluppare l’atletica leggera», ha dichiarato il presidente della Federazione kazakha Askhat Khasenov.

Il circuito si espande così verso l’Asia centrale, confermando la vocazione di World Athletics a penetrare bacini d’utenza ancora inesplorati dal grande sport.

La Cina consolida il suo percorso

L’assegnazione a Hefei dei Campionati mondiali a squadre di marcia del 2028, in programma il 9 aprile, è l’ultimo tassello di un piano quadriennale che abbraccia Nanchino (2025), Guangzhou (2025), Yangzhou (2027) e Pechino (2027), prima dell’approdo nella capitale dell’Anhui, città da dieci milioni di abitanti in forte espansione economica.

«La Federazione cinese collaborerà a stretto contatto con il comitato organizzatore di Hefei per portare avanti i preparativi con standard elevati», ha assicurato il presidente Sun Yuanfu.

Il nodo del format: verso i “Mondiali di pista corta”

Le assegnazioni geografiche si inseriscono in un dibattito più profondo sul futuro della rassegna indoor. L’introduzione degli Ultimate Championships negli anni pari ha di fatto ridimensionato il peso specifico dei Mondiali indoor: la manifestazione biennale mette in palio 2,4 milioni di dollari contro i 10 milioni dell’evento di Budapest, e il confronto è impietoso.

La risposta di World Athletics, riporta Sport e Finanza, passa da una possibile rebranding della competizione in “Mondiali di pista corta”, formula che consentirebbe maggiore flessibilità geografica, aprendo le porte anche ai paesi caldi d’inverno. Non si esclude, nel lungo periodo, un passaggio dal circuito coperto a quello all’aperto.

L’obiettivo dichiarato è la destagionalizzazione dell’atletica, con picchi di interesse distribuiti nell’arco dell’anno senza rinunciare al tradizionale calendario invernale. Un riequilibrio che si accompagna a un piano di innovazioni tecniche e regolamentari già in discussione in seno alla federazione: dalla misurazione dei salti senza asse di battuta all’introduzione di nuove gare come la 4×100 mista o il miglio a ostacoli, fino alle partenze a handicap nelle prove multiple.

Qualificazioni, trasferimenti e regole tecniche

Sul fronte normativo, il Consiglio ha approvato una revisione del sistema di qualificazione ai Campionati Mondiali e ai Giochi Olimpici, con un nuovo modello che prevede il 40% degli atleti qualificati tramite standard di ammissione e il restante 60% attraverso la classifica mondiale, modificando la precedente ripartizione paritaria. I principi si applicano agli eventi di categoria C e superiori.

Approvate anche modifiche al Regolamento sul Trasferimento di Cittadinanza, con norme più stringenti in materia di reclutamento di atleti minorenni da parte dei club, tetto al numero di domande per ciclo olimpico e obbligo di integrazione con i programmi di sviluppo delle federazioni richiedenti.

Il regolamento aggiornato chiarisce che le nuove norme non riguardano le scelte personali degli atleti su dove vivere, lavorare o allenarsi, ma unicamente la rappresentanza nelle competizioni a squadre nazionali.

Sul piano tecnico, tra le modifiche approvate spicca l’esclusione dal Regolamento sulle calzature sportive delle gare di lancio da pedana circolare – getto del peso, disco e martello – lasciando così agli atleti piena libertà di scelta nel calzare.

Maratona aperta a tutti: un orizzonte da costruire

Sullo sfondo, l’atletica guarda ancora più lontano. I Mondiali di corsa su strada 2026, in programma a Copenaghen, coinvolgeranno circa 65mila partecipanti, mescolando élite e amatori in uno stesso evento.

L’obiettivo a lungo termine è ancora più ambizioso: un Mondiale di maratona separato e aperto a tutti entro il prossimo decennio. La sfida, per la regina dei Giochi, è restare tale in un panorama sportivo sempre più competitivo e frammentato.