Milano Cortina cambia il paradigma: le atlete dominano il medagliere e la presenza mediatica

La crescita della partecipazione e dei successi femminili ridefinisce il racconto delle Olimpiadi, anche se permangono margini di miglioramento sul fronte del linguaggio.

Olimpiadi atlete media
gerarchia ribaltata
Image credits: Coni

Milano Cortina si è tinta di rosa. Guardando all’edizione appena conclusa dei Giochi Invernali, emerge come sul fronte della visibilità mediatica le atlete hanno occupato il 58% dello spazio informativo, superando nettamente gli uomini, fermi al 42%, riporta Il Sole 24 Ore

Questi elementi emergono dalla ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026”, in un’analisi è calcolata in base alla copertura dei telegiornali italiani nel corso delle settimane olimpiche.

La ricerca realizzata dall’Osservatorio di Pavia

La ricerca è stata promossa dal Comitato Olimpico Internazionale e da Fondazione Bracco, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, e presentata presso il Palazzo della Regione Lombardia.

Lo studio, realizzato dall’Osservatorio di Pavia, è stato concepito come un’analisi longitudinale capace di osservare l’evoluzione della copertura mediatica nel tempo, prendendo in esame la televisione nazionale tra luglio 2024 e marzo 2026, dai Giochi di Parigi fino a quelli italiani, passando per un anno di informazione ordinaria.

Il risultato emerso non può essere interpretato come una semplice scelta editoriale, ma come il riflesso di un cambiamento più profondo nel sistema sportivo e nel modo in cui viene raccontato. 

Il record di partecipazione femminile

Le Olimpiadi invernali hanno raggiunto il massimo storico di presenza femminile, attestandosi attorno al 47%, un livello che si è poi ulteriormente amplificato poi dai risultati sportivi ottenuti.

 «I Giochi di Milano Cortina 2026 hanno registrato il più alto livello di partecipazione femminile nelle Olimpiadi invernali –  ha sottolineato dal Sottosegretario allo Sport e ai Giovani di Regione Lombardia Federica Picchi, –: il 47,9% degli atleti erano donne, protagoniste assolute del medagliere».

Il dato sulla partecipazione femminile rappresenta un passaggio chiave per comprendere l’evoluzione del racconto mediatico, che si è adattato ad un sostanziale bilanciamento nella rappresentanza tra gli atleti. 

«Grazie all’insieme del movimento olimpico, abbiamo realizzato i Giochi Olimpici Invernali più equilibrati dal punto di vista di genere nella storia», ha sottolineato Charlotte Groppo, responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale. 

Il linguaggio narrativo

Come spesso accade, sono proprio le vittorie a orientare il racconto mediatico, ridefinendo priorità e gerarchie delle notizie: quando cambiano i protagonisti sul campo, inevitabilmente cambia anche il modo in cui vengono raccontati. 

L’analisi della copertura televisiva conferma questa dinamica: il 53% delle notizie ha riguardato competizioni miste, mentre il 24% si è concentrato su gare femminili e il 23% su quelle maschili. Anche sul fronte delle interviste emerge equilibrio, con una distribuzione del 49% per le donne e del 51% per gli uomini.

Tuttavia, se sul piano quantitativo il progresso appare evidente, sul versante qualitativo – in particolare nell’utilizzo del linguaggio narrativo – restano ancora margini di miglioramento significativi.

Sul piano qualitativo, il quadro appare in evoluzione ma non ancora del tutto trasformato: nell’84% dei casi il linguaggio utilizzato risulta corretto e inclusivo, segnale di una maggiore attenzione da parte dei media. 

Persistono però alcune narrazioni consolidate, come l’enfasi sulla dimensione personale delle atlete, il riferimento alla maternità o una certa costruzione simbolica della figura femminile. Si tratta di elementi che indicano un cambiamento in atto, ma non ancora pienamente stabilizzato.

La copertura delle Paralimpiadi

Uno scenario diverso emerge analizzando la copertura delle Paralimpiadi, dove la visibilità complessiva si riduce drasticamente a sole 25 notizie. In questo contesto, il divario di genere torna ad ampliarsi.

Le atlete rappresentano il 26% dei partecipanti ma ottengono appena il 14% dello spazio mediatico, un dato che evidenzia come i progressi osservati durante le Olimpiadi non si estendano automaticamente ad altre manifestazioni sportive.

Milano Cortina 2026 lascia quindi un’indicazione chiara: quando aumenta l’equilibrio in termini di partecipazione e si raccolgono risultati di primo piano anche il racconto mediatico tende ad adeguarsi.

Tuttavia, senza un cambiamento strutturale e continuo, questa evoluzione rischia di rimanere legata a eventi straordinari. Le Olimpiadi, in questo senso, si confermano un potente acceleratore del cambiamento, ma non ancora una svolta definitiva.