Un nuovo palazzetto per il basket a Milano: i costi dell'opera stimati in 400 milioni di euro

L’arena potrebbe sorgere a San Donato, nell’area inizialmente individuata dal Milan per il nuovo stadio, e ospitare la nuova squadra cestistica milanese di NBA Europe: sullo sfondo il derby con Oaktree.

Arena San Donato
gli scenari infrastrutturali
Image credits: Depositphotos

Fermento sul fronte cestistico a Milano. Il futuro del basket europeo passa dal capoluogo lombardo, dove nelle prossime settimane dovrebbe delinearsi con maggiore chiarezza lo scenario legato a NBA Europe.

Entro fine marzo è attesa la decisione sull’eventuale presentazione di un’offerta non vincolante alla lega statunitense per entrare a far parte della competizione continentale che potrebbe prendere forma tra il 2027 e il 2028.

Il dossier NBA Europe sul tavolo di Oaktree e RedBird

L’NBA considera Milano una piazza strategica insieme a Roma e guarda con interesse anche ai grandi club calcistici europei e alle loro proprietà, dal Real Madrid al Barcellona passando per il PSG, fino al fondo PIF che controlla il Newcastle e avrebbe messo gli occhi su Londra, secondo quanto appreso da The Athletic.

A Milano, in prima fila sul dossier ci sarebbero le proprietà di Inter e Milan, con RedBird e Oaktree che starebbero valutando concretamente l’operazione, avendo già visionato le carte del progetto e avviato le interlocuzioni.

In questo contesto si inseriscono i contatti dei fondi con l’Olimpia Milano, attualmente legata all’Eurolega fino al 2036, che rappresentano un ulteriore tassello di una partita complessa, in cui non si escludono scenari di collaborazione o integrazione tra diversi attori. 

Il quadro sulle infrastrutture sportive indoor milanesi

Il derby in corso sotto l’ombra della Madonnina avrà degli importanti risvolti sul contesto sportivo, ed è inoltre destinato ad avere un forte impatto anche sul panorama infrastrutturale della città. 

Per la nuova franchigia emergerebbe infatti immediatamente una necessità chiave: dotarsi di un’arena moderna, costruita secondo gli standard NBA che prevedono una capienza di almeno 15mila spettatori e spazi idonei ad ospitare il club.

Le attuali strutture milanesi non rispondono a questi requisiti: il Forum di Assago infatti arriva ad ospitare fino a 12.600 spettatori per il basket, mentre l’Arena Santa Giulia ha una vocazione più spiccata lato eventi e manca dunque di alcuni spazi critici.

«La struttura non ha una seconda palestra ne spogliatoi – ha osservato Umberto Gandini nel corso dell’evento “Lo Sport Italiano alla prova della sostenibilità”, organizzato da Sport e Finanza ed LCA Studio Legale -, è adatta ad ospitare manifestazioni come il tennis e le Olimpiadi con strutture temporanee ma non un team resident sul modello degli impianti nordamericani».

L’opzione San Donato

I limiti infrastrutturali dei palazzetti milanesi rendono inevitabile la valutazione di un nuovo impianto. Qualora nell’operazione fosse coinvolto il fondo di Gerry Cardinale, la soluzione più naturale sarebbe l’ipotesi San Donato Milanese, area già acquisita da RedBird con l’obiettivo iniziale di realizzare il nuovo stadio del Milan. 

Sebbene il progetto calcistico abbia poi virato definitivamente su San Siro, il terreno resta disponibile e dotato delle necessarie autorizzazioni, configurandosi come una soluzione concreta per un’arena dedicata al basket.

La possibile strada di un impianto cestistico valorizzerebbe l’impiego di risorse effettuato nel corso degli anni dal club rossonero per lo sviluppo dell’area, che, secondo quanto ricostruito da Calcio e Finanza, ammonta complessivamente a 55 milioni di euro.

La costruzione di un nuovo palazzetto comporterebbe un ulteriore investimento stimato da La Gazzetta dello Sport intorno ai 400 milioni di euro, cifra rilevante, ma comunque significativamente inferiore rispetto ai costi previsti per uno stadio.

La concorrenza sul fronte intrattenimento

La struttura arriverebbe a una capienza di 17-18mila posti, e sarebbe pensata in un’ottica multifunzionale, offrendo un palinsesto di eventi che includerebbe concerti ed eventi in modo da assicurarne la sostenibilità economica.

Su questo fronte si apre però una criticità rilevante legata alla concorrenza interna al mercato milanese, che, come già visto. dispone di altri due rilevanti impianti indoor gestiti da due colossi dell’entertainment: Live Nation nel caso del Forum e CTS Eventim per il Santa Giulia.

«Il Santa Giulia si allontana dalla vocazione sportiva – ha osservato Gandini -, l’arena è stata pensata nell’ottica di avere una sostenibilità economica che può essere garantita soltanto ospitando in maniera continuativa eventi e concerti nel corso dell’anno, con lo sport che passa in secondo piano».

Un nuovo palazzetto a San Donato colmerebbe quindi un vuoto rilevante sul fronte sportivo, aumentando però la competizione per concerti ed eventi, creando un equilibrio fragile tra tre grandi strutture che si contenderebbero lo stesso mercato.

Il punto sulle tempistiche

Sul fronte delle tempistiche, è altamente improbabile che una nuova arena possa essere pronta per l’ipotetico debutto della NBA Europe nell’autunno 2027, rendendo necessaria una soluzione temporanea nei primi anni

Tra la fase di progettazione, stimata in circa 12 mesi, e la costruzione che richiederebbe almeno due anni qualora si procedesse senza intoppi, l’orizzonte realistico porta a un completamento in 3-4 anni.

La decisione finale su NBA Europe, attesa a breve, potrebbe quindi rappresentare il primo passo verso una trasformazione significativa del panorama infrastrutturale milanese, nel contesto di una competizione destinata a ridefinire gli equilibri sportivi e urbani della città.

Sport

Basket