Vincere il Sunshine Double nello stesso anno solare è un’impresa riuscita a poche divinità del tennis, come Agassi, Sampras e poi Federer e Djokovic. Ed è un obiettivo a cui Jannik Sinner, fresco del successo dell’Indian Wells – conquistato per la prima volta in carriera – potrebbe tranquillamente ambire.
Sull’asfalto caldo dell’Hard Rock Stadium di Miami dove si è appena aperto il secondo Master 1000 (qui la guida completa di Sport e Finanza) statunitense che completa la coppia del Sunshine Double, Jannik aveva già trionfato nel 2024, anno assolutamente da incorniciare per la consacrazione del campione.
Anno magico, partito con la vittoria del primo Grande Slam (Australian Open) e culminato con il successo “casalingo” delle Atp Finals e della Coppa Davis.
Ed è stato proprio il torneo di Miami a rappresentare un importante crocevia, con la conquista del tredicesimo titolo che ha spianato la strada al raggiungimento della vetta del ranking Atp.
Tornando all’attualità, Jannik esordirà al secondo turno a Miami, è in buona compagnia di connazionali (Musetti, Berrettini, Cobolli, Darderi e Arnaldi) e più che fregiarsi del titolo della vittoria del Sunshine Double, punta ritornare numero 1 del tennis maschile a stretto giro.
Dopo la vittoria a Indian Wells – e l’uscita di scena di Carlos Alcaraz in semifinale – la distanza di Jannik da Carlos pesa “solo” 2.150 punti (13.550 vs. 11.400).
Va da sé che non basta un altro Master 1000 per tornare numero uno e, anche considerando che il campione azzurro non ha punti “da difendere” rispetto allo scorso anno (squalificato per il caso Clostebol), fino a Madrid, bisognerà attendere la stagione dei tornei su terra rossa, per vedere accendersi la rincorsa alla vetta.
La corsa verso il numero 1 passa dalla terra rossa: Montecarlo, Madrid e Roma
Montecarlo, Madrid e Roma rappresentano quindi il grosso della sfida, con Carlos che dovrà difendere 2.330 punti e Jannik solo 650 per la finale degli Internazionali dello scorso anno, teatro anche del suo ritorno in campo.
Il momento decisivo sarà poi Parigi, con il Roland Garros che lo scorso anno ha visto la vittoria di Carlos su Jannik, in una finale epica di oltre 5 ore.
A Miami Sinner può dunque dare un segnale forte all’amico e rivale su quella che vuole essere la sua stagione 2026.
Dal canto suo Alcaraz è partito velocissimo quest’anno con la vittoria degli Australian Open e con Miami ha un conto in sospeso, considerando che nel 2025 è uscito addirittura al secondo turno.
Dall’avvio del torneo alla finale del 29 marzo il cammino è lungo ma, quel che è certo è che i due antagonisti sono alle parti opposte del tabellone il che si traduce nel possibile incontro – e scontro – solo in finale.
Un epilogo che vogliono sponsor e broadcaster e soprattutto il pubblico che è a dir poco abituato.
L’eterno ritorno dell’uguale: le finali Carlos – Jannik
Sì perché le finali tra Jannik e Carlos sono quanto di più consueto – oltre che spettacolare – sta regalando il tennis nelle ultime stagioni.
Un dato, per così dire curioso, rilevato da La Gazzetta dello Sport: se i due giovani dioscuri della racchetta prendono parte a un torneo, uno dei due finirà per vincerlo.
E il dominio potrebbe raggiungere a breve in due anni perché per trovare un vincitore – nei tornei di peso del circuito Atp – che non sia Alcaraz o Sinner occorre tornare al Master 1000 di Madrid, edizione 2024 per vedere un nome “alternativo” come vincitore, ossia Andrei Rublev.
Sulla terra rossa di Madrid due anni fa, Jannik era incappato nell’infortunio all’anca che gli costò anche gli Internazionali di Roma mentre Carlos uscì di scena ai quarti per mano proprio di Rublev.
Dopo quell’episodio, solo il deserto per gli avversari.
Per ben 18 volte il numero 1 e il numero 2 del tennis mondiale, quando hanno scritto entrambi i nomi sul tabellone, hanno vinto – in tandem – è il caso di dirlo, il titolo finale, spartendosi equamente il bottino con nove successi a testa.
Sinner e Alcaraz dominio di coppia: equilibrio anche nei successi Master 1000
Entrambi hanno conquistato sei diversi Masters 1000, e possono puntare al record del monumento vivente – e giocante – Novak Djokovic, l’unico ad averli conquistati tutti e nove.
A Sinner manca all’appello il trittico di terra rossa, Montecarlo, Madrid e Roma mentre allo spagnolo il trio tra Canada, Shanghai e Parigi Nanterre.
Un gemellaggio che trova conferma anche nel numero di finali – 34 a testa – e nelle settimane in vetta al ranking, con le 63 attuali di Carlos che raggiungeranno nel mese di aprile le 66 di Jannik prima del possibile nuovo sorpasso di Jannik che, come detto non potrà avvenire prima di fine maggio-inizio giugno.
Ora testa a Miami perché se i due sono impegnati nella loro sfida “fratricida” gli antagonisti non intendono accontentarsi di certo delle briciole per sempre.