Dopo le medaglie, il futuro: la FISG lavora per lasciare il ghiaccio ai giovani milanesi

La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) e Fondazione Fiera Milano al lavoro per trasformare l’eredità olimpica in infrastruttura permanente. Il modello punta all’autosufficienza economica.

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Impegno sportivo
Image Credits: Ferdinando Mezzelani/CONI

L’entusiasmo dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 non si è ancora spento, e già si lavora per non disperderne l’energia. La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) e Fondazione Fiera Milano (Ffm) hanno avviato una collaborazione concreta per dotare la città metropolitana di un impianto dedicato agli sport del ghiaccio, colmando un vuoto infrastrutturale che si trascina da anni.

Prima una struttura temporanea, poi il permanente

Il percorso si articola in due fasi. Nell’immediato, le parti stanno valutando la realizzazione di una struttura temporanea nell’area di Rho Fiera, capace di ospitare attività sportive ed eventi. Nel medio periodo, l’obiettivo è un impianto permanente, moderno e adeguato alle esigenze di una grande metropoli europea.

L’idea, secondo quanto riferito a MF – Milano Finanza, nasce dall’ascolto del territorio. Il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, ha raccolto fin dal suo insediamento «un diffuso malcontento per l’assenza di una struttura del ghiaccio adeguata in città», un gap reso ancora più evidente dall’Olimpiade. «Vogliamo permettere ai giovani di vincere quelle medaglie per cui hanno gioito in queste settimane», ha dichiarato.

Gios: «Progetto remunerativo, non un peso pubblico»

Il presidente della FISG, Andrea Gios, traccia le coordinate strategiche dell’iniziativa e sgombera il campo da equivoci: non è coinvolto né intende assumere alcun ruolo nella eventuale presidenza di una nuova società sportiva milanese. «Il mio unico interesse è favorire la crescita del movimento degli sport del ghiaccio», ha precisato.

Sul modello economico, Gios è netto.

«Il progetto nasce con un presupposto chiaro: deve essere economicamente autosufficiente. Un modello con una propria solidità finanziaria, capace di sostenersi nel tempo, in cui i ricavi siano in grado di coprire i costi. – Ha dichiarato nell’intervista realizzata da Sport e Finanza post Giochi Olimpici. E aggiunge: – Siamo convinti che un’iniziativa che gravi totalmente sulle risorse pubbliche non possa avere un futuro stabile. Se riusciremo a dimostrare che una struttura di questo tipo può funzionare a Milano, potremo considerarlo un modello replicabile anche in altre grandi città».

Hockey e settore giovanile al centro

Sul fronte sportivo, sono già stati avviati contatti con la dirigenza dell’Hockey Club Milano Devils, a conferma che il progetto intende partire dal tessuto locale.

L’idea è costruire attorno a una base giovanile solida per poi affiancarle una squadra professionistica di hockey capace di fungere da volano per l’intero movimento.

Restano aperte interlocuzioni con diversi soggetti del panorama sportivo e imprenditoriale interessati allo sviluppo delle attività legate agli sport del ghiaccio.

Il nodo della legacy, risolto?

Per anni il tema dell’eredità olimpica ha rappresentato la principale criticità attorno ai Giochi. Gios ritiene che quella pagina stia per voltarsi, come dichiarato nel corso dell’intervista: «L’impegno assunto dall’amministrazione comunale, dalla Regione e da Ente Fiera rappresenta un passaggio decisivo. La legacy, che appariva come l’unica vera criticità di un’Olimpiade straordinaria, può oggi essere superata».

Sullo sfondo, i ringraziamenti della Federazione al sindaco di Milano Giuseppe Sala, al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e agli investitori privati che stanno partecipando al tavolo con spirito costruttivo.

Il cantiere è aperto, per ora solo sulla carta, ma la direzione sembra finalmente definita.