La sostenibilità è davvero sostenibile per lo sport? Si è aperto con questo quesito il convegno “Lo sport italiano alla prova della sostenibilità” co-organizzato da LCA Studio Legale e Fair Play Media, la società a cui fanno capo Calcio e Finanza e Sport e Finanza.
In un contesto globale in cui l’attenzione sul tema sta progressivamente calando, per via del cambio di policy nelle agende politiche guidato dagli Stati Uniti, il mondo dello sport si interroga sul ritorno economico e sociale delle pratiche di sostenibilità.
L’evento, rivolto a un pubblico di professionisti e operatori della sport industry e realizzato con il supporto di Vamos! Sport Activation Partner, si è tenuto nella cornice dell’auditorium della sede milanese di LCA Studio Legale in zona Moscova.
L’Osservatorio Sport e Sostenibilità
I lavori si sono aperti con l’introduzione del ceo di Fair Play Media Andrea Di Biase, che inquadra il fenomeno da un punto di vista evolutivo ripercorrendo le tappe principali dell’approccio alla sostenibilità nel contesto dello sport.

Nel corso del suo intervento sono stati presentati i risultati dell’Osservatorio Sport e Sostenibilità, un report che ha coinvolto 10 federazioni e 4 leghe italiane oltre a Sport e Salute volto ad inquadrare l’impegno del mondo dello sport verso l’Agenda 2030.
L’obiettivo della ricerca è indagare dal punto di vista qualitativo e quantitativo le iniziative promosse dalle organizzazioni sportive volte al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
I risultati dell’indagine raccontano di oltre 400 progetti che abbracciano tutti i 17 gli SDGs; al contempo si manifesta una generalizzata difficoltà a mettere in campo proposte sui temi ambientali e infrastrutturali, che richiedono un approccio maggiormente orientato al lungo periodo.
Sport italiano e Sostenibilità: impegno diffuso, ma la sfida è ancora aperta
I protagonisti della tavola rotonda
Dopo aver concluso l’intervento snocciolando i dati economici principali dello sport italiano, la palla passa al coo di Fair Play Media e vicedirettore di Sport e Finanza Stefano Gianuario, che apre e modera i lavori della tavola rotonda.
A partecipare al dibattito un parterre di elevata caratura composto da esponenti di primo piano della sport industry:
- Antonella Baldino (Amministratore Delegato di Istituto Credito Sportivo e Culturale)
- Michele Uva (UEFA Executive Director – S&E Sustainability e delegato ufficiale UEFA per EURO 2032)
- Gianluca Pavanello (Chief Executive Officer di Macron)
- Umberto Gandini (Long-standing Sport Executive)
- Federico Venturi Ferriolo (Equity Partner & Head of Sports di LCA Studio Legale)
- Luciano Mondellini (Direttore Responsabile di Calcio e Finanza/Sport e Finanza

La sostenibilità dei grandi eventi sportivi
Il primo relatore ad intervenire è stato Michele Uva, interpellato sul tema della sostenibilità dei grandi eventi sportivi, argomento particolarmente rilevante considerando che i Giochi di Milano Cortina 2026 sono attualmente corso, e si sta per entrare nel vivo dei preparativi per Euro 2032.
«L’Italia non è un grande benchmark per sostenibilità economica dei grandi eventi: tutti sono terminati con risultati più negativi rispetto a quanto previsto. Per EURO 2032 sarà importante coinvolgere tutte le strutture per remare nella stessa direzione per avere benefici non solo nelle cinque città che saranno coinvolte ma in tutto il sistema sportivo e il Paese».
Forte della sua esperienza maturata come dirigente di lungo corso nel sistema sportivo tra Milan, Roma e Lega Basket, Umberto Gandini ha richiamato l’importanza della programmazione – già menzionata da Uva – e portato l’esempio virtuoso delle Final Eight di Coppa Italia LBA.
«In Italia uno dei temi principali è la mancanza di programmazione, oltre alla disponibilità di strutture adeguate in tempi brevi per organizzare gli eventi. Le Final Eight di Torino sono un caso di studio virtuoso, tenendosi in uno dei palazzetti fiore all’occhiello del Paese – l’Inalpi Arena, ndr -, eredità dei Giochi Olimpici di Torino 2006. L’evento è in costante crescita, è costato circa 1 mln di euro e genera multipli importanti superiori ad altri eventi sportivi nella regione».
La competitività nell’attrarre manifestazioni sportive
Ha preso poi parola Gianluca Pavanello, che ha evidenziato il gap infrastrutturale che caratterizza l’Italia rispetto ai grandi paesi europei, che rappresenta un freno all’attrattività del Paese come sede di grandi eventi.
«Nel caso della sostenibilità ci sono obiettivi di diverso orizzonte temporale che confliggono l’uno con l’altro: ci sono eventi che possono portare perdite nel breve periodo ma lasciare una forte legacy infrastrutturale. L’italia sconta un gap rispetto ad altre geografiche, dove si sono riusciti a mettere a terra eventi importanti recentemente grazie al patrimonio preesistente, che rende l’organizzazione più complicata e meno sostenibile».
Dal suo canto, Antonella Baldino ha rimarcato il momento particolarmente favorevole per il Belpaese sul fronte dei grandi eventi e la necessità di sfruttare le manifestazioni sportive come volano per modernizzare il parco infrastrutturale.
«Siamo in un momento di particolare favore per i grandi eventi in italia: Milano Cortina 2026, l’America’s Cup ed Euro 2032. A livello internazionale la competitività del paese si gioca molto sulla presenza di infrastrutture soprattutto nelle scelte localizzative dei grandi eventi che si giocano su un piano internazionale in un contesto di competizione sfrenata. Il settore finanziario esprime un interesse crescente verso le infrastrutture da parte degli investitori: bisogna cogliere questa disponibilità per investire in impianti in occasione di grandi eventi».

L’importanza della legacy
A seguire, l’avvocato Federico Venturi Ferriolo ha posto l’accento sull’importanza della fase di post-evento, e in particolar modo sulla necessità di progettare strutture destinate a servire la comunità al termine delle manifestazioni.
«Quando c’è il momento del post-evento e si vanno ad analizzare i risultati dei processi attuati in base ai criteri della sostenibilità emergono spesso problematiche. Guardando all’Italia, nel caso di Milano Cortina molte delle infrastrutture create non si sa come verranno utilizzate. Il tema del controllo e della governance dev’essere parallelo all’attuazione dei principi di sostenibilità».
In chiusura, il direttore Luciano Mondellini ha sottolineato la dotazione infrastrutturale sviluppata nel corso degli anni nei grandi Paesi Europei, che consente ciclicamente di essere protagonisti nell’ambito dei grandi eventi senza svolgere lavori particolarmente onerosi.
«Se prendiamo ad esempio le ultime due olimpiadi estive in Europa, sono state svolte in due città come Londra e Parigi che hanno sempre coltivato le loro infrastrutture Roland Garros, Wimbledon, Wembley, Parco dei Principi e Stade de France già fatti. Abbiamo un appuntamento nel 2032 come l’Europeo e niente come un appuntamento internazionale muove l’orgoglio italiano nel cercare di muoversi a tutti gli effetti».
Il discorso è poi proseguito toccando il tema dell’impiantistica: continua a leggere su Calcio e Finanza