Indian Wells prepara l'ennesima finale tra Sinner e Alcaraz, i signori del tennis

Sedici vittorie per lo spagnolo, zero set persi per l’azzurro: se le semifinali sorridono a entrambi, il torneo californiano consegnerà al mondo il diciassettesimo atto di una rivalità già entrata nella storia.

Nitto ATP Finals 2025
Prima lo scoglio semifinale
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C’è un momento, nel tennis, in cui una rivalità smette di essere solo un confronto tecnico e diventa qualcosa di più grande. Qualcosa che definisce un’epoca. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sono già lì, e Indian Wells potrebbe consegnarci l’ennesimo capitolo di una storia che il mondo dello sport non ha ancora finito di leggere.

Le semifinali del BNP Paribas Open hanno delineato uno scenario atteso fin dal tabellone: lo spagnolo contro Daniil Medvedev, il russo che conosce bene questi campi; l’azzurro contro Alexander Zverev, il tedesco solido e difficile da domare. Se entrambi dovessero superare i rispettivi avversari, si troveranno di fronte nella diciassettesima sfida diretta della loro carriera. Il bilancio parla già chiaro: 10 vittorie per Alcaraz, 6 per Sinner.

Ma i numeri, in questa rivalità, raccontano solo metà della storia.

Il murciano che non conosce ostacoli

Alcaraz arriva alla semifinale con un biglietto da visita impressionante. Il 6-3, 6-4 rifilato a Cameron Norrie nei quarti è solo l’ultimo atto di una striscia che continua a dilatarsi: sedici vittorie consecutive nel 2026, tutte portate a casa con la disinvoltura di chi sa di essere nel momento migliore della propria carriera. Già trionfatore agli Australian Open – dove è diventato il più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam – e all’ATP 500 di Doha, il numero uno del mondo sembra vivere in un campionato parallelo.

I numeri sul cemento all’aperto fanno quasi paura: trentaquattro vittorie consecutive su questa superficie. Nell’era Open, solo Rod Laver e Novak Djokovic erano arrivati a 33. Pete Sampras si ferma allo stesso numero di Alcaraz, mentre davanti a lui restano soltanto i miti assoluti: Roger Federer con 46 e Jimmy Connors con la sua striscia storica di 55. Il 22enne murciano non è più una promessa. È già leggenda in costruzione.

Indian Wells, in particolare, sembra cucita su di lui. Quinta semifinale consecutiva nel deserto della Coachella Valley – traguardo condiviso nella storia del torneo soltanto con Rafael Nadal e Novak Djokovic – e due titoli già messi in bacheca, nel 2023 e nel 2024. Con i punti già conquistati in questo torneo, Alcaraz è certo di mantenere almeno i 13.550 punti attuali nel ranking ATP. In caso di vittoria finale, supererebbe per la prima volta in carriera la soglia dei 14.000 punti, toccando un record personale.

Sinner: il ritorno del numero due

Dall’altra parte della rete – virtualmente e di fatto – c’è Jannik Sinner, che a Indian Wells sta ritrovando quella macchina da guerra che il circuito aveva imparato a temere. Il 6-1, 6-2 inflitto a Learner Tien nei quarti, chiuso in poco più di un’ora, è il segnale inequivocabile che l’allarme scattato dopo le sconfitte contro Djokovic agli Australian Open e contro Mensik a Doha è completamente rientrato. L’azzurro di San Candido non ha perso un set in tutto il torneo.

La sua posizione nel calendario è strategicamente favorevole. Sinner non ha punti da difendere fino a Roma, in maggio, il che significa che ogni vittoria qui in California si somma direttamente al suo bottino in classifica. Un’eventuale vittoria del titolo varrebbe 1000 punti netti, avvicinandolo significativamente allo spagnolo.

È per questo che il Sunshine Double, Indian Wells e Miami – rappresenta una finestra rara e preziosa per ridurre il distacco prima che arrivi la stagione sul rosso, dove sarà Alcaraz a dover portare il peso di una difesa puntale impressionante: nel 2025, Monte-Carlo, Roma e Roland Garros, con un record di 22 vittorie e una sola sconfitta in terra.

La corsa al trono: punti e settimane da numero uno

La rivalità sportiva si intreccia con quella per il dominio del ranking. Prima di Indian Wells, Alcaraz aveva messo a segno la sua 62ª settimana da numero uno del mondo, con un margine di circa 2.800 punti su Sinner nel ranking live.

Se dovesse continuare a difendere il primato attraverso il Sunshine Double, arriverebbe alla settimana del 6 aprile con 66 settimane complessive in cima eguagliando il totale dell’azzurro, che aveva dominato quella classifica fino allo stop forzato di tre mesi del 2025.

Sarebbe un ribaltamento storico in quello che sembrava, soltanto un anno fa, un primato destinato a crescere indefinitamente nelle mani di Sinner. L’italiano era diventato il quinto giocatore di sempre a restare numero uno per più di un anno durante la prima permanenza in vetta. Poi le cose sono cambiate.

Un’epoca che si scrive nel deserto

Quello che rende questa rivalità davvero straordinaria è la sua doppia natura. Da un lato, il confronto tecnico tra due stili opposti e complementari: la fisicità e la varietà incredibile di Alcaraz, capace di estrarre colpi di ogni tipo in qualsiasi momento; la solidità granitica e la gestione tattica di Sinner, che trasforma la costanza in arma letale.

Dall’altro, la corsa numerica – titoli, settimane da numero uno, record storici – che aggiungerà un capitolo dopo l’altro alla narrativa di questa generazione.

Il deserto californiano, con il suo cielo terso e le montagne sullo sfondo, è il palcoscenico perfetto. Se Sinner e Alcaraz si troveranno davanti domenica, sarà il diciassettesimo round di un incontro che nessuno ha voglia di vedere finire. E per il tennis mondiale, questo è esattamente il tipo di rivalità che aspettava da tempo.

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