MotoGP: GP Qatar a rischio, intanto Liberty Media rivoluziona il calendario

Liberty Media ridisegna la MotoGP: Adelaide potrebbe diventare la gara conclusiva della stagione scalzando Valencia e punta a ridurre il peso europeo nel calendario. Intanto il GP del Qatar è a rischio.

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Image Credits: Luca Gambuti / Image Sport / Insidefoto

La MotoGP entra in una fase di profonda trasformazione. Con Liberty Media saldamente in sella, da luglio 2025 azionista di maggioranza con l’acquisizione dell’84% di Dorna Sports, il Motomondiale si appresta a cambiare volto, non solo sul piano tecnico ma anche geografico e commerciale.

A fare il punto della situazione è Carlos Ezpeleta, Chief Sporting Officer della serie, intervenuto a margine del Gran Premio di Thailandia.

Il Qatar trema

Il primo nodo da sciogliere è immediato e urgente: il GP del Qatar, in programma sul circuito di Losail dal 10 al 12 aprile, è a serio rischio a causa dell’escalation delle tensioni militari in Medio Oriente. Le restrizioni aeree e l’innalzamento dei livelli di sicurezza nella regione mettono in discussione la fattibilità dell’evento.

Carmelo Ezpeleta, amministratore delegato di Dorna Sports, ha dichiarato in un evento a Madrid: «È difficile che andremo là il 12 aprile, ma non posso dirlo con certezza adesso. Siamo bravissimi a fare i calendari e quindi potremmo reinserirla più avanti».

L’ipotesi della cancellazione sembra esclusa – almeno per ora – mentre prende corpo quella di uno spostamento a data da destinarsi. Non è la prima volta che il Mondiale si trova a fare i conti con imprevisti di questo tipo: nel 2024 saltarono le tappe di Argentina e Kazakistan, con Misano che subentrò per rimpiazzare quest’ultima.

Adelaide, il gran finale

La notizia più dirompente, però, riguarda il futuro del calendario a lungo termine. A partire dal 2027, il GP d’Australia lascerà il leggendario tracciato di Phillip Island per trasferirsi sul circuito cittadino di Adelaide – quello storico ex Formula 1 – con l’ambizione dichiarata di diventare la gara conclusiva del Mondiale, scalzando Valencia da un ruolo che ricopre da oltre vent’anni.

Ezpeleta non nasconde la propria nostalgia per Phillip Island, ma spiega le ragioni della scelta: «Qualche anno fa abbiamo dovuto dare una bandiera rossa a causa di un Marshall in ipotermia, senza citare gli animali. Spero di non avere più i problemi del vento e della pioggia». Per il circuito australiano sono state condotte fino a 37 simulazioni della pista in collaborazione con la FIM, per verificarne la sicurezza e la praticabilità.

Il progetto di fare di Adelaide il gran finale della stagione risponde a una logica precisa: Liberty Media vuole un epilogo spettacolare, urbano, capace di richiamare un pubblico giovane e cosmopolita. «Credo che quello di Adelaide sarà un bellissimo evento», ha sottolineato Ezpeleta. La gara di Valencia potrebbe essere ricollocata a metà stagione.

Meno Europa, più mondo

Il disegno di Liberty Media è chiaro: una MotoGP più americana, più globale, meno dominata dal Vecchio Continente e, in particolare, dalla Spagna. Attualmente la penisola iberica ospita quattro dei ventidue Gran Premi stagionali: Jerez, Barcellona, Aragón e Valencia.

Nel mirino c’è proprio MotorLand Aragón, che potrebbe perdere il proprio slot per fare spazio al ritorno del GP d’Argentina, nonostante Termas de Río Hondo continui a presentare problemi organizzativi ed economici. Parallelamente si lavora per rafforzare la presenza negli Stati Uniti, mercato considerato strategico da Liberty Media.

«Al momento c’è solo una pista omologata per MotoGP negli USA, quindi c’è tanto da fare, – ammette Ezpeleta, – ma ovviamente sarebbe bello allargare la nostra influenza in quel paese».

Il modello: gare nelle città

La filosofia che guida questi cambiamenti è quella di avvicinare la MotoGP ai centri urbani, trasformando ogni weekend di gara in un evento di intrattenimento a tutto tondo, con musica e show pensati per attrarre un pubblico che spesso conosce poco o nulla di piloti e moto. «La MotoGP sta migliorando sempre di più le gare, cittadine e non. Credo che cercheremo di avvicinarle sempre di più alle città», ha spiegato Ezpeleta, citando Goiana e Buenos Aires come modelli di riferimento.

Un cambio di passo netto, che non mancherà di sollevare polemiche tra i tifosi più tradizionalisti. Ma Liberty Media sembra avere le idee chiare: la MotoGP del futuro si costruisce dove c’è audience, non dove c’è storia.

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