L’attesa è finita. Domenica 8 marzo si accenderanno i semafori di Melbourne che daranno ufficialmente il via al Mondiale 2026 di F1. Non sarà un avvio come gli altri perché come è arci noto, il 2026 apre un nuovo ciclo tecnico quadriennale accompagnato da rumors, discussioni e fiammate polemiche che, ad oggi, lasciano solo un senso di incertezza come vero protagonista del paddock.
Nei test tra Barcellona e Bahrain è emersa una gestione dell’energia estremamente complessa, con piloti più concentrati sui parametri e sui recuperi che sul puro gesto di guida.
La FIA starebbe già valutando correttivi perché pare chiaro a tutti che il perfetto equilibrio al 50% tra motore elettrico e termico, sia un qualcosa di difficile da perpetrare se non a sacrificio della competizione pura.
I dubbi, tecnici e sportivi, restano e nel mentre nel paddock si discute del possibile ridimensionamento della componente elettrica, così come restano perplessità sul superamento del DRS tradizionale e l’evoluzione dell’aerodinamica attiva.
Tuttavia i commenti, le dichiarazioni e le sortite varie della vigilia vanno prese con moderazione: se c’è una cosa che la F1 insegna da sempre è che la strategia è l’elemento onnipresente, in pista come nel paddock, prima di un GP come nei giorni a seguire.
Una cosa è certa, lo scenario è a dir poco fluito e tra tutti i team di vertice, è la Ferrari la scuderia che arriva alla prova di Melbourne con una pressione che forse nessun altro team avverte con la stessa intensità.
Quel 2025 completamente da dimenticare
La scorsa stagione è stata tra le più deludenti della storia recente del Cavallino. Quarto posto nel mondiale costruttori, zero vittorie una manciata inconsistente di podi portati a casa da un irriducibile Charles Leclerc.
Un bilancio che pesa.
Soprattutto a Maranello, dove dai tempi del Drake stesso, «l’obiettivo è uno solo: vincere», come ha ribadito anche il team principal Fred Vasseur.
Il numero uno della Rossa in F1 ha mantenuto un profilo basso durante l’inverno, ma la SF-26 è nata con un’ambizione dichiarata, quella di ribaltare l’andamento delle ultime stagioni, quella 2025 in particolare, e riportare il titolo – se non entrambi – in Italia.
Nei test in Bahrain la Ferrari ha completato 432 giri, più di tutti gli avversari, con un’affidabilità incoraggiante. «Il lavoro è stato produttivo — ha spiegato Vasseur a La Gazzetta dello Sport —, anche se non conosciamo ancora il livello degli avversari aver completato più giri rispetto alle aspettative è fondamentale per portare dati utili al team di lavoro a Maranello».
Nel classico gioco di strategia di nascondere le proprie carte a inizio stagione, due sono i soli elementi certi: in primis, la rivoluzione tecnica, efficace o non, chiacchierata o meno, può ridisegnare gli equilibri.
E, in seconda battuta, la Ferrari non può permettersi un altro anno interlocutorio.
Ferrari 2026 riscatto Hamilton: una storia da riscrivere
Lewis Hamilton fresco nelle 41 anni candeline spente il 7 gennaio, è alla sua ventesima stagione nella massima serie del motorsport.
Il 2025 è stato definito da lui stesso «il peggiore di tutta la sua carriera», chiuso senza podi e con aspettative a dir poco disattese.
Cosa che lo stesso Lewis ha ammesso, non lesinando l’autocritica.
«Si tratta di analizzare dove ti trovi, di fissare obiettivi e un modo per raggiungerli – ha dichiarato il britannico nella lunga intervista rilasciata a Il Corriere della Sera -. Il mio traguardo l’anno scorso era vincere il Mondiale con la Ferrari, non ci sono riuscito. Ciò non significa che non possa arrivarci: bisogna guardarsi dentro e porsi delle domande scomode».
«Nel momento in cui ti fai schiacciare dalla responsabilità, rischi di perdere non solo te stesso ma anche il divertimento. Quando abbiamo presentato la nuova macchina mi sono sentito felice come un bambino».
Anche perché, rispetto allo scorso anno, per lo sviluppo della nuova vettura il coinvolgimento diretto nel progetto tecnico è stato decisamente superiore.
«Da 14 mesi lavoro sulla monoposto 2026, al simulatore e con gli ingegneri. In questa macchina c’è il mio DNA e la cosa mi entusiasma».
Leclerc e l’“ora o mai più” del monegasco
L’altra metà del box Ferrari, porta nome di Charles Leclerc che veste in Rosso per l’ottava stagione.
La sua carriera in Ferrari è stata costellata di talento e frustrazione, di promesse e di incompiute.
Già a fine 2025 il monegasco aveva parlato di «una situazione da ora o mai più». Il nuovo regolamento azzera le gerarchie e offre una finestra che potrebbe non ripresentarsi a breve.
Hamilton lo ha definito «un pilota fenomenale», ma il dualismo interno sarà inevitabile, come è anche giusto che sia
«La Ferrari è una cosa sola – ha sottolineato il britannico dal Corsera -. Il mio obiettivo non è dividere i tifosi. Vogliamo vincere tutti e due. Ma il team viene al primo posto».
Da una parte ci sono le ambizioni, personali e di team, dall’altra la prova della pista.
Dopo le fasi pre stagionali, Mercedes viene indicata come squadra da battere, McLaren vuole – e deve – difendere il titolo 2025 mentre per Red Bull si apre una nuova era di partnership (con Ford) come “costruttore” di power unit.
Vasseur invita alla prudenza, definendo il calendario di 24 gare e quasi dieci mesi, come « una lunga maratona», ma a Maranello sanno che la pazienza non è infinita e la Ferrari non vince un mondiale dal 2008.
In Formula 1 le rivoluzioni tecniche offrono opportunità.
Ma non aspettano nessuno.