Il dossier olimpico rimbalza nei salotti romani. La corsa ufficiale ai Giochi Estivi del 2036 e del 2040 non è ancora ufficialmente iniziata, ma il dibattito attorno a una possibile candidatura della Capitale si fa sempre più intenso.
Una data chiave per comprendere l’evoluzione dello scenario internazionale sarà il 24 giugno 2026, quando a Losanna il Cio discuterà il rinnovo delle commissioni e le future regole di assegnazione degli eventi.
La revisione del processo di assegnazione
La Future Host Commission for the Games of the Olympiad, guidata dall’ex presidente croata Kolinda Grabar-Kitarovic e dal direttore generale Christophe Dubi, avrà un ruolo centrale nel definire il nuovo percorso decisionale.
L’obiettivo della nuova leadership olimpica è rendere il processo più rapido e razionale; con il presidente Kirsty Coventry che sembra orientata a promuovere un cambiamento strutturale di tempistiche e modalità di assegnazione
Un primo quadro dovrebbe emergere già nella sessione Cio prevista a Punta Cana nel maggio 2027, momento dal quale inizierà una selezione più concreta delle candidature. In caso di doppia assegnazione, come avvenuto per Parigi 2024 e Los Angeles 2028, le Olimpiadi del 2036 e del 2040 potrebbero essere decise entro il 2029.
La candidatura di Roma
In questo scenario Roma prova a inserirsi forte di una rinnovata credibilità internazionale nell’organizzazione dei grandi eventi, dopo il successo di Ryder Cup e soprattutto del Giubileo.
«Saremmo pienamente disponibili a collaborare e a sostenere questo progetto – ha commentato il Sindaco Roberto Gualtieri – che ovviamente richiede l’unità di tutti i diversi attori istituzionali, del Cio, del Coni e del governo. Sarebbe una grande opportunità per la città di proseguire e dare continuità nel tempo anche a un lavoro di riqualificazione e trasformazione».
Il nodo centrale resta proprio quello dell’unità istituzionale, richiamata per evitare gli errori del passato che hanno portato a naufragare la candidatura capitolina per il 2024 per via dell’ostracismo dell’amministrazione comunale dell’epoca.
«Nessuna città è conosciuta nel mondo come Roma, che ha già una dotazione di impianti sportivi adeguati – ha dichiarato a La Repubblica il presidente del Coni Luciano Buonfiglio –. Ma la candidatura è possibile se tutti, governo, enti locali, federazioni sportive, Coni, Sport e Salute, condividono l’idea: serve questo per evitare gli errori nel passato».
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Le esperienze recenti
Organizzare un’Olimpiade resta una delle operazioni più complesse che una città possa affrontare, con la necessità di mobilitare ingenti investimenti tra infrastrutture, sicurezza, servizi e sviluppo urbano.
La storia recente insegna prudenza: guardando alle edizioni passate, Atene 2004 lasciò in eredità pesanti difficoltà finanziarie, Rio 2016 fu segnata da scandali e impianti rapidamente degradati, .
Tokyo rischiò il tracollo a causa della pandemia, con il Cio costretto a intervenire per compensare i mancati ricavi da biglietteria. Anche il gigantesco progetto immobiliare del villaggio olimpico di Harumi si rivelò, dopo i Giochi, un investimento fallimentare.
D’altro canto, il nuovo sistema di assegnazione diretta rappresenta un vantaggio significativo: evita infatti di spendere milioni di euro per campagne di candidatura destinate magari a fallire, come accadde nel caso della rinuncia a Roma 2024.
I numeri dei Giochi Estivi
Dal punto di vista economico, il sostegno del Cio costituisce una base rilevante: alla città organizzatrice dei Giochi 2036 o 2040 verrebbe garantito un contributo diretto di circa 1,7 miliardi di euro.
All’apporto del comitato internazionale si aggiungono le entrate provenienti da sponsor e vendita dei biglietti, che nel caso di Parigi 2024 hanno superato rispettivamente 1,28 e 1,33 miliardi di euro.
L’impatto occupazionale può essere significativo: l’edizione parigina avrebbe generato lavoro per circa 180 mila persone, tra occupazione diretta, servizi collegati e indotto temporaneo legato all’evento, riporta Il Corriere della Sera.
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Legacy e impatto turistico
Più delicato resta invece il capitolo infrastrutture. Al Governo spetterebbero gli investimenti per sicurezza e assistenza sanitaria, mentre la costruzione di impianti sportivi e villaggio olimpico richiederebbe partnership pubblico-private.
A Parigi l’investimento pubblico ha raggiunto circa sei miliardi di euro, ben oltre le previsioni iniziali, soprattutto a causa dei costi straordinari per la sicurezza, capitolo particolarmente sensibile per un evento dalla portata globale.
Anche sui benefici di lungo periodo non esiste unanimità tra gli analisti. L’impatto dei Giochi sul turismo parigino nel decennio successivo è stato stimato con differenze enormi: alcune analisi parlano di perdite fino a 200 milioni, altre ipotizzano ricavi aggiuntivi superiori a 1,3 miliardi l’anno, segno di quanto sia complesso misurare effetti economici di questo tipo.
Ciò che appare tangibile è invece l’eredità urbana lasciata dalla manifestazione a cinque cerchi. Parigi ha guadagnato nuove infrastrutture di mobilità, una città più accessibile a pedoni e ciclisti e una Senna profondamente riqualificata: trasformazioni concrete, anche se difficili da tradurre immediatamente in numeri economici.
Il richiamo all’unità di intenti
Per affrontare una sfida di questa portata l’unità di intenti è fondamentale: «Se tutte le parti in causa condividono e si confrontano per un percorso che deve partire da subito – sottolinea Buonfiglio -. Abbiamo territorio, innovazione, impianti: avremmo il tempo. Costruire una candidatura forte in un momento in cui abbiamo una credibilità internazionale, penso che si possa fare».
I Giochi olimpici restano dunque una straordinaria occasione di sviluppo, ma anche una prova di maturità amministrativa e politica: la vera sfida per Roma sarà dimostrare di poter trasformare un grande sogno in un progetto sostenibile.
«Deve essere un discorso chiaro, trasparente, condiviso con i numeri e non solo con la passione – conclude il vertice del Coni -. Dobbiamo aggiungere competenza, determinazione e guai ad essere superficiali. Abbiamo le carte in regola per poter immaginare un altro percorso da protagonisti».