Milano Cortina passa all’incasso. I Giochi Invernali registrano l’ennesimo scostamento portando la dotazione pubblica complessiva per il capitolo legato alle Paralimpiadi a quota 480 milioni di euro.
I livelli di spesa pianificati sono ormai un lontano ricordo, con il conto finale per i contribuenti italiani che sarà significativamente più salato rispetto alle stime contenute nel dossier di candidatura.
Lo scostamento del budget dei Giochi
Nel documento presentato per ottenere l’assegnazione dei Giochi, la spesa complessiva per l’organizzazione era indicata in 1,4 miliardi di euro, ma nel tempo il budget è lievitato fino a toccare i 2 miliardi, riporta Il Fatto Quotidiano.
A determinare l’ulteriore fabbisogno è stato il disallineamento tra entrate e uscite della Fondazione Milano Cortina, rimasta scoperta per oltre mezzo miliardo di euro nonostante i propositi di raggiungimento del pareggio di bilancio.
Gli introiti provenienti da sponsor, diritti televisivi, contributi del Comitato Olimpico Internazionale, biglietteria e merchandising non si sono rivelati sufficienti a coprire le spese, lasciando intendere che le previsioni di ricavo siano state sovrastimate e che i costi operativi abbiano superato le attese.
La separazione tra Olimpiadi e Paralimpiadi
Nel frattempo, per le Paralimpiadi è entrata in scena una figura nuova, quella del commissario straordinario Giuseppe Fasiol, nominato con un decreto della Presidenza del Consiglio approvato a fine giugno, a sei anni dall’assegnazione dei Giochi all’Italia.
Una decisione che ha separato formalmente la gestione paralimpica da quella olimpica, nonostante fino a quel momento bilanci e rendicontazioni fossero stati unificati sotto un’unica regia.
Fasiol ha iniziato a operare concretamente solo a metà dicembre, quando sono arrivati i primi trasferimenti dalla Ragioneria dello Stato, consentendogli di attivare le risorse assegnate alla cosiddetta “contabilità speciale”.
Attraverso questo canale sono confluite diverse voci di finanziamento previste dalle leggi olimpiche, alcune delle quali erano rimaste fino a quel momento senza una quantificazione precisa.
Gli stanziamenti a favore della struttura di Fasiol
Il totale di 480 milioni si raggiunge sommando una serie di stanziamenti successivi: 249 milioni destinati agli interventi logistici e infrastrutturali connessi all’evento, ulteriori 140 milioni autorizzati nell’ottobre 2025 per esigenze definite di “straordinaria necessità e urgenza”, e altri 60 milioni inseriti nella legge di Bilancio 2025.
A questi importi si aggiunge una quota di 32 milioni richiesta a gennaio, prelevata dai fondi originariamente stanziati per l’accoglienza delle delegazioni straniere durante le Olimpiadi e riconvertita sul nuovo capitolo di spesa.
Resta fuori dal computo, almeno per ora, la partecipazione finanziaria delle Regioni Lombardia e Veneto, che nel dossier di candidatura figuravano tra gli enti chiamati a contribuire.
I trasferimenti a favore della Fondazione
Nel documento originario, per le Paralimpiadi era prevista una copertura pubblica governativa di appena 62 milioni di euro, cifra che nel giro di pochi anni è stata moltiplicata per otto, segnando uno scostamento incoerente con le rassicurazioni fornite in passato dalla Fondazione sulla sostenibilità economica dei Giochi.
A più riprese, infatti, a livello istituzionale era stato sostenuto che il comitato organizzatore non avrebbe fatto ricorso a fondi pubblici, facendo leva esclusivamente su risorse private a garanzia delle tasche dei cittadini.
Tuttavia, anche se formalmente gli apporti statali transitano attraverso la struttura commissariale, una parte significativa di quelle somme è destinata a coprire servizi e forniture funzionali all’organizzazione complessiva dell’evento.
Tra i trasferimenti già programmati da Fasiol a favore della Fondazione figurano circa 285 milioni per prestazioni e servizi di natura varia che spaziano dal broadcasting alla fornitura di energia, dai trasporti alle strutture di gara.
La destinazione delle risorse
Tra questi, alcuni fondi sono destinati all’alloggio e all’equipaggiamento dei volontari, con 7,7 milioni riconosciuti all’Associazione Nazionale Alpini per il coinvolgimento di circa un migliaio di persone, oltre a interventi di manutenzione stradale e approvvigionamento di gas naturale liquefatto.
Un capitolo significativo riguarda anche i 14,5 milioni destinati a Simico, la società incaricata delle infrastrutture per la produzione di neve artificiale nel Livigno snow park, necessaria a garantire i volumi richiesti dal Comitato Olimpico Internazionale e dalle federazioni sportive.
Un investimento che solleva interrogativi rispetto all’effettiva coerenza con la destinazione dei fondi, considerando che le competizioni paralimpiche non sono previste a Livigno, ma si svolgeranno tra Cortina, Tesero-Predazzo e Milano.
Il quadro che emerge è quello di una macchina organizzativa sempre più costosa e complessa, nella quale il contatore delle risorse impegnate continua a correre sforando ogni attesa e permane la percezione di un velo di opacità sull’impiego dei fondi.