Milano trionfa sul campo, Torino fuori dal parquet. La Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia si è chiusa con il successo dell’EA7 Emporio Armani Milano, capace di superare in finale la Bertram Derthona Tortona per 85-77.
Oltre al verdetto del campo, va sottolineato il successo della manifestazione e della città che l’ha ospitata: per il quarto anno consecutivo Torino ha dimostrato di essere una cornice di alto livello all’evento.
La risposta del pubblico
Alla finale dell’Inalpi Arena hanno assistito 12.597 spettatori, dato che rappresenta il record assoluto per una finale di Coppa Italia di basket, contribuendo a spingere il totale complessivo dei quattro giorni fino a quota 40.014 biglietti venduti.
Torino ha mostrato coinvolgimento e partecipazione oltre alle consuete capacità organizzativa, al punto da riaprire concretamente il dibattito sulla possibilità che le Final Eight possano restare sotto la Mole anche in futuro.
Proprio su questo aspetto si è soffermato il presidente della Lega Basket, Maurizio Gherardini, che ha sottolineato come il rapporto tra la manifestazione e la città abbia prodotto risultati tangibili.
«Siamo contentissimi di Torino ma è presto per avere un’idea chiara su cosa potrà accadere, anche perché potrebbero esserci nuovi impianti a disposizione: vedremo strada facendo, partendo dal presupposto che qui siamo stati molto bene grazie all’aiuto di tutte le istituzioni e al supporto degli appassionati».
Il futuro e l’impatto economico
Se da un lato il capoluogo piemontese ha offerto garanzie in termini di organizzazione e risposta del pubblico, dall’altro il panorama nazionale è in evoluzione, con città come Milano, Bologna e Venezia che grazie alla disponibilità di nuovi impianti potrebbero candidarsi a ospitare le prossime edizioni.
La scelta, inevitabilmente, terrà conto sia della qualità delle proposte che arriveranno alla Lega sia dei tempi di completamento delle strutture nei casi in cui i lavori sono ancora in corso: l’obiettivo è assicurare ai club un ventaglio di opzioni coerente con la crescita dell’evento.
Al di là delle prospettive future, i numeri dell’edizione raccontano un rapporto simbiotico tra manifestazione e territorio, con un impatto economico stimato in 12,5 milioni di euro, cresciuto del 3,5% rispetto all’anno precedente.
Ancora più significativo è il dato relativo al moltiplicatore degli investimenti pubblici, che ha raggiunto quota 18,5 per ogni euro investito dalle istituzioni, a fronte del 17,9 registrato nel 2025, a testimonianza di un evento capace di generare valore diffuso.
La scelta vincente di puntare su Torino
«Il basket si conferma sport con grandi potenzialità, dobbiamo lavorare per farlo crescere ancora», il commento della lega. L’analisi economica si intreccia così con una visione prospettica che invita a non considerare questi risultati come un punto d’arrivo, bensì come una base su cui costruire ulteriori passi avanti.
«I numeri confermano che a Torino c’è fame di basket – ha aggiunto Gherardini -. Lo abbiamo visto anche in occasione dello Showtime game, il match tra vip dello spettacolo e grandi ex, che ha esaurito la quota di 3mila spettatori prevista per gli eventi gratuiti. E con le istituzioni la collaborazione è stata molto efficace».
Il vertice di LBA ha voluto riconoscere il lavoro svolto negli anni precedenti, sottolineando la lungimiranza della scelta iniziale di puntare su Torino come sede stabile della manifestazione: «Faccio i complimenti a chi mi ha preceduto perché aveva visto giusto nello scegliere Torino. Qui c’è davvero voglia di basket di alto livello»..
Il punto sul basket sotto la Mole
Resta però il paradosso di un entusiasmo per il grande evento che non trova piena corrispondenza sul fronte sportivo, dove la Reale Mutua è relegata in A2 e fatica a riempire il pala GianniAsti e a consolidare una base stabile di pubblico.
Data l’importanza della piazza di Torino, si auspica un cambio di passo a livello territoriale, affinché l’onda lunga delle Final Eight possa tradursi in un rafforzamento strutturale del movimento cestistico cittadino.
In attesa di decisioni ufficiali sulla prossima edizione, Torino esce dunque ancora una volta promossa, grazie a numeri solidi e un riconoscimento istituzionale che ne consolida la candidatura.
Se le Final Eight resteranno sotto la Mole lo diranno i prossimi mesi; intanto, il bilancio parla di un evento che ha saputo coniugare spettacolo sportivo, partecipazione popolare e ricadute sul territorio in un equilibrio in apparenza naturale ma tutt’altro che scontato.