Ventitré squadre per 184 corridori e un solo obiettivo: aggiudicarsi la 109esima edizione de Il Giro d’Italia. Sono state infatti ufficializzati i team che prenderanno parte alla Corsa Rosa che scatterà venerdì 8 maggio 2026 da Nessebar, in Bulgaria, con tre tappe inaugurali nel Paese balcanico prima del rientro in Italia e dell’arrivo finale a Roma.
Si tratta della 16esima grande partenza dall’estero nella storia del Giro e la prima assoluta dalla Bulgaria. Una scelta che conferma la strategia di internazionalizzazione dell’evento organizzato da Rcs Sport, sempre più piattaforma globale tra diritti tv, sponsor e accordi territoriali.
La base del gruppo è composta dalle 18 squadre del World Tour:
- ALPECIN-PREMIER TECH
- BAHRAIN VICTORIOUS
- DECATHLON CMA CGM TEAM
- EF EDUCATION – EASYPOST
- GROUPAMA-FDJ UNITED
- INEOS GRENADIERS
- LIDL-TREK
- LOTTO INTERMARCHÉ
- MOVISTAR TEAM
- NSN CYCLING TEAM
- RED BULL – BORA – HANSGROHE
- SOUDAL QUICK-STEP
- TEAM JAYCO ALULA
- TEAM PICNIC POSTNL
- TEAM VISMA | LEASE A BIKE
- UAE TEAM EMIRATES XRG
- UNO-X MOBILITY
- XDS ASTANA TEAM
Il nome più atteso resta Jonas Vingegaard, al debutto al Giro per inseguire la tripla corona dopo Tour e Vuelta. Tra gli altri big figurano João Almeida, Richard Carapaz ed Egan Bernal.
Giro d’Italia 2026 squadre: ProTeams e wild card, l’Italia c’è
Due le squadre qualificate in base al ranking Uci 2025:
- PINARELLO-Q36.5 PRO CYCLING TEAM
- TUDOR PRO CYCLING TEAM
Tre invece le wild card assegnate:
- BARDIANI CSF 7 SABER
- TEAM POLTI VISITMALTA
- UNIBET ROSE ROCKETS
Per l’Italia tornano dunque Polti e Bardiani, realtà che da sempre si contraddistinguono anche per dare spazio ai giovani talenti.
Se Vingegaard è il riferimento internazionale, l’attenzione italiana si concentra su Filippo Ganna e Jonathan Milan, due simboli del movimento che arrivano al Giro dopo un avvio di stagione significativo.
Ganna ha conquistato la cronometro della Volta Algarve a oltre 53 km/h di media, mostrando solidità in vista degli obiettivi primaverili e della Corsa Rosa. Milan, già a quota quattro vittorie stagionali, ha firmato due volate consecutive all’Uae Tour.
Sono due corridori che rappresentano non solo il presente tecnico ma anche il potenziale commerciale del ciclismo italiano: visibilità internazionale, riconoscibilità mediatica e capacità di attrarre sponsor.
Atteso anche Antonio Tiberi, sempre più proiettato verso una leadership nelle corse a tappe, mentre Pellizzari e Ciccone cercheranno spazio nelle salite decisive.
Il ciclismo cresce: 663 milioni di budget nel World Tour 2026
La dimensione sportiva si intreccia con quella economica e vede valori in costante crescita, al punto che il World Tour 2026 registra il nuovo record di 663 milioni di euro di budget complessivo per le 18 squadre della massima divisione, in crescita rispetto ai 570 milioni del 2025 e ai 473 milioni del 2023.
La media per team sale a 33,1 milioni, ma la polarizzazione è evidente:
- UAE Team Emirates XRG e Visma | Lease a Bike superano i 50 milioni;
- Lidl-Trek, Red Bull-Bora-Hansgrohe e Ineos Grenadiers si attestano intorno ai 45 milioni.
Anche gli stipendi crescono: i corridori “self employed” raggiungono una media di 654mila euro annui, contro i 384mila dei dipendenti. Al vertice resta Tadej Pogačar con circa 8 milioni annui.
Il Giro si inserisce in questo contesto come uno dei tre grandi eventi che sostengono l’intero sistema, sia dal punto di vista sportivo che economico.
Un asset da oltre 2 miliardi: il Giro come leva economica internazionale
La partenza dalla Bulgaria non è solo un’operazione di visibilità, ma una scelta che si inserisce in un modello economico ormai strutturato.
Come evidenziato da Sport e Finanza, sulla base della ricerca realizzata da Banca Ifis e presentata all’International Bike Economy Forum, il Giro d’Italia 2025 ha generato 2,1 miliardi di euro di valore economico legato agli spettatori live, tra impatto diretto e indiretto sui territori attraversati.
Un dato che fotografa la capacità della Corsa Rosa di attivare una macchina turistica complessa, tra servizi ricettivi, varie dimensioni dell’hospitality e ricadute sulla filiera locale lungo l’intero percorso.
Parallelamente, il valore attribuibile al Made in Italy sui mercati internazionali supera i 2,5 miliardi di euro, grazie all’effetto promozionale globale dell’evento. Secondo l’indagine, 1,5 milioni di spettatori stranieri acquistano prodotti italiani in modo non occasionale dopo aver seguito la corsa, rafforzando il legame tra sport, immagine Paese e consumo internazionale.
È in questo quadro che va letta anche la collaborazione tra RCS e ICE – l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – che punta a utilizzare il Giro come piattaforma di valorizzazione delle eccellenze produttive italiane.
Va da sé che per i Paesi stranieri – e come detto la Bulgaria è solo l’ultimo che si aggiunge e un lungo elenco – investire per ospitare la Grande Partenza, comporta un ritorno, non solo sportivo ma economico e reputazionale.