Partita la corsa alle Olimpiadi 2038. Allo stato attuale in prima fila per l’assegnazione c’è la Svizzera, come anticipato da Sport e Finanza, con i Giochi Invernali che con ogni probabilità si terranno sul suolo del Vecchio Continente dopo la sortita negli USA a Salt Lak-Utah nel 2034.
Il progetto elvetico punta a costruire una candidatura sostenuta dal settore privato, sgravando i contribuenti dal coprire le spese organizzative attraverso l’impiego di risorse pubbliche.
On primo “portabandiera” della candidatura
In tal senso, Swiss Olympic ha annunciato di aver assicurato il primo partner commerciale per la candidatura ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2038: si tratta del marchio svizzero di abbigliamento sportivo On,
«L’endorsement On conferma che il modello di una candidatura sostenuta dal settore privato e appoggiata dal pubblico è la strada da seguire – ha dichiarato Frédéric Favre, ceo di Switzerland 2038 -. Questa garanzia fornisce il fondamento finanziario cruciale di cui abbiamo bisogno per costruire una candidatura attenta ai costi, più sostenibile e che rifletta il meglio dell’eccellenza svizzera senza rischi per il contribuente».
Secondo quanto appreso da Sportcal, On, che assumerà il ruolo di “key flagbearer”, ovvero principale sostenitore privato del progetto, avrebbe impegnato 20 milioni di franchi svizzeri a sostegno della candidatura.
«Quando è arrivato l’appello affinché l’industria privata si assumesse la responsabilità, per noi è stato chiaro che dovevamo guidare il percorso – ha sottolineato Martin Hoffmann, ad di On -. Questa è un’opportunità unica per investire nel futuro del nostro Paese e nella nostra fiducia nello spirito innovativo della Svizzera incarnato dalla candidatura Switzerland 2038».
L’intesa rafforza un rapporto già esistente: On è infatti partner tecnico del team olimpico svizzero ai Giochi estivi fino al 2034, e nel 2024 ha rinsaldato il legame in essere siglando un prolungamento decennale.
La prima Olimpiade su scala nazionale
L’accordo si inserisce nella strategia dichiarata dal comitato promotore, che ha ottenuto nel 2024 il via libera governativo per avviare formalmente l’iter con l’obiettivo di organizzare un’edizione dei Giochi “sostenibile, decentralizzata e finanziata privatamente”.
La federazione ha chiarito che il progetto necessitava di un “contributo finanziario anticipato pari al 10% della garanzia privata complessiva sul disavanzo” per portare avanti la candidatura, soglia raggiunta grazie al contributo di On.
Il modello proposto prevede il coinvolgimento dell’intero territorio nazionale attraverso una rete di impianti già esistenti, riducendo così la necessità di nuove infrastrutture e contenendo i costi.
La proposta così strutturata non ha precedenti: nessuna edizione dei Giochi, estiva o invernale, è mai stata organizzata su scala nazionale coinvolgendo l’intero Paese. La Svizzera ha ospitato le Olimpiadi invernali due volte, entrambe a St. Moritz (1928 e 1948), ma non ha più accolto l’evento da allora.
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Il dialogo con il CIO e la finestra esclusiva fino al 2027
La Svizzera punta al primo slot libero considerando che le prossime due edizioni dei Giochi Invernali sono state già assegnate: ad ospitarli saranno le Alpi francesi nel 2030 e Salt Lake City (Utah, Stati Uniti) nel 2034.
Il progetto Switzerland 2038 si trova attualmente in fase di “dialogo privilegiato” con l’International Olympic Committee (CIO), una condizione che garantisce alla Svizzera una finestra esclusiva per sviluppare la propria candidatura fino alla fine del 2027.
Il CIO ha lasciato intendere che i diritti di organizzazione potrebbero essere attribuiti in quella finestra temporale, qualora il processo di consultazione politica interna si concluda con esito positivo entro la fine dell’anno in corso.
«Se tutti i requisiti saranno stati soddisfatti, il Consiglio Esecutivo del CIO potrebbe potenzialmente aprire un Dialogo Mirato con la Svizzera entro la fine del 2026», ha commentati Karl Stoss, presidente della Commissione per i futuri organizzatori dei Giochi Olimpici Invernali:
Il dirigente del comitato olimpico ha però sottolineato come la partita non sia ancora chiusa, aggiungendo che, qualora le scadenze non venissero rispettate, la procedura verrebbe aperta ad altre parti interessate, .