Mission 44, la fondazione di Hamilton per il sociale: ecco i numeri del rapporto annuale

Dal rapporto annuale 2024-2025 emerge la solidità finanziaria e l’impatto sociale di Mission 44: 8 milioni di sterline in sovvenzioni, 550mila giovani raggiunti e riserve di cassa per 8,1 milioni.

Lewis Hamilton_Ferrari
Conti in attivo
Image Credits: media centre Ferrari

Sette titoli mondiali in Formula 1, una carriera senza precedenti. Ma Lewis Hamilton non si è fermato alla pista. Nel 2021, con un investimento personale di 20 milioni di sterline, il pilota britannico ha lanciato Mission 44, la sua fondazione filantropica dedicata ai giovani sottorappresentati. Quattro anni dopo, i numeri del Rapporto Annuale 2024-2025 raccontano un’organizzazione solida, in crescita e con un impatto sociale misurabile.

550.000 giovani, 43 partner, 8 milioni in sovvenzioni

Il dato più eloquente è quello relativo alle persone raggiunte: 550.000 giovani supportati attraverso una rete di 43 partnership attive nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Brasile. A queste si aggiungono 8 milioni di sterline – oltre 9 milioni di euro – assegnati in sovvenzioni a organizzazioni e progetti selezionati per la capacità di generare, secondo il rapporto, “un cambiamento reale e misurabile” nelle comunità locali.

Il modello operativo scelto da Mission 44 punta deliberatamente sull’intermediazione strategica: la fondazione non agisce direttamente sul territorio, ma individua partner locali, li finanzia e ne potenzia le capacità. Una scelta che sembra pagare: il 94% dei partner dichiara che la collaborazione con l’organizzazione ha migliorato la propria efficacia operativa.

I conti: entrate in crescita, spese sotto controllo

Sul fronte finanziario, l’esercizio chiuso al 31 marzo 2025 registra un surplus di 500mila sterline. Le entrate totali si attestano a 5,7 milioni di sterline (6,5 milioni di euro), in leggero aumento rispetto ai 5,5 milioni dell’anno precedente.

La composizione del fatturato è significativa: 2,8 milioni provengono dal donatore principale, presumibilmente Hamilton stesso, mentre 2,7 milioni sono stati raccolti attraverso campagne autonome, cui si aggiungono 600mila sterline generate da eventi e 200mila da interessi e proventi finanziari.

Le uscite si fermano a 5,1 milioni di sterline, con una quota di 3,7 milioni destinata alle attività caritative dirette, in calo rispetto ai 4,1 milioni dell’anno precedente, ma per ragioni contabili legate alla tempistica di riconoscimento delle spese, non a una riduzione delle attività. Anzi, il programma di partecipazione giovanile è stato rafforzato e ha debuttato la campagna “Nothing Happens in Isolation”.

La solidità patrimoniale è uno degli elementi più rassicuranti del rapporto. Al 31 marzo 2025, la liquidità disponibile ammontava a 8,1 milioni di sterline, con fondi liberi per 5,5 milioni equivalenti a 29 mesi di costi operativi non programmatici.

Il consiglio di amministrazione ha fissato una riserva minima di cassa non vincolata a 3,1 milioni, a copertura degli impegni di finanziamento in corso, dei costi operativi e di una quota destinata a futuri grant.

Oltre la pista

I numeri finanziari restituiscono l’immagine di una fondazione che ha superato la fase di start-up e si avvia verso una struttura matura. Ma dietro ai bilanci c’è una visione precisa: Hamilton ha costruito Mission 44 attorno alla convinzione che il cambiamento nello sport e nella società non possa limitarsi alla griglia di partenza.

La fondazione è diventata il prolungamento istituzionale di quella filosofia, con un approccio che privilegia l’impatto a lungo termine rispetto alla visibilità immediata. Una scommessa, per ora, che i numeri sembrano premiare.