La MotoGP volta pagina. Dal 2027 il Gran Premio d’Australia non si disputerà più sul leggendario circuito di Phillip Island, casa della categoria per oltre trent’anni, ma sulle strade del centro di Adelaide.
Un accordo pluriennale – valido fino al 2032 – è stato siglato tra MotoGP Sports Entertainment Group (la nuova denominazione di Dorna Sports), il governo dell’Australia Meridionale e la città stessa, segnando una svolta storica: per la prima volta nel Motomondiale si correrà su un circuito cittadino.
Circuito cittadino, una firma Liberty Media
Il tracciato, lungo circa 4,195 chilometri con 18 curve, ricalca il layout dell’Adelaide Street Circuit che ospitò la Formula 1 tra il 1985 e il 1995, aggiornato con tutti gli accorgimenti di sicurezza richiesti dall’era moderna. I piloti potranno raggiungere velocità superiori ai 340 km/h. Il debutto è fissato per novembre 2027, mentre Phillip Island ospiterà il suo ultimo Gran Premio d’Australia nel fine settimana del 23-25 ottobre di quest’anno.
La firma dietro questa svolta porta il marchio di Liberty Media, che ha acquisito la serie nel luglio 2025 e sta replicando in MotoGP la strategia già sperimentata in Formula 1: avvicinare lo sport ai centri urbani, ampliare la base di tifosi e moltiplicare le opportunità commerciali.
Lo conferma Carlos Ezpeleta, direttore sportivo della MotoGP: «Portare la MotoGP ad Adelaide segna una pietra miliare nell’evoluzione del nostro campionato. L’opportunità di progettare un circuito appositamente costruito sulle strade di una città è qualcosa di davvero unico per il nostro sport».
L’impatto economico: una grande perdita per lo stato di Victoria
Sul versante economico, il premier dell’Australia Meridionale Peter Malinauskas non nasconde le aspettative:
«Sarà molto più di un evento motoristico di livello mondiale – ha dichiarato. – Coinvolgerà un indotto economico, il sostegno dell’occupazione e l’affermazione dell’Australia del Sud sul palcoscenico globale».
A fare le spese della decisione è lo stato di Victoria, che non ha investito adeguatamente nelle infrastrutture del circuito e ha visto sfumare anche l’opzione alternativa di trasferire l’evento sul tracciato di Albert Park a Melbourne, ipotesi respinta dallo stesso governo locale.
Una doppia occasione mancata che ha di fatto spalancato le porte ad Adelaide. Il sindaco di Bass Coast, Rochelle Halstead, ha parlato senza mezzi termini di «comunità in lutto», stimando in una cifra compresa tra 55 e 100 milioni di dollari australiani la perdita economica annua per il territorio.
MotoGP 2026: 22 Gran Premi e 44 gare per un mondiale da non perdere
Liberty Media alla prima prova del fuoco in MotoGP
Per la prima volta dall’acquisizione della MotoGP, Liberty Media mette la propria firma su una scelta che va oltre la gestione ordinaria. Da quando il colosso americano ha rilevato ufficialmente la serie iridata nel luglio 2025, la strategia adottata era stata quella del passo indietro: lasciare che MotoGP Sports Entertainment Group guidasse il processo di modernizzazione dello sport, senza interferenze dirette dall’oltreoceano.
Ma Liberty ha un piano, e chi conosce la sua gestione della Formula 1 sa riconoscerne i tratti. I circuiti cittadini sono un cardine della visione americana: portare le gare nei cuori delle metropoli, avvicinare i partner commerciali, conquistare nuove fette di pubblico. Una formula che in F1 ha funzionato.
Il nodo, però, è che la MotoGP non è la Formula 1.
Sicurezza, Phillip Island e il peso delle prime scelte
Le monoposto e le moto da gran premio condividono la velocità, ma non le esigenze di sicurezza. Un circuito cittadino capace di garantire le vie di fuga necessarie quando i piloti sfiorano i 340 chilometri orari è una sfida ingegneristica tutt’altro che scontata. Il comunicato ufficiale assicura che il tracciato proposto è stato progettato con «le significative modifiche necessarie per garantire che la sicurezza dei piloti rimanga la priorità assoluta». Parole rassicuranti, ma gli interrogativi tecnici restano aperti.
In caso di mancato via libera sul fronte sicurezza, il Bend Motorsport Park è già pronto come alternativa. Un piano B che, se attivato, suonerebbe come un passo falso difficile da metabolizzare per il nuovo corso Liberty, e forse prematuro per consolidarne la credibilità agli occhi del paddock.
A complicare il quadro c’è anche la questione Phillip Island. La rimozione dal calendario di uno dei circuiti più amati della MotoGP ha già scatenato reazioni nel mondo delle due ruote. Il due volte campione del mondo Casey Stoner non ha nascosto le proprie perplessità, e la sua voce rischia di diventare il punto di raccolta del malcontento.
Liberty si trova ora a fronteggiare la sua prima vera prova di maturità nella MotoGP. L’ambizione di ridisegnare la serie è evidente, e per certi versi comprensibile in chiave commerciale. La domanda che il paddock, e il mercato, si pone è se quella stessa ambizione sappia confrontarsi con le realtà fondamentali di uno sport che non perdona gli errori di valutazione.
Image Credits: DepositPhotos.com