Roma, apertura da Cremona sulla cessione del titolo: la Virtus alza le barricate

Il club lombardo ha attirato l’interesse di investitori interessati a stabilire una franchigia nella Capitale in vista dell’esordio di NBA Europe, mentre la società capitolina si oppone all’operazione.

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Image credit: Virtus Roma

Tiene banco il futuro del basket romano. Arrivano conferme rispetto al possibile trasferimento del titolo sportivo di Cremona, mentre la Virtus – squadra capitolina che milita in Serie B – per mezzo del suo presidente segnala la propria contrarietà all’operazione.

La trattativa per il passaggio della licenza di accesso Serie A dalla Vanoli ad un gruppo di investitori internazionali intenzionati a creare da zero una squadra nella Capitale appare in fase avanzata. 

L’operazione sarebbe guidata da Donnie Nelson, con l’obiettivo dichiarato di riportare Roma ai vertici del basket italiano ed europeo: dopo una stagione di rodaggio nel massimo campionato si punta alla partecipazione in NBA Europe

Dall’America, Luka Doncic – che secondo indiscrezioni sarebbe coinvolto nella cordata – non ha commentato la vicenda: «Non è il momento di parlarne, sono qui per l’All Star Game», secondo quanto raccolto da La Gazzetta dello Sport.

Le riflessioni del club lombardo

Sul fronte Cremona, la società non chiude alla possibilità di valutare offerte: dopo il comunicato che ha attestato la trattativa, Il General Manager Andrea Conti ha confermato l’esistenza di manifestazioni di interesse sfociate in contatti.

«Gestire questo tipo di pressione mediatica non è semplice, ma non possiamo neanche nasconderci dietro queste riflessioni che sta facendo la proprietà in maniera molto accurata. È una riflessione che riguarda a 360° tutta la programmazione della società, dove il progetto deve comunque essere sempre sostenibile, Cremona lo è sempre stata».

Negli ultimi mesi diversi gruppi, anche esteri, hanno mostrato interesse per rilevare il club, a testimonianza della bontà del lavoro svolto e dell’attenzione che il movimento cestistico sta convogliando anche fuori dai confini nazionali.

«Abbiamo avuto diversi interessi da fondi anche stranieri, americani ed arabi, per l’acquisizione della società. Le riflessioni sono in atto, noi da uomini di campo dobbiamo assolutamente concentrarci sul campionato, portare a casa la salvezza. Stiamo facendo molto bene come gruppo, cerchiamo di tenere fuori questo aspetto mediatico che può indugiare nel lungo andare sull’umore di questa squadra».

La Virtus punta ad essere protagonista

Se Cremona riflette, Roma – sponda Virtus – alza invece il livello dello scontro dialettico. Il presidente Massimiliano Pasqualini ha preso posizione contro l’ipotesi di una nuova realtà creata tramite acquisizione di titolo sportivo e potenzialmente collegata al progetto NBA Europe.

«Roma non ha bisogno di una franchigia costruita in laboratorio o di un “basket di plastica” che ignora il tessuto sociale e sportivo della città – ha dichiarato a Il Messaggero -. I tifosi della Virtus si sono rigenerati con noi, partendo dalle minors, e meritano rispetto, non operazioni a tavolino».

Il progetto della lega statunitense potrebbe cambiare gli equilibri della pallacanestro continentale: secondo il patron della Virtus, vanno ponderati i rischi e valorizzato il merito sportivo oltre alle specificità delle piazze.

«Sulla carta la NBA Europe può rappresentare un’opportunità positiva ma attenzione: legare il futuro della pallacanestro romana esclusivamente a logiche di marketing americano, senza una base solida e senza il rispetto del merito sportivo italiano, rischia di creare un danno incalcolabile». 

Il futuro del basket romano

La dirigenza virtussina tiene a rimarcare come il basket romano ha già ritrovato una base solida negli ultimi anni, grazie al lavoro fatto sul territorio e ai risultati sportivi costruiti progressivamente dal club.

«Il basket a Roma è già tornato, basta affacciarsi al palazzetto di viale Tiziano nuovamente affollato da migliaia di appassionati alle nostre partite. Un movimento che è ripartito con forza negli ultimi anni grazie ai risultati della Virtus». 

Il modello per riportare Roma nei club d’elite immaginato da Pasqualini è quello di una crescita sostenibile e per gradi, che deve necessariamente vedere protagonista la società che ha raccolto l’eredità della storica Virtus.

«Abbiamo un piano chiaro per continuare a crescere e riportare la Virtus all’altezza della sua storia e il basket romano ai vertici. Un progetto solido e sostenibile basato sui fatti non sulle chiacchiere, sui risultanti costruiti sul parquet, non comprati a tavolino. Abbiamo riportato a casa lo storico logo Virtus, giochiamo per il primato in campionato e per dimostrare che il basket a Roma sta tornando grande nonostante qualcuno non se ne sia accorto».

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