MotoGP verso l’addio a Phillip Island dopo il 2026: Adelaide in pole per rimpiazzarla

Il Gran Premio d’Australia si prepara a trasferirsi dopo quasi trent’anni, con lo stato del South Australia in lizza per realizzare quello il primo circuito cittadino del motomondiale.

MotoGP Australia
cambio in corsa
Image credit: Honda Media House

Il futuro della MotoGP in Australia sembra lontano da Phillip Island. Dopo decenni di presenza stabile nello storico tracciato, il campionato è pronto a cambiare sede a partire dal 2027, nonostante i tentativi del governo dello Stato di Victoria di mantenere l’evento nella sua collocazione attuale.

La svolta è arrivata quando le autorità locali hanno confermato che MotoGP Sports Entertainment Group – nuovo nome della società promotrice del campionato, precedentemente conosciuta come Dorna Sports – aveva chiesto di trasferire la gara all’Albert Park di Melbourne, circuito che già ospita la Formula 1.

La posizione dello stato di Victoria

Il governo dello stato di Victoria ha respinto la proposta, dichiarandosi disposto ad aumentare i finanziamenti pubblici per sostenere l’evento a condizione che resti a Phillip Island. 

«Abbiamo soddisfatto la quota di licenza, abbiamo soddisfatto tutto il resto, anzi, siamo andati oltre – ha commentato ad ABC il ministro per lo sport e gli eventi Steve Dimopoulos ma non siamo mai stati disposti a sacrificare Phillip Island».

La leadership della MotoGP sembra aver deciso di proseguire dunque verso un trasferimento. Dimopoulos ha inoltre confermato che la sede del 2027 sarebbe già stata individuata, senza però rivelarla pubblicamente.

La candidatura di Adelaide: il primo MotoGP cittadino

Le indiscrezioni indicano Adelaide come destinazione più probabile. Il governo del South Australia avrebbe già presentato una proposta molto ambiziosa, che includerebbe la realizzazione del primo vero circuito cittadino nella storia del Motomondiale.

Se confermata, sarebbe una svolta storica per il campionato. In passato il circuito di Mandalika, in Indonesia, era stato definito “semi-cittadino”, ma di fatto non rappresenta un vero street circuit.

Secondo quanto emerso, Carlos Ezpeleta – direttore sportivo della MotoGP e figura chiave dell’organizzazione – si sarebbe recato personalmente ad Adelaide per discutere il progetto, con l’annuncio ufficiale che potrebbe arrivare in tempi brevi.

Il peso economico di Phillip Island

Phillip Island ospita la MotoGP dal 1997 ed è sempre stata molto apprezzata dai piloti per il layout tecnico e spettacolare. Tuttavia, le infrastrutture ormai datate sembrano aver inciso pesantemente nella decisione finale.

Il cambio di proprietà della MotoGP, passata sotto il controllo di Liberty Media, sembra aver accelerato questo processo. Il gruppo ha già imposto standard molto elevati nel motorsport, chiedendo ai circuiti di investire pesantemente in ristrutturazioni per restare in calendario 

L’approccio adottato in Formula 1.sembra destinato a replicarsi anche nella MotoGP. «Devono apportare miglioramenti per portare l’evento agli standard che vogliamo per la MotoGP ha spiegato Carlos Ezpeleta –, in termini di infrastrutture, area box, paddock e accessi».

La scadenza del contratto

La possibile uscita dal calendario rappresenterebbe un duro colpo per l’economia locale. Secondo il governo del Victoria, la gara MotoGP è il più grande evento sportivo internazionale della zona e porta ogni anno decine di migliaia di visitatori sull’isola.

L’attuale accordo tra MotoGP Sports Entertainment e il governo del Victoria scadrà nel 2026. Qualsiasi nuovo accordo – incluso quello potenziale con Adelaide – entrerebbe quindi in vigore dal 2027, subordinato al completamento dei lavori necessari per il nuovo circuito.

Se confermata, la scelta segnerebbe la fine di un’era per Phillip Island e l’inizio di una nuova fase per la MotoGP in Australia, potenzialmente con un format completamente nuovo per il campionato che pone però questioni di sicurezza.

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