Giochi Invernali 2030: Torino punta a ospitare il pattinaggio di velocità

Il capoluogo piemontese pronto a mettere a disposizione del comitato organizzatore francese l’Oval Lingotto: ballottaggio con Heerenveen per determinare la sede di gara

Olimpiadi 2030 Torino
corsa a due
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Torino potrebbe tornare protagonista nel panorama olimpico .In vista dei Giochi Invernali del 2030, assegnati alle Alpi francesi, si apre uno spiraglio che potrebbe coinvolgere l’Italia dentro l’evento. 

Il capoluogo piemontese avrebbe la possibilità concreta di ospitare le gare di pattinaggio di velocità, disciplina per la quale la Francia, al momento, non dispone di un impianto indoor in grado di soddisfare i requisiti tecnici richiesti dal Comitato Olimpico Internazionale, riporta Il Sole 24 Ore.

La candidatura di Torino

Per evitare la costruzione di una nuova struttura – in ottemperanza alle linee guida sulla sostenibilità diramate dal CIO – e il conseguente aumento dei costi organizzativi, il comitato organizzatore ha quindi scelto di valutare sedi già esistenti all’estero.

In questo scenario si inserisce la candidatura di Torino, che punterebbe a partecipare ai prossimi Giochi Invernali dopo aver mancato il coinvolgimento nell’organizzazione dell’edizione in corso. 

La città piemontese ha proposto l’Oval Lingotto, impianto già utilizzato durante le Olimpiadi invernali del 2006 e quindi dotato di una solida esperienza in termini di gestione di eventi olimpici. 

Il ballottaggio con Heerenveen

La decisione finale, tuttavia, non è ancora stata presa. Il comitato organizzatore ha effettuato sopralluoghi preliminari sia a Torino sia nei Paesi Bassi, dove è in corsa la Thialf Arena di Heerenveen.

Quest’ultima presenta il vantaggio di essere immediatamente operativa e con una capienza superiore, pari a circa 12.500 posti, mentre l’Oval Lingotto, che può ospitare circa 8.500 spettatori, richiederebbe interventi di adeguamento stimati intorno ai 12 milioni di euro.

Le due candidature stanno ora lavorando alla preparazione di un nuovo dossier tecnico e organizzativo da consegnare entro la fine del mese al CIO, elemento determinante in vista della decisione finale. 

Il vantaggio logistico

Il documento dovrà includere tutti gli aspetti logistici e strutturali: dalle caratteristiche dell’impianto di gara fino all’organizzazione dei trasporti e dell’accoglienza delle delegazioni sportive. 

Proprio su questi ultimi punti Torino potrebbe giocarsi una parte importante delle proprie possibilità. La città può infatti contare su collegamenti rapidi con l’aeroporto e su una rete metropolitana che consente di raggiungere il centro in pochi minuti. 

Inoltre, le circa 300 persone previste tra atleti e staff tecnici potrebbero essere ospitate nella residenza Edisu del Lingotto, situata a brevissima distanza dall’impianto di gara, aspetto che rende la logistica molto favorevole.

Il ballottaggio con Heerenveen

Un altro elemento che potrebbe pesare nella scelta finale riguarda il rafforzamento delle infrastrutture transfrontaliere tra Italia e Francia. Tra gli sviluppi più rilevanti c’è l’apertura della seconda canna del traforo autostradale del Frejus, inaugurata nel luglio scorso, che ha migliorato i collegamenti tra Piemonte e Savoia.

A questo si aggiunge il rinnovato accordo tra il comprensorio sciistico piemontese della Via Lattea e quello francese di Monginevro, che ospiterà le gare olimpiche di snowboard e freestyle. 

L’intesa permette agli sciatori di utilizzare un unico skipass per le piste dei due Paesi, rafforzando di fatto la collaborazione transfrontaliera e richiamando il modello organizzativo già visto durante Torino 2006.

L’impegno dei comuni dell’Alta Val di Susa

Anche gli operatori locali stanno cercando di ritagliarsi un ruolo attivo nel progetto olimpico. Massimo Feira, presidente di Sestrieres Spa, la società che gestisce gli impianti della Via Lattea in Alta Val di Susa, ha sottolineato la volontà del territorio di giocarsi le sue carte. 

«È probabile che quelli che andranno al Monginevro a fare le gare, useranno le nostre infrastrutture – ha commentato il dirigente -. E noi non vogliamo essere soltanto terra di passaggio»

Parallelamente, l’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea ha avviato un protocollo d’intesa finalizzato a sviluppare strategie comuni e iniziative coordinate in vista dell’appuntamento del 2030.

Le sedi dei Giochi 2030

I XXVI Giochi Olimpici Invernali si svolgeranno dal 1° al 17 febbraio 2030, mentre le Paralimpiadi sono in programma dal 1° al 10 marzo, e replicheranno il modello diffuso introdotto da Milano Cortina.

L’organizzazione sarà distribuita su un’ampia area che comprende Alta Savoia, Savoia, Briançon e Nizza, con l’obiettivo di sfruttare al massimo impianti già esistenti e ridurre la necessità di nuove costruzioni. 

I villaggi olimpici previsti saranno cinque, tutti posizionati entro trenta minuti dalle rispettive sedi di gara. L’ultima volta che la Francia ha ospitato le Olimpiadi invernali risale al 1992, ad Albertville.

Alcuni degli impianti utilizzati in quell’edizione torneranno protagonisti, come la pista di bob e skeleton di La Plagne, il trampolino di Courchevel e la pista di discesa Roc de Fer di Méribel. Altre competizioni sulla neve sono previste a La Clusaz, Le Grand Bornand, Serre Chevalier e Monginevro

Nizza, invece, dovrebbe ospitare gli sport su ghiaccio e, secondo i piani attuali, anche la cerimonia di chiusura, che si vorrebbe organizzare lungo la celebre Promenade des Anglais, il lungomare di circa sette chilometri affacciato sul Mediterraneo. Rimane invece ancora da definire la sede della cerimonia di apertura.